Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente. Il giorno seguente, Paolo si recò con noi da Giacomo; e vi si trovarono tutti gli anziani. Dopo averli salutati, Paolo si mise a raccontare dettagliatamente quello che Dio aveva fatto tra i pagani, per mezzo del suo servizio. Ed essi, dopo averlo ascoltato, glorificavano Dio. Poi, dissero a Paolo: «Fratello, tu vedi quante migliaia di Giudei hanno creduto; e tutti sono zelanti per la legge. Ora sono stati informati su di te che vai insegnando a tutti i Giudei sparsi tra i pagani ad abbandonare Mosè, e dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non conformarsi più ai riti. E allora? Sicuramente verranno a sapere che tu sei venuto. Fa' dunque quello che ti diciamo: noi abbiamo quattro uomini che hanno fatto un voto; prendili con te, purìficati con loro e paga le spese per loro affinché possano radersi il capo; così tutti conosceranno che non c'è niente di vero nelle informazioni che hanno ricevute sul tuo conto; ma che tu pure osservi la legge. Quanto ai pagani che hanno creduto, noi abbiamo scritto decretando che si astengano dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalla fornicazione». Allora Paolo, il giorno seguente, prese con sé quegli uomini e, dopo essersi purificato con loro, entrò nel tempio, annunciando di voler compiere i giorni della purificazione, fino alla presentazione dell'offerta per ciascuno di loro.
---
(Atti 21:17-26 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Vi è mai capitato di scoprire che tra i vostri amici si sono diffuse delle false informazioni sul vostro conto? Non è piacevole vero?
Se vi è capitato, potete immaginare come doveva sentirsi Paolo quando scoprì che proprio tra i Giudei di Gerusalemme che avevano creduto in Gesù c'erano persone che avevano frainteso la sua opera e avevano quindi sviluppato una cattiva opinione nei suoi confronti.
Paolo ne aveva già passate tante durante i suoi viaggi missionari. A Listra era stato lapidato ed era conciato talmente male che lo avevano trascinato fuori della città, credendolo morto (At 14:19). A Filippi aveva passato una notte in prigione (At 16:23), A Tessalonica i Giudei avevano messo in subbuglio la città costringendolo ad andarsene (At 17:8-10) e così avevano fatto anche a Berea (At 17:13-14). A Corinto e ad Efeso Paolo era riuscito a restare parecchio tempo ma anche in quelle città c'erano poi stati tumulti (At 18:12 e 19:23) che lo avevano costretto a spostarsi.
Come abbiamo letto in precedenza, Paolo sapeva che anche a Gerusalemme ci sarebbero state difficoltà e il Signore glielo aveva confermato in diversi modi anche attraverso i fratelli (At 21:4-14), tuttavia Paolo si era recato a Gerusalemme con la convinzione di andare dove il Signore lo aveva mandato (At 19:22-23) e non conosceva i dettagli di ciò che sarebbe successo.