Freud per libido intende una tendenza, varia e generale, al piacere, al soddisfacimento del piacere, un piacere che spesso si presenta, se non sempre, in maniera impulsiva, in maniera animalesca, in maniera primitiva, ancestrale. Da questo punto di vista l'essere umano somiglia all'animale; c'è un principio di piacere che cerca di soddisfare in vari modi. Però l’idea di Freud secondo cui la ricerca del piacere sessuale avvenga anche in età infantile, che anzi questo avvenga molto spesso tra gli zero e i sei anni, fece molto, moltissimo scandalo. Secondo Freud anche i bambini hanno una sessualità. Questa sessualità, nei bambini dagli zero ai sei anni, non si esprime in maniera genitale, come la sessualità adulta, con il fine, per lo meno potenziale, della procreazione, ma riguarda anche altre aree del corpo che Freud chiama zone erogene. La sessualità infantile per Freud presenta una più o meno precisa evoluzione attraverso differenti fasi, tre fasi più una quarta: orale, anale, fallica e di latenza.
La prima fase è la fase orale. Questo avviene tra zero e un anno. Il bambino si approccia al mondo esterno attraverso la bocca, non prova piacere soltanto dalla poppata. Il bambino, appena nato, è un fascio di nervi, è qualcosa che è soltanto istinto.
Freud parla di polimorfismo: le zone erogene del corpo, le zone in cui si raggiunge il piacere, man mano cambiano nel tempo, quindi la sessualità del bambino è polimorfa.
Nella seconda fase, che va circa da uno a due anni, il bambino passa dalla fase orale alla fase anale. Secondo Freud tutti noi siamo passati attraverso queste fasi che sono necessarie; solo che non ce lo ricordiamo. Durante la fase anale il bambino, secondo Freud, prova piacere a livello dell'ano; e in particolare Freud afferma che il bambino prova piacere nel controllare la funzione anale, nel decidere quando rilasciare le feci, quando svuotare la vescica; e nel momento stesso dello svuotamento, nel momento della deiezione.
Il terzo momento è la fase fallica, è il momento assolutamente decisivo. La fase fallica va dai tre ai cinque/sei anni, ed è proprio in questa fase che si producono i traumi sessuali infantili, gli atti primari, gli eventi primari, che sono poi causa delle nevrosi, spesso a lungo termine. Il bambino e la bambina scoprono di avere un organo sessuale; qui emergono i famosi complessi freudiani che non è detto siano sempre negativi. Sono due i complessi importanti: il complesso di castrazione e il complesso di Edipo. Questo è fondamentale e anche questa è una teoria di sessualità infantile oscena, sconvolgente, irrituale, totalmente anticonformista, inaccettabile per la morale dell'epoca.
Che cos'è il complesso di Edipo?
I bambini secondo Freud non si confrontano soltanto con i propri fratelli, ma anche con i propri genitori; individuano una differenza a livello di organo sessuale anche riguardo i propri genitori. Tra i tre e i sei anni ogni bambino, e ogni bambina, sviluppa un particolare attaccamento, affetto, nei confronti del genitore di sesso opposto; come se il bambino fosse già un adulto. L’idea è che la famiglia sia la sede prioritaria della propria attività sessuale.
Freud dice che dai sei ai dodici/tredici anni circa, abbiamo la quarta fase, che non è propriamente una fase sessuale, ma di mancanza di sessualità: la fase di latenza.
Con la pubertà, l’adolescenza, inizia la sessualità adulta, cioè la sessualità definitiva del bambino che non è più bambino, cioè la sessualità genitale. Il passaggio alla sessualità adulta è sano e il complesso di Edipo è correttamente risolto nel momento in cui pian, piano il giovane trasferisce i suoi desideri dal genitore di sesso opposto verso figure che sono al di fuori della famiglia.
In questa videolezione altre idee di Freud in merito all'omosessualità, alle parafilie e all'orgasmo femminile vengono ampiamente trattate. Nella prossima, invece, entreremo nel vivo della struttura della psiche secondo la psicanalisi freudiana.