Oggi in Cristo

Osanna al Figlio di Davide!


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(Testo di riferimento: Matteo 21,1-17 - La Bibbia)



Gesù arrivò finalmente a Gerusalemme e venne accolto come un re! Ma, in mezzo a tutta quella gente ben disposta verso Gesù, i capi del popolo avevano ben altri sentimenti...



Ne parliamo in questo episodio 49 della serie sul vangelo di Matteo.



Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nella borgata che è di fronte a voi; troverete un'asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. Se qualcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà». (Matteo 21, 1-3)



Comincia l'ultima fase del ministero pubblico di Gesù prima della crocifissione. Gesù era ormai alla porte di Gerusalemme e chiese ai suoi discepoli di condurgli un'asina con un puledro. Sappiamo dai brani paralleli di Marco 11:2 e Luca 11:30 che Gesù aveva intenzione di cavalcare il puledro che non era stato ancora mai cavalcato da nessuno. Probabilmente è per questo motivo che chiese di condurre anche la mamma del puledro che sarebbe stata una presenza rassicurante per il giovane animale che difficilmente si sarebbe staccato da lei.



Ma perché Gesù fece questa strana richiesta? L'evangelista Matteo vide in questo gesto un collegamento con un'antica profezia che troviamo in Zaccaria:



Questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:  «Dite alla figlia di Sion: "Ecco il tuo re viene a te, mansueto e montato sopra un'asina, e un asinello, puledro d'asina"». (Matteo 21,4-5)



Questa profezia è importante perché ci parla di un re, ma notiamo che ci parla di un re umile e mansueto. Questa profezia ci fa comprendere che Gesù era un re diverso da quello che ci si sarebbe aspettati. Normalmente un re sarebbe arrivato a cavallo, non su un puledro d'asina. Normalmente un re sarebbe arrivato come un condottiero pronto a guidare un esercito, non come uno che parla di pace.



I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato; condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere.  La maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; altri tagliavano dei rami dagli alberi e li stendevano sulla via.  Le folle che precedevano e quelle che seguivano, gridavano: «Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nei luoghi altissimi!» Quando Gesù fu entrato in Gerusalemme, tutta la città fu scossa, e si diceva: «Chi è costui?»E le folle dicevano: «Questi è Gesù, il profeta che viene da Nazaret di Galilea». (Matteo 21:6-11)



Fu certamente un bellissimo momento anche per i discepoli. Gesù li aveva preparati al peggio, ripetendo continuamente che a Gerusalemme sarebbe stato ucciso, ma il primo impatto con Gerusalemme fu invece un impatto glorioso, con la gente festante che accoglieva Gesù proprio come un re. In questo brano vediamo che le opere che Gesù aveva compiuto avevano toccato il cuore della gente. D'altra parte, nel vangelo di Giovanni 12:9-11 leggiamo che uno dei suoi miracoli più grandi, la risurrezione di Lazzaro, aveva reso Gesù molto popolare proprio in quella zona, in quell'ultimo periodo del suo ministero.



Notiamo che essi lo riconobbero come un profeta che veniva da Nazaret di Galilea, ma allo stesso tempo lo accolsero proprio come il Re messia Figlio di Davide rivolgendosi a Lui proprio con "Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!". Questa espressione è tratta dal salmo 118, dove la parola "Osanna", un'invocazione che sostanzialmente significa "salvaci!" è rivolta a Dio stesso. Ma la salvezza di Dio sarebbe giunta proprio attraverso co...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana