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I musicisti provenienti da diversi paesi europei che hanno costituito questa piccola banda di oboi si sono incontrati nel 2018 a Urbino, dove in estate da molti anni si svolgono corsi di musica antica ai quali sono legati una serie di concerti. Si tratta di un quintetto costituito da due oboi, taille, fagotto e percussioni, e il suo nome è ispirato al gruppo di strumenti a fiato che erano al servizio del re Luigi XIV.
Il loro repertorio abbraccia musiche del XVII e del XVIII secolo, e questo secondo disco comprende musiche di Purcell, Boismortier, Handel, Dornel, Schieferdecker, Vivaldi e Keiser. In alcuni casi si tratta di composizioni provenienti da antologie di trascrizioni e arrangiamenti per strumenti ad ancia, come nel caso dei Lilien Partbooks che rispecchiano una prassi musicale comune nella Prussia del Settecento, mentre in altri casi il gruppo adatta per la propria formazione musiche di varia provenienza seguendo indicazioni contenute nelle fonti storiche e teoriche del passato, come nel caso del prologo ai Musicalische Concerte di Johann Christian Schieferdecker, pubblicati ad Amburgo nel 1713, nel quale il compositore suggerisce che la sua musica può essere eseguita anche con soli quattro strumenti, tre oboi e un fagotto.
By RSI - Radiotelevisione svizzeraI musicisti provenienti da diversi paesi europei che hanno costituito questa piccola banda di oboi si sono incontrati nel 2018 a Urbino, dove in estate da molti anni si svolgono corsi di musica antica ai quali sono legati una serie di concerti. Si tratta di un quintetto costituito da due oboi, taille, fagotto e percussioni, e il suo nome è ispirato al gruppo di strumenti a fiato che erano al servizio del re Luigi XIV.
Il loro repertorio abbraccia musiche del XVII e del XVIII secolo, e questo secondo disco comprende musiche di Purcell, Boismortier, Handel, Dornel, Schieferdecker, Vivaldi e Keiser. In alcuni casi si tratta di composizioni provenienti da antologie di trascrizioni e arrangiamenti per strumenti ad ancia, come nel caso dei Lilien Partbooks che rispecchiano una prassi musicale comune nella Prussia del Settecento, mentre in altri casi il gruppo adatta per la propria formazione musiche di varia provenienza seguendo indicazioni contenute nelle fonti storiche e teoriche del passato, come nel caso del prologo ai Musicalische Concerte di Johann Christian Schieferdecker, pubblicati ad Amburgo nel 1713, nel quale il compositore suggerisce che la sua musica può essere eseguita anche con soli quattro strumenti, tre oboi e un fagotto.