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Verso la metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. Perciò i Giudei si meravigliavano e dicevano: «Come mai conosce così bene le Scritture senza aver fatto studi?» Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio. Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, è veritiero e non vi è ingiustizia in lui. Mosè non vi ha forse dato la legge? Eppure nessuno di voi mette in pratica la legge! Perché cercate d’uccidermi?» La gente rispose: «Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?» Gesù rispose loro: «Un’opera sola ho fatto, e tutti ve ne meravigliate. Mosè vi ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato. Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro di me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero? Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia».
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(Giovanni 7:14-24 – La Bibbia)
Viviamo in una società in cui l’educazione formale è importante. Ma non esiste nessuna scuola, anche la migliore, che possa sostituire un rapporto vero con Dio e la sua parola.
Gli interlocutori di Gesù pensavano che Gesù non fosse abbastanza qualificato per insegnare perché non aveva ricevuto un’educazione formale in una scuola rabbinica. La loro osservazione “Come mai conosce così bene le Scritture senza aver fatto studi?” non era un complimento a Gesù, bensì un attacco chiaro alla sua credibilità. Se non aveva fatto studi formali, come poteva pretendere di conoscere bene le scritture e quindi insegnarle in pubblico in quel modo? Quali titoli di studio aveva Gesù da mettere in campo? Quali referenze aveva? Chi erano stati gli importanti rabbini ai piedi dei quali egli aveva imparato?
Essi mettevano quindi in dubbio la sua autorità. Dal loro punto di vista egli non era un vero rabbino quindi non aveva le competenze necessarie per insegnare.
Gesù comprese bene che non si trattava di un complimento infatti la sua risposta al loro scetticismo fu precisa e tagliente. Come abbiamo letto egli dichiarò che la sua autorità non proveniva da scuole rabbiniche né era frutto di sue interpretazioni personali, ma proveniva da un’autorità superiore, da Dio stesso! Egli non stava semplicemente dando la sua opinione sulle scritture, come molti rabbini potevano fare, ma stava dando l’interpretazione corretta, la dottrina di Dio stesso.
Quelle persone lo stavano mettendo in discussione perché non aveva titoli da mostrare, ma ancora una volta Gesù li invitò a non essere superficiali nel loro giudizio, a non giudicare dalle apparenze ma a valutare le cose per quello che erano davvero.