Povera terra e povero mare, il diavolo è piombato tra voi pieno di furore è un’opera di Marta Rosa.
È stata realizzata nel 2026 presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e forma oggi parte della terza edizione della mostra OLBOBLO del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, Università di Verona.
È la seconda opera nel nostro percorso, nel vano scale che collega il piano terra al piano mezzanino. Provenendo dalle scale del piano terra è situata esattamente nell’angolo a sinistra, al lato opposto rispetto alla prima opera. L’opera è costituita da tre scatole quadrate in plexiglass impilate, ognuna contenente un materiale diverso: rami e cenere nella scatola più bassa, tronchi ed etichette nella scatola di mezzo, una piuma in quella più alta.
Le tre scatole di plexiglass - arricchite da rami, cenere, tronchi, etichette e piume -richiamano già nel titolo dell’opera un passo dell’Apocalisse (capitolo 12, versetto 12), che sembra descrivere l’arrivo dell’Inferno sulla Terra, coinvolgendo i presenti in una delle sfide più urgenti dell’umanità.
Con una scoperta simbologia, le tre scatole di plexiglass rappresentano tre esistenze: in alto un Paradiso candido, contrapposto ad un nero Inferno, in basso, dove ciò che resta dopo gli incendi boschivi evidenzia le conseguenze devastanti del riscaldamento globale e l’urgente necessità di agire per proteggere gli ecosistemi.
Al centro, nel Purgatorio, dei tronchetti di legno lavorato sembrano collegare “chioma e radici”, suggerendo all’astante una riflessione sulle ambiguità intrinseche della mercificazione del legno nel mondo contemporaneo. Sebbene l’uso del legno come materia prima possa spingere notevolmente la bioeconomia, questa pratica comporta il rischio di deforestazione e perdita di biodiversità, a meno che non venga gestita in modo rigorosamente ecosostenibile.
Il messaggio che l’opera trasmette è un invito ad interrogarsi su come costruire un futuro più equo, sostenibile e rispettoso delle diversità, sia umane che ambientali.