C'è un detto salentino che recita: "Ci è tùrtura, all'acqua torna!". E "l'acqua" per i superospiti della puntata 28 di Nu pocu e nu pocu, Rudy Vanoli e Simone Franco, è proprio il Salento.
Tra gli indimenticati protagonisti della prima storica promozione in Serie A, Rodolfo Vanoli ha viaggiato molto nella sua carriera da giocatore, allenatore e talent scout. E si confessa ai nostri microfoni, tra ricordi indelebili (quel "divieto" di tirare in porta in romanesco da Carletto Mazzone, per esempio) e bordate inaspettate (fa il nome di un allenatore con cui non è mai andato d'accordo, davvero un insospettabile!), prestandosi anche ai nostri immancabili siparietti surreali (il palleggio del difensorone è una clip tutta da gustare in salsa social).
E l'autore e attore Simone Franco, che non è nato nel Salento, ci tiene a mettere un paletto decisivo sull'incredibile "quasi omonimia" con il cantante Franco Simone. Non sappiamo se ci riesce, quando ascoltiamo Simone Franco declamare i versi di Franco Simone, ma di sicuro è lui quando declama i versi di Dino Campana (in onore di Pierotti, peraltro) e del "Capitano Balck", Giuseppe De Dominicis. Insieme alla sua avventura cinese e al suo amore dichiarato per il Lecce, fin da quando faceva il raccattapalle in quel 3 a 2 alla Roma, rimasto nella storia...
Una puntata emozionante e da conservare, per la prima volta davanti a un pubblico di estranei, che...ha gradito, dài! Almeno, lasciamola pensare così a un Andrea Aufieri nelle vesti di conduttore, un Pino Montinaro in lacrime davanti a un idolo della sua adolescenza e un Piergiorgio Fiorentino emozionato, ma sempre pettinatissimo.
Tutto perfetto, finché Fabio Zollino non ha deciso di inforcare gli occhiali "celentanizzanti" e intonare "Gotti", suo personalissimo omaggio al mister giallorosso e... alla canzone "Soli", del Re degli Ignoranti.
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