Buongiorno amici di GoodMorning Milano! Dai che è quasi finita anche questa settimana, pronti per il weekend?
Iniziamo con un'ottima notizia, sono finalmente entrati in servizio gli ascensori e i montascale nelle stazioni della Metro M1, rendendola così accessibile a tutti, mentre continua il lavoro anche per le altre linee della metropolitana.
Abbiamo poi parlato di quanto sia difficile trovare una casa in affitto per i single a Milano, infatti in città, l'affordabilitá dei monolocali raggiunge solo il 33%, ma Milano non detiene il record perché battuta da Bologna con il 19% da Firenze con solo il 10%.
Successivamente Alice ha raggiunto Fabio in diretta.
Oggi è la mia penultima puntata qui.
E inevitabilmente mi è tornato in mente il primo giorno. La prima volta che sono entrata in questo posto.
Ricordo la mia goffaggine, l’agitazione, il fatto che la gonna si stava aprendo e che ero molto più concentrata a non denudarmi che a rispondere al colloquio. Un inizio perfettamente imperfetto, insomma. Eppure, nonostante tutto, qualcosa mi aveva fatta sentire subito a mio agio.
Col tempo ho capito che questo ambiente è fatto di persone un po’ pazze, sì, ma buone. Di quelle che non si prendono troppo sul serio. E qui si impara tanto.
Mai come in questi giorni mi sto ripetendo una cosa che sento vera fino in fondo: siamo piccolissimi rispetto all’universo. Minuscoli.
E allora, davvero… sti cazzi se le cose non vanno sempre bene.
Sti cazzi se sbagliamo, se inciampiamo, se non siamo perfetti.
Proviamoci comunque. Facciamo quello che sentiamo, quello che crediamo giusto per noi.
Cari ascoltatori, armiamoci di coraggio anche quando tremiamo un po’, soprattutto quando tremiamo un po’.
Per questo oggi ho scelto una canzone che sento molto: “Vai” di Alfa.
Perché dice una cosa semplice ma potentissima: non voltarti indietro e vai.E forse è proprio questo il punto. Continua ad andare.
Anche con un po' di paura. Anche con un sorriso storto.
L'ospite di oggi è Pegah Moshir Pour, un'attivista impegnata nella divulgazione della tragica situazione in Iran, suo Paese di origine.
Pegah nasce in Iran ma cresce in Italia e si definisce «di terza generazione» in quanto in lei convergono entrambe le culture: quella che ha ereditato e quella che ha vissuto.
É molto attiva sui social, scrive per "La Repubblica" e ha pubblicato due libri per sensibilizzare i giovani su questo tema a lei molto caro.
La chiacchierata inizia commentando la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina che ha visto sfilare gli atleti iraniani con porta bandiera donna. Ci spiega che il regime iraniano utilizza spesso i grandi palcoscenici per «ripulire la propria immagine» ma in realtà la situazione, soprattutto per gli atleti, è ben diversa. Gli atleti iraniani, come d'altronde tutto il resto della popolazione, sono costantemente minacciati dal regime che li uccide e tortura quotidianamente ma nonostante ciò Pegah ci dice che i giovani «non hanno paura ad affrontare la realtà che hanno sempre vissuto».
L'attivista ci informa che il 23 febbraio 2026 si terrà a Ginevra il Consiglio dei Diritti Umani e l'Iran essendo uno Stato membro dell'ONU potrà partecipare al momento di dialogo. Da qui è nata una vera e propria polemica che richiede l'esclusione dell'Iran dal Consiglio a causa dei crimini e massacri di massa compiuti.
La questione dell'utilizzo dei social è molto importante perché, nonostante l'ampio controllo da parte del regime, è l'unico mezzo a disposizione della popolazione per «far vedere» tramite immagini e testimonianze la reale situazione iraniana. L'attivista fa un appello a tutti noi: «non dimenticate le vittime, la popolazione oppressa e siate la loro voce» e ci chiede di abbracciare gli Iraniani in Italia, per sostenerli in questa dura lotta che dura da quasi mezzo secolo.
Per approfondire il tema vi invitiamo a seguire Pegah su Instagram (@pegah_moshirpour) e a seguire l'hashtag #iranmassacre.