Oggi in Cristo

Nessuna discriminazione


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Alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: «Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati».
E siccome Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano vivacemente con loro, fu deciso che Paolo, Barnaba e alcuni altri fratelli salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per trattare la questione.
Essi dunque, accompagnati per un tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione degli stranieri e suscitando grande gioia in tutti i fratelli. Poi, giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono le grandi cose che Dio aveva fatte per mezzo di loro.
Ma alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, si alzarono dicendo: «Bisogna circonciderli e comandare loro di osservare la legge di Mosè».
Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la questione. Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse:
«Fratelli, voi sapete che dall'inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero. E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna discriminazione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede. Or dunque perché tentate Dio mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in grado di portare? Ma noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro».
Tutta l'assemblea tacque e stava ad ascoltare Barnaba e Paolo, che raccontavano quali segni e prodigi Dio aveva fatti per mezzo di loro tra i pagani.
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(Atti 15:1-12 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Quando ci sono problemi che rimangono latenti in mezzo alla chiesa, prima o poi bisogna affrontarli. Così in questo capitolo del libro degli Atti troviamo una prova di maturità che la chiesa di Gerusalemme e quella di Antiochia affrontarono insieme e superarono lasciandoci un esempio da cui abbiamo molto da imparare ancora oggi.

L'occasione fu l'arrivo ad Antiochia di alcuni fratelli provenienti dalla Giudea che avevano un punto di vista diverso sui requisiti per la salvezza, quindi un argomento importante che meritava un chiarimento.

Subito dopo la conversione di Cornelio (At 10), Pietro era stato contestato per essere entrato in casa di un uomo incirconciso e in quell'occasione Pietro si era giustificato facendo notare che Dio stesso aveva voluto che lui andasse da Cornelio e Dio stesso aveva dato lo Spirito Santo a quei gentili incirconcisi, quindi lui non aveva fatto altro che accettare la volontà di Dio (At 11:1-18). I fratelli in quell'occasione avevano accettato la spiegazione di Pietro.

Ma non ci si deve stupire del fatto che nella chiesa cristiana, in particolare a Gerusalemme, fossero presenti molti credenti giudei, in particolare provenienti dalla setta dei farisei, che pur avendo creduto in Gesù il Messia avevano ancora delle remore ad accettare i gentili così com'erano senza che questi ultimi fossero circoncisi e si impegnassero a vivere come Giudei, osservando tutta la legge di Mosè. D'altra parte i farisei erano nati nell'epoca precedente la venuta di Gesù proprio come reazione all'ellenizzazione del popolo di Israele che aveva recato gravi danni alla fede giudaica, quindi si può comprendere che molti di loro temevano che l'apertura verso i gentili incirconcisi potesse di nuovo avere un'influenza negativa sul popolo di Israele. Visto che molti gentili avevano creduto in Gesù come Messia di Israele, sembrava loro logico che completassero il percorso di conversione diventando Giudei a tutti gli effetti. Evidentemente per loro era quella la più grande testimonianza che un gentile p...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana