Oggi in Cristo

Nel nome di Gesù


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Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona, mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l'elemosina a quelli che entravano nel tempio. Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l'elemosina. Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. Ma Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.
Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. Mentre quell'uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.
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(Atti 3:1-11 - La Bibbia)


Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Che Dio potesse fare opere potenti e miracoli era cosa risaputa da coloro che appartenevano al popolo ebraico. Infatti Israele nella sua storia aveva sperimentato cosa poteva fare la potente mano di Dio. Ma in questo brano troviamo un miracolo associato al nome di Gesù, un elemento nuovo e significativo che avrebbe caratterizzato la predicazione degli apostoli da quel momento in poi.

Pietro e Giovanni si erano recati nel tempio di Gerusalemme per la tradizionale preghiera dell'ora nona. Non deve stupirci questo fatto perché i discepoli di Gesù erano tutti Ebrei in quella fase iniziale e non avevano cessato di esserlo! Anzi, un discepolo di Gesù era, in un certo senso, un Ebreo ancora più "completo" degli altri visto che aveva un rapporto con Gesù il Messia promesso proprio al popolo di Israele!

Ovviamente essi desideravano che sempre più persone del loro popolo si unissero a loro nel seguire Gesù e l'incontro con quell'uomo zoppo fin dalla nascita diede loro un'altra occasione di rendere testimonianza al Messia.

Prendersi cura dei bisognosi era un dovere essenziale di ogni Ebreo che voleva ubbidire a Dio e anche Gesù aveva raccomandato ai propri discepoli di farlo. Se Pietro e Giovanni avessero avuto del denaro con loro avrebbero certamente fatto l'elemosina a quell'uomo zoppo che li fissava proprio con la speranza di ricevere qualcosa.

Ma ciò che sarebbe potuta sembrare un'occasione persa si trasformò invece in una grande opportunità! Dio guarì quell'uomo che riuscì ad alzarsi in piedi, a camminare e, per la gioia, si mise addirittura a saltare appena furono entrati nel tempio!

Ma, tornando all'argomento principale della nostra riflessione, nel nome di chi avvenne quel miracolo? Come dicevamo, per la prima volta nel libro degli Atti in maniera esplicita vediamo che un miracolo fu compiuto nel nome di Gesù.

Pietro aveva infatti detto a quell'uomo: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!»

Compiere un'azione nel nome di qualcuno non è legato ad un uso scaramantico del nome ma implica che lo si fa con l'autorità di quella persona, infatti il termine "nome" nelle lingue originali della bibbia implica la persona e la sua autorità. Pietro stava quindi evocando la persona e l'autorità del Messia risorto affinché quell'uomo fosse guarito.

Doveva sembrare una cosa blasfema agli orecchi di chi si fosse trovato ad assistere a quell'evento.
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana