Guardate con che grossi caratteri vi ho scritto di mia propria mano!Tutti coloro che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere e ciò al solo fine di non essere perseguitati a causa della croce di Cristo. Poiché neppure loro, che sono circoncisi, osservano la legge; ma vogliono che siate circoncisi per potersi vantare della vostra carne. Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo. Infatti, tanto la circoncisione che l'incirconcisione non sono nulla; quello che importa è l'essere una nuova creatura. Su quanti cammineranno secondo questa regola siano pace e misericordia, e così siano sull'Israele di Dio.Da ora in poi nessuno mi dia molestia, perché io porto nel mio corpo il marchio di Gesù.La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.
(Galati 6:11-18 - La Bibbia)
Quando un amico ci scrive ci aspettiamo che usi un tono informale. Resteremmo stupiti se egli ci scrivesse in modo distaccato come se scrivesse a degli estranei.
Qui accade più o meno lo stesso. Paolo normalmente dettava le sue lettere attraverso dei collaboratori e lo fece anche in questo caso, ma in chiusura diede un tocco personale scrivendo alcune frasi di suo pugno proprio per far sentire la sua vicinanza ai credenti della Galazia nonostante tutti i problemi affrontati nella lettera. Sì, egli aveva usato parole piuttosto dure nei loro confronti ma lo aveva fatto sempre pensando a loro come a suoi fratelli e sorelle in fede a cui voleva davvero bene.
In queste frasi scritte di suo pungo egli sottolinea la cosa più importante, il cuore del discorso, ciò che sarebbe dovuto rimanere impresso nella mente dei suoi lettori.
Alla fine, tutto si riassumeva in un concetto molto semplice: la croce di Cristo.
Attenzione, lungi da noi il pensare che Paolo si riferisse alla croce come ad un oggetto, magari appeso ad un muro o attaccato ad una collana... Infatti con l'espressione "la croce di Cristo" Paolo si riferiva all'opera di Gesù sulla croce, alla sua morte per i nostri peccati. Se il Signore Gesù fosse vissuto in un'altra epoca, non sarebbe stato ucciso su una croce ma non sarebbe cambiato nulla! Non è lo strumento utilizzato per uccidere quello sul quale dobbiamo concentrarci, ma su ciò che esso rappresenta.
Così Paolo riassume in poche parole l'effetto che la morte di Gesù sulla croce aveva avuto sulla sua vita. Ponendosi di fronte ad un Dio giusto e santo, Paolo non poteva certamente vantarsi dei suoi meriti, della sua conoscenza, delle sue buone opere. No, non c'era nulla di cui Paolo potesse vantarsi di fronte a Dio se non della croce di Cristo, ovvero di ciò che il Signore Gesù aveva fatto per lui dando la sua vita affinché Paolo potesse avere vita eterna.
Paolo sapeva che credere in Gesù significava identificarsi con Lui e con ciò che lui aveva fatto sulla croce. Paolo sapeva che quando Gesù era morto, lo aveva fatto al suo posto, pagando per il suo peccato. Così la vittoria che Gesù aveva riportato sulla morte attraverso la risurrezione era diventata la vittoria di Paolo. Egli aveva compreso che identificandosi con Gesù poteva vivere una nuova vita guidato dal Signore. Così era come se lui fosse stato crocifisso e fosse quindi morto rispetto al mondo e il mondo fosse morto per lui. Era quindi morto a quel sistema lontano da Dio in cui siamo immersi ogni giorno, ed era risorto per vivere in modo diverso, con una prospettiva nuova, servendo il Signore Gesù e non più la propria natura peccaminosa.
Comprendendo appieno il significato della croce di Cristo, ognuno avrebbe compreso che tanto la circoncisione che l'incirconcisione non c...