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Il 28 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio per il 2027, una manovra da circa 26 miliardi di euro che ora passa al Parlamento. In questa puntata la smontiamo pezzo per pezzo. Partiamo dal nuovo scaglione Irpef fino a 55mila euro e da chi ne beneficia. Poi il bollo auto cancellato in modo permanente, la cedolare secca all’1% per chi affitta agli under 35, lo sconto fiscale che Meloni ha presentato come premio per i giovani e il salvadanaio per i neonati, insieme alle novità su congedo parentale, sanità e pensioni. Infine le coperture: da dove arrivano i soldi, perché banche e assicurazioni contestano un contributo da oltre 5 miliardi e cosa resta ancora da definire nel testo definitivo.
Tra il 2011 e il 2024 oltre 600mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato l'Italia, il 6% della loro generazione, e più della metà di loro è laureata. In questa puntata partiamo dai dati OCSE e dal rapporto del CNEL presentati al summit Future@Work per capire perché se ne vanno, dove vanno e cosa li convincerebbe a tornare. Il primo motivo è lo stipendio d'ingresso, circa 30mila euro lordi in Italia contro una media di 45mila all'estero, a cui si aggiungono una cultura del lavoro percepita come poco meritocratica, la lentezza della burocrazia e il clientelismo. Sullo sfondo c'è un costo stimato in 160 miliardi di euro di capitale umano perso e una questione che riguarda tutti i lavoratori: cosa serve all'Italia per tornare attrattiva
Per cosa chiedono un prestito gli italiani, e cosa raccontano queste richieste delle loro priorità ? In questa puntata ripercorriamo l’evoluzione del credito al consumo: dai prestiti riservati ai momenti eccezionali della vita, cinquant’anni fa, alla diffusione delle carte di credito negli anni Ottanta, fino al compra ora paga dopo e alle richieste fatte online. Vediamo perché l’auto resta la prima ragione per chiedere un finanziamento e quanto spazio ha conquistato la tecnologia. In chiusura mettiamo alla prova quattro convinzioni diffuse sui prestiti online, da chi li chiede a quali cifre ha senso finanziare.
Ne parliamo con Pietro Tamburini, Senior Partnership Manager di Younited Italia.
Da fine settembre, in molti distributori, la benzina costa 1,99 euro al litro: è il tetto fissato da Eni, a cui si sono accodate altre compagnie. Nello stesso momento è finito lo sconto sulle accise del gasolio, e le accise mobili annunciate dal governo non sono state attivate. In questa puntata di Newsy smontiamo il prezzo che leggiamo alla pompa. Vediamo quanto pesano petrolio, raffinazione e distribuzione, perché circa metà di quello che paghiamo va allo Stato e cosa spinge una compagnia a fissare da sola un prezzo massimo. E alla fine, chi paga la differenza.
Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto scuola, che dall'anno scolastico 2027/28 introduce un tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi prime. Nel conteggio entrano solo gli studenti nati all'estero con pochi anni di scuola in Italia, e secondo i dati del ministero, contando solo loro, le classi sopra la soglia sono meno dell'1% del totale. Il fenomeno resta però fortemente concentrato in alcune aree del Nord. In questa puntata Elisa spiega come funziona la misura e cosa prevedeva la circolare del 2010, rimasta in gran parte inapplicata. Mette poi a confronto gli argomenti del governo con quelli dei critici. Il decreto-legge dovrà ora essere convertito dal Parlamento.
Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto scuola, che dall'anno scolastico 2027/28 introduce un tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi prime. Nel conteggio entrano solo gli studenti nati all'estero con pochi anni di scuola in Italia, e secondo i dati del ministero, contando solo loro, le classi sopra la soglia sono meno dell'1% del totale. Il fenomeno resta però fortemente concentrato in alcune aree del Nord. In questa puntata Elisa spiega come funziona la misura e cosa prevedeva la circolare del 2010, rimasta in gran parte inapplicata. Mette poi a confronto gli argomenti del governo con quelli dei critici. Il decreto-legge dovrà ora essere convertito dal Parlamento.
A settembre un ricercatore di Anthropic si è dimesso scrivendo che chi costruisce l'intelligenza artificiale crede davvero che possa ucciderci tutti entro la fine del decennio.
Pochi giorni dopo il fondatore della stessa azienda ha chiesto pubblicamente di rallentare lo sviluppo dei modelli, e Sam Altman ed Elon Musk si sono detti d'accordo.
Nel mezzo, agenti IA usciti dai laboratori e incidenti che nessuno aveva previsto. In questa puntata proviamo a capire quanto sia fondato l'allarme, chi lo alimenta e quali interessi ha chi lo lancia.
Il 9 settembre la Commissione europea ha presentato l'Affordable Housing Act, una proposta che permetterebbe ai Comuni di limitare gli affitti brevi e l'acquisto di seconde case nelle aree dove vivere è diventato troppo costoso.
In questa puntata vediamo cosa prevede davvero il testo: i tre criteri con cui Bruxelles stabilisce quando un'area è sotto stress abitativo, perché la scelta di un regolamento al posto di una direttiva cambia la sostanza, e quali strumenti finirebbero nelle mani delle amministrazioni. Poi ripercorriamo i casi che hanno spinto l'Europa a muoversi, da Firenze a Venezia fino a Barcellona, che entro il 2028 eliminerà tutte le licenze per gli appartamenti turistici.
E arriviamo alla domanda di fondo: fino a che punto è giusto limitare il diritto di usare una casa come si vuole per garantire a qualcun altro il diritto di trovarne una in cui vivere?
L'intelligenza artificiale non toglie lavoro, lo trasforma: è la tesi di Domenico Petraroli, General Counsel di Younited Italia, che in questa puntata racconta come l'azienda ha integrato strumenti di IA nella gestione dei clienti e nei processi interni. Si parla di bias e di come prevenirli con un sistema ben calibrato e monitorato, di trasparenza verso dipendenti e clienti, e della difficoltà di far convivere le nuove normative europee sull'IA con quelle già esistenti su protezione dei dati e credito al consumo. Un confronto diretto sui rischi reali, dalle allucinazioni all'uso improprio di strumenti non aziendali, e su come la sensibilizzazione interna possa trasformarli in un vantaggio competitivo.
Con la benzina tornata stabilmente sopra i due euro e le grandi compagnie petrolifere che chiudono il semestre con utili in forte crescita, è tornata sul tavolo una proposta che avevamo già sentito durante la guerra in Ucraina: tassare gli extraprofitti. In questa puntata capiamo che cosa sia davvero un extraprofitto e perché non coincida con un profitto molto alto, cosa hanno chiesto a Bruxelles i sei Paesi che vogliono un meccanismo europeo e perché la Commissione abbia risposto che la palla è agli Stati. Poi torniamo al 2022, quando l’Italia ci aveva già provato e aveva incassato meno di un terzo di quanto previsto, per capire perché una misura semplice sulla carta sia così difficile da scrivere in una legge fiscale.
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