(Testo di riferimento: Matteo 14,22-36 - La Bibbia)
I discepoli di Gesù lo avevano visto fare grandi cose. Eppure non avevano ancora capito esattamente chi fosse Gesù.
Ne parliamo in questo trentaquattresimo episodio della serie sul vangelo di Matteo.
Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, mentre egli avrebbe congedato la gente. Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo. (Matteo 14:22-23)
Era stata una giornata piuttosto impegnativa e Gesù volle risparmiare ai discepoli l’ultima parte. Si sarebbe occupato lui in prima persona di congedare la folla. Così essi partirono per andare ad aspettare Gesù in un luogo più tranquillo.
Da parte sua Gesù, quando la folla lo lasciò, si ritirò in disparte per pregare. Alla fine di una giornata piena come quella, possiamo ben pensare che anche lui potesse essere stanco, ma Gesù non avrebbe chiuso la giornata senza un tranquillo tempo di preghiera. Anzi, probabilmente più la giornata era stata impegnativa e più Gesù sentiva questa esigenza di stare appartato con il Padre.
Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!» E dalla paura gridarono. (Matteo 14,24-26)
Gesù pregò fino a notte inoltrata visto che raggiunse i suoi discepoli solo alla quarta vigilia della notte (tra le tre e le sei del mattino secondo la misurazione romana del tempo).
A quel punto ci si sarebbe potuti aspettare che Gesù prendesse una barca per raggiungere i discepoli sull'altra riva. Tuttavia, visto il vento contrario, e vista la difficoltà che i discepoli stavano trovando nel remare, come Gesù aveva notato secondo Marco 6:48, Gesù comprese che avrebbe fatto prima a raggiungerli andando a piedi! Infatti secondo Marco 6:48, Gesù raggiunse la barca dei discepoli e si accingeva addirittura ad oltrepassarla…
Se si trattasse di un film, la scena potrebbe addirittura sembrare comica... Infatti da una parte abbiamo Gesù che sapeva esattamente ciò che stava facendo e si avvicinava a loro tranquillo, ma dall'altra parte abbiamo i poveri discepoli spaventati a morte da quella situazione inaspettata!
Gesù, avvicinandosi ai discepoli , dentro di sé sapeva benissimo che stava per procurare ai discepoli un grande spavento, infatti quei poveretti si misero a gridare pensando che si trattasse di un fantasma!
Ma Gesù non voleva spaventare i discepoli nè prendersi gioco di loro. Anzi, voleva rassicurarli nella tempesta.
Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!» (Matteo 14:27)
La presenza di Gesù lì, in quel momento, con la barca sbattuta tra le onde doveva rassicurare i discepoli. Non abbiate paura, sono io , sono qui.
Ormai i discepoli conoscevano Gesù da un po' di tempo e sapevano ciò che era in grado di fare. Vi ricordate l'episodio narrato in Matteo capitolo 8 quando Gesù dormiva in mezzo alla tempesta? In quell'occasione egli sgridò i venti e il mare e improvvisamente essi si erano calmati. Quell'esperienza aveva lasciato i discepoli a bocca aperta, ed essi si erano chiesti chi mai fosse costui al quale anche i venti ed il mare ubbidivano.
Ora Gesù li aveva raggiunti camminando addirittura sul mare. Di cosa avrebbero dovuto aver paura?