Appuntamento del venerdì, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana.
Nell’appuntamento di oggi abbiamo affrontato diversi temi:il piano industriale di Stellantis; il rapporto Istat che fotagrafa un Paese in pesanti difficoltà, la visita a Pechino di Putin e in chiusura la visita del premier indiano Modi a Roma.
Presentata ieri la strategia del gruppo Stellantis che prevede 60 miliardi di euro di investimenti per lanciare 60 nuovi modelli. Un piano dedicato in buona parte agli Stati Uniti e ai marchi principali del gruppo dai quali vengono esclusi, tra gli altri, Alfa Romeo e Lancia. Il futuro di Stellantis parla sempre più americano, confermando le previsioni di un’Europa destinata a essere, in chiave di investimenti e produzione, una sorta di filiale secondaria. Un quadro inquietante per l’Italia, l’azienda prevede un taglio della capacità produttiva che passerà da 4,65 a 3,85 milioni di veicoli. L’azienda assicura che non verranno chiuse le fabbriche, ma si procederà a una riconversione. Ieri in borsa Stellantis è arrivata a cedere il 7% subito dopo la presentazione del piano.
“La crescita dell’inflazione potrebbero, rallentare la fase di recupero o addirittura determinare un nuovo periodo di perdita del potere di acquisto”. Lo scrive l’Istat nel rapporto annuale che registra come le retribuzioni contrattuali nel 2025 abbiano portato una perdita di potere d’acquisto dell’8,6% dal 2019. Anche nel ceto medio, il 16,1% delle famiglie dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà”. Nel 2025 il tasso di occupazione femminile è di circa 20 punti percentuali inferiore a quello maschile (60,8% contro 80,9%), ma il divario scende a 6,5 punti percentuali tra i laureati. I giovani italiani in possesso di un titolo universitario sono ancora troppo pochi: il 31,6% nella fascia 25-34 anni contro il 44,1% della media Ue. E, come se non bastasse, facciamo anche fatica a trattenerli: nell’ultimo anno censito (il 2024) il saldo tra quelli usciti e attratti dall’estero è stato negativo per 21mila unità. Le previsioni più recenti per il 2026 hanno rivisto fortemente al ribasso la crescita del Pil in Italia. In particolare, la Banca d’Italia e il ministero dell’Economia e delle Finanze stimano una crescita del Pil, rispettivamente dello 0,5 per cento e dello 0,6 per cento, e il Fmi dello 0,5 per cento.
Il 19 e 20 maggio si è tenuto a Pechino il bilaterale tra il presidente russo Vladimir Putin e quello cinese Xi Jinping, a pochi giorni di distanza dalla visita dell’omologo americano Donald Trump.Vladimir Putin torna però a Mosca pare a mani vuote. L’obiettivo più importante del leader russo nella sua missione in Cina, non è stato raggiunto. La costruzione del gasdotto Forza della Siberia-2 che ha, sulla carta, una portata di 50 miliardi di metri cubi di gas dai giacimenti della Penisola di Yamal, che prima della guerra rifornivano i Paesi europei.
Investimenti, progetti comuni, cultura alla difesa e diplomazia internazionale: questi i temi al centro della visita del premier indiano Narendra Modi a Roma lo scorso 19 e 20 maggio. La premier Meloni ha riassunto l’obiettivo del summit: ” far crescere il nostro già solido interscambio commerciale fino a 20 miliardi di euro, dagli attuali 14, nei prossimi tre anni, cioè entro il 2029″. Dalla cooperazione industriale sulla difesa alla facilitazione della mobilità di infermieri dall’India all’Italia, sono sette gli accordi scambiati tra il governo italiano e quello indiano.
Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia Ascolta o scarica