Dicembre 1992. Il mondo del calcio è letteralmente ai piedi di un gigante di grazia ed eleganza. Marco Van Basten alza al cielo il suo terzo Pallone d'Oro, consacrato come il miglior giocatore del pianeta, intoccabile e divino nell'Olimpo dei campioni. Nessuno tra la folla, tra i giornalisti o tra i tifosi può immaginarlo, ma in quello stesso istante di massimo splendore, la parabola sportiva più bella del calcio moderno sta per precipitare in un abisso senza ritorno