Due picciotti si trovarono a Roma, nei pressi dello Stadio Olimpico. Era un giorno particolare: si giocava l’ultima partita, ma non c'entrava la sfida tra Udinese e Roma. Si trattava dell’ultimo ‘colpo’ che l’ala stragista di Cosa nostra intendeva infliggere allo Stato.
Nel podcast di ANTIMAFIADuemila ‘Nero su Bianco’ si torna a parlare di stragi mafiose e del loro legame con la poltica di ieri e di oggi.
L’obiettivo, quel giorno, erano i carabinieri: Gaspare Spatuzza e Salvatore Benigno si trovavano su Monte Mario, telecomando alla mano.
Una Lancia Thema carica di esplosivo e tondini era parcheggiata nei pressi dello stadio, in attesa del passaggio delle camionette dei carabinieri.
Quando i due mafiosi ritennero che fosse il momento, premettero il pulsante, ma non accadde nulla. Benigno ci riprovò, ma ancora nulla.
L’attentato, che avrebbe dovuto mettere in ginocchio lo Stato, fallì e non venne mai più riproposto.
Perché Cosa nostra non ci riprovò?
Perché si volevano colpire solo i Carabinieri?
E perché Spatuzza parlò di ‘gente’ che con quell’attentato si sarebbe mossa?
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