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Chiara Tanzi è cresciuta nella provincia milanese. Poi, a un certo punto, ha capito che stava cercando un posto che rispecchiasse davvero chi era e ha iniziato a cercarlo.
Lo ha trovato a Fuerteventura, dove oggi sta costruendo una casa su un terreno che ha comprato, e dove ha fondato Aatma Studio, uno spazio creativo che lavora con tessuti e tinture naturali. Ma la storia di come ci è arrivata passa dall'India: un viaggio a Pushkar nel 2023, dei tessuti che l'hanno colpita in un mercato, un workshop di blockprint a Bagru che doveva essere una tappa e invece è diventato un punto di partenza. Un mese dopo era già tornata lì per fare la sua prima produzione, senza un background nel fashion, senza un piano preciso.
In questo episodio parliamo di cosa significa costruire qualcosa partendo da un'intuizione, di come si riconosce il posto dove mettere radici, e di quella leggerezza che arriva solo quando decidi di non vivere più una vita che non ti appartiene.
"Non mi sento in colpa per ciò che sono: la mia più grande conquista."
Federica Miceli è nomade digitale e travel blogger, ma soprattutto è una persona che ha imparato a non fornire codici agli altri per farsi leggere più facilmente. Ha lasciato un lavoro stabile in un settore che amava, ha aperto la partita iva e ha scelto una vita costruita su curiosità, movimento e ascolto di sé, senza sentirsi in obbligo di spiegare perché e soprattutto senza sentirsi più sbagliata.
In questo episodio parliamo di quelle mattine in cui ti svegli e non vedi l'ora che la giornata finisca. Di come le grandi scelte non arrivano mai da un momento solo, ma da una serie di piccole decisioni che si accumulano in silenzio e di cosa significa davvero avere un'identità, non come etichetta da mostrare agli altri per farci incasellare, ma come libertà di continuare a cambiare.
Un episodio per chi si sente troppo vario per stare dentro una sola definizione.
"Cambiare significa avvicinarsi alla versione di me che volevo diventare."
Elena Palumbo non ha mai seguito un copione. Dopo l'università è entrata in azienda, ma qualcosa non tornava: non voleva fermarsi lì. Ha preso un biglietto di sola andata per l'Indonesia, ha disimparato tutto quello che pensava di sapere su come si costruisce una vita, e da lì ha continuato a muoversi - viaggi, eventi, esperienze - fino ad arrivare, due anni e mezzo fa, a Fuerteventura.
In questo episodio parliamo di cosa significa cambiare senza vederlo come un tradimento verso se stessi. Di come si impara a stare bene senza sapere esattamente "dove ci si deve fermare". E di quel momento in Asia, lontano da tutto, in cui Elena si è vista davvero allo specchio per la prima volta.
Un episodio per chi ha smesso di rincorrere un posto, e ha imparato a portarselo dentro.
"Prima ho sempre fatto il cammino di qualcun altro. Poi ho capito che forse potevo costruire qualcosa di mio."
Roberta Radossi per gli amici Bibi, è una fotografa italiana che vive a Fuerteventura da undici anni, ma prima di arrivare qui e costruire una vita che le appartiene, ha attraversato molte vite diverse: il sogno della recitazione, una carriera in Decathlon, una valigia fatta quasi per caso e un'isola che in realtà non aveva mai smesso di chiamarla.
In questo episodio parliamo di cosa significa lasciare, non per fuggire da qualcosa ma per iniziare finalmente a scegliere. Di come si riconosce il momento in cui una vita non ti rispecchia più e di cosa succede quando smetti di seguire il cammino di qualcun altro e inizi a costruire il tuo.
Quando si è giovani non si è mai del tutto pronti a capire chi siamo e chi vogliamo diventare, è una domanda troppo grande forse da farsi quando ancora c’è tutto da esplorare e scoprire fuori e dentro di sè.
Molte volte ci ritroviamo a farci questa domanda: “E adesso?”
Ti da quella sensazione di essere fuori posto, di indossare una maschera per nascondere la confusione, di lavorare in posti che non ti appartengono mentre dentro qualcosa chiede un cambiamento che hai paura di affrontare.
In questo episodio chiacchiero con Giulia Romeri, fotografa e filmmaker che ha fatto dello storytelling emotivo il cuore del suo lavoro, raccontando con le immagini la bellezza dei momenti luminosi quanto di quelli difficili.
Dopo anni passati a cercarsi tra lavori che non la rispecchiavano, è stata una crisi personale a farle alzare lo sguardo. Da lì la decisione: lasciare l'Italia, partire per qualche mese in Spagna per fare un lavoro da fotografa, scoprendo che proprio la fotografia poteva diventare il suo linguaggio per stare al mondo. Ha seguito un’intuizione che oggi l’ha portata a fare ciò che ama.
Una conversazione sul sentirsi persi, sull'arte come modo per dare forma alle emozioni, e sul coraggio di fidarsi di sé prima ancora che gli altri capiscano dove stai andando.
Succede spesso di sentire una voce interiore che ti dice “Buttati, fallo, cambia, seguimi”, però il più delle volte decidiamo di non crederle, rimanendo nel flusso della nostra comfort zone, anche se questa non ci rende realmente felici.
In questo episodio abbiamo incontrato Silvia Buratto (@sillysissi) - creator che con il suo stile ironico e diretto racconta viaggi, crescita personale e la libertà di prendersi il proprio spazio nel mondo.
Dopo anni in cui ha abbassato il volume della sua vocina interiore, Silvia ha deciso di lasciare Milano per trasferirsi a Fuerteventura, e in questa conversazione ci racconta com'è arrivata a quella scelta: la demotivazione che diventa campanello d'allarme, la creatività come boccata d'aria, il conflitto tra razionalità e istinto, e la fatica vera di scegliere un percorso che sia profondamente suo.
Una conversazione su lavoro, coraggio e percorsi non lineari e su cosa succede quando smetti di chiederti "sto facendo la cosa giusta?" e inizi a chiederti "sto facendo la cosa che mi appartiene?".
Takeaways
Hai mai avuto la sensazione che il lavoro che fai non ti appartenga davvero?
Diletta ha lasciato un percorso ormai delineato e un lavoro stabile per inseguire la fotografia e il filmmaking. Non è stata una scelta facile: c'era la paura di deludere la famiglia, il peso delle aspettative altrui, e una battaglia silenziosa con il perfezionismo e il confronto con sé stessa (che forse appartiene a molti di noi).
In questo episodio racconta come ha trovato il coraggio di cambiare direzione, cosa ha imparato vivendo due anni a Lanzarote - un'isola che le ha restituito una pace che in Italia non aveva mai trovato - e come ha costruito un lavoro che unisce la sua passione per gli animali, la natura e lo storytelling visivo.
Una chiacchierata per chi sente che il percorso che ha scelto (o che gli è stato imposto) non gli appartiene davvero, e sta cercando il modo per tornare ad ascoltarsi e mettersi al centro della propria vita.
Hai presente attraversare l’Atlantico del nord su un catamarano in legno costruito negli anni Settanta, dal North Carolina alle Azzorre, in 30 giorni?
È quello che hanno fatto Kiana Weltzien, Lærke Heilmann e Alizé Jireh per documentare la rotta dell’inquinamento da plastica nell’oceano e per condividere la forza della libertà che si cela dietro un tale viaggio.
Noi abbiamo incontrato Kiana Weltzien, fondatrice del progetto e della fondazione Women & The Wind, che ha condiviso la sua esperienza di vita e il suo viaggio di scoperta personale attraverso questo viaggio e la fondazione, nata per supportare le donne che vogliono avvicinarsi al mondo della nautica e per sensibilizzare alla sostenibilità e alla protezione degli oceani.
Da una vita “ordinaria” con un lavoro stabile a Miami, Kiana da giovanissima ha deciso di partire per un viaggio, che inizialmente doveva essere breve, ma che le ha aperto le porte a ciò che voleva essere e diventare: vivere a contatto con l’oceano.
Nonostante non avesse esperienza però, è riuscita a fare diverse traversate da sola, imparando a convivere con la potenza dell’oceano e a ritrovare sé stessa.
Ascoltare la sua storia apre la mente, e il cuore.
Per scoprire di più sul progetto e guardare il loro documentario, trovi qui tutte le informazioni
https://www.womenandthewind.com/
02:58 Creare arte con la vita
08:59 Il viaggio e la scoperta di sé
15:00 Manifestazione e opportunità
20:58 Aspettative e libertà personale
24:25 La dualità dell'esistenza
27:46 Affrontare la paura e le pressioni sociali
30:32 Women & the Wind: un progetto di solidarietà
39:58 La motivazione e il significato della vita
44:40 Consigli per superare i blocchi personali
Che cosa succede quando senti di avere più strade davanti e nessuna sembra escludere le altre?
In questa puntata di Non è tutto rosa incontro Marta Musso, biologa marina, divulgatrice e illustratrice, per parlare di identità, cambiamento e del tentativo continuo di trovare un equilibrio tra ciò che siamo e ciò che il mondo si aspetta da noi.
La conversazione parte da una domanda semplice ma difficile: stiamo davvero cercando il nostro posto nel mondo o stiamo cercando di sentirci finalmente a casa dentro noi stessi?
Marta racconta il suo percorso tra scienza, arte e divulgazione: il ritorno all’università in Danimarca, il bisogno di rallentare rispetto ai ritmi che conosceva in Italia, e la sfida di tenere insieme passioni diverse senza sentirsi costretta a sceglierne una sola.
Dal lavoro accademico all’esperienza in mare, fino alla nascita di Possea, un progetto che unisce educazione, oceano e creatività, emerge un filo comune: la volontà di rendere la scienza più accessibile e di costruire una vita che rifletta davvero ciò che si è.
Una conversazione sul valore delle transizioni, sulla difficoltà di bilanciare interessi diversi e sull’importanza di trovare un ritmo che permetta di restare in contatto con ciò che ci fa sentire vivi.
Cosa succede quando si decide di lasciare ogni certezza, di liberarsi da ogni pressione sociale e iniziare a disegnare una vita che ci rispecchia?
Forse, potremmo dire che si inizia a vivere veramente.
Lory Caccamo, NLP New Code Trainer e viaggiatrice, ha condiviso con noi la sua storia fatta di scelte, di consapevolezza e di ascolto interiore: un lavoro stabile, una casa, una relazione. Tutto era “al posto giusto”. Eppure c’era una sensazione che non la faceva sentire al proprio posto.
Da lì inizia il suo percorso in cui decide di ascoltare la propria voce interiore e seguire ciò che la rendeva veramente felice: rendere felici gli altri.
Con una formazione in psicologia e un’ampia esperienza nell’ambito della crescita personale, il suo approccio si basa sulla condivisione di strumenti concreti e potenti, piuttosto che sull’imposizione di soluzioni predefinite, perché ogni persona deve trovare le proprie risposte.
Oggi vive in Australia dove sta costruendo, giorno dopo giorno, la vita e la carriera che più le assomigliano, senza dover rispondere alle aspettative della società, ma solo e soltanto alla propria anima.
Gli insegnamenti che ci portiamo a casa:
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