Nel secondo episodio di Nel Buio: il delitto diventa racconto analizziamo uno dei casi più disorientanti e sconvolgenti della cronaca nera francese: quello di Jean-Claude Romand, l’uomo che per diciotto anni ha vissuto fingendosi medico dell’OMS, costruendo una doppia vita fatta di bugie, narcisismo patologico e mitomania.
Nel gennaio del 1993, quando la verità sta per venire a galla, Romand uccide la moglie, i figli, i genitori e persino il cane di famiglia. Una tragedia che svela la fragilità di un’identità inventata e il crollo violento di un’intera esistenza fondata sull’inganno. Con l’aiuto del criminologo Giorgio Stefano Manzi, ricostruiamo il profilo psicologico di Romand, la scena del crimine, le dinamiche della menzogna e il comportamento dell’offender prima e dopo il massacro.
Con la scrittrice e avvocata penalista Maria Elisa Aloisi, approfondiamo invece il romanzo “L’avversario” di Emmanuel Carrère, che ha trasformato questo caso reale in un’opera letteraria disturbante e potentissima. In questa puntata parleremo di:
- doppia vita e costruzione dell’identità
- mitomania e narcisismo patologico
- la psicologia dell’inganno
- come Carrère racconta un crimine in cui il colpevole è noto
- il “thriller rovesciato”
- male, vergogna e autodistruzione
- perché questo caso interroga ancora oggi la nostra società
🎙️ Conduzione: Daniele Zaccone
🔍 Ospiti: Giorgio Stefano Manzi (criminologo), Maria Elisa Aloisi (scrittrice e penalista) Nel Buio: il delitto diventa racconto.
Perché alcune storie non si ascoltano soltanto: si attraversano.
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