Nel 2007 visse un’esperienza terribile, estrema. Ostaggio per due settimane di un gruppo talebano tra i più feroci, il giornalista Daniele Mastrogiacomo vide sgozzare un altro uomo davanti ai propri occhi e trascorse questo periodo di prigionia, sempre incatenato mani e piedi, con la consapevolezza che la morte poteva arrivare da un momento all’altro. Risponde raramente a chi gli chiede di ricordare quei giorni. Ha fatto un’eccezione con Pagine Ebraiche, per parlare del proprio vissuto ma anche per commentare la recente liberazione di Silvia Romano, le emozioni suscitate dal suo arrivo in Italia, le polemiche innescatesi per la sua conversione all’Islam.