Torna, venerdì 19 dicembre, la rubrica settimanale del venerdì di Radio Onda d’Urto: l’analisi critica dei fatti economici della settimana con il nostro collaboratore Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia.
Diversi i temi affrontati: la gestione da parte dell’Ue degli asset russi; la pausa della Bce per quanto riguarda il taglio dei tassi di interesse; il caos manovra e le norme per rafforzare l’industria bellica in Italia. Infine la vendita di Gedi, che comprende i quotidiani La Stampa e Repubblica.
ASSET RUSSI – Dopo 16 ore di trattative e una notte di colpi di scena, il Consiglio europeo trova l’unanimità sul sostegno all’Ucraina per il biennio 2026-27: un prestito da 90 miliardi di euro finanziato con debito comune. Accantonata la linea di Commissione Ue e di Berlino sull’uso diretto dei beni congelati di Mosca. In pratica, i beni russi congelati, rimarranno bloccati fino a quando la Russia non avrà pagato i risarcimenti all’Ucraina. E, se non lo farà, l’Ue si dice pronta a ricorrere, “nel rispetto del diritto internazionale”, a quegli stessi asset per rimborsare il prestito.
BCE – Come atteso, la Banca centrale europea chiude il 2025 in stand-by. Dopo aver ridotto il costo del denaro di due punti percentuali con otto tagli in un anno, la pausa iniziata a luglio è stata infatti riconfermata per la quarta riunione consecutiva, alla luce di una crescita economica rivista al rialzo grazie alla spinta dei consumi interni e pur di fronte a un’inflazione rivista al rialzo, ma sotto controllo. La Bce ha infatti rivisto al rialzo le stime sul Pil dell’Area sia per il 2025, portandole dall’1,2% di settembre all’1,4%, sia per il 2026, all’1,2% dall’1%. Per il 2027 è invece attesa una crescita dell’1,4%,
MANOVRA: Salta nella notte l’intero pacchetto previdenziale presentato mercoledì dal Governo e in particolare dal ministro Giorgetti nell’emendamento alla legge di bilancio, con la stretta sulle pensioni. Il no della Lega ferma tutto l’impianto costruito al ministero dell’Economia, retto pure da un leghista, con il silenzio assenso sul Tfr e i due interventi su riscatti di laurea e allungamento delle finestre. Sotto traccia, intanto, il governo Meloni punta a inserire una norma mirata a “rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d’arma”. La proposta prevede che i ministeri della Difesa e delle Infrastrutture individueranno “attività, aree e relative opere e progetti infrastrutturali per la realizzazione, l’ampliamento, la conversione, la gestione, lo sviluppo delle capacità industriali della difesa”.
GEDI – Dopo mesi di indiscrezioni mercoledì le redazioni della Stampa e di Repubblica sono state per la prima volta informate direttamente dalla loro proprietà dell’intenzione di vendere tutte le attività del gruppo GEDI. Il gruppo è di proprietà di Exor, la società della famiglia Agnelli-Elkann: ne fanno parte, oltre alla Stampa e a Repubblica, il sito di news Huffington Post, radio Deejay, radio Capital e il settimanale piemontese, la Sentinella del Canavese.
Su Radio Onda d’Urto l’analisi di Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica