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Estate 1969, Bell Labs. Il grande progetto Multics è appena fallito, e Ken Thompson è rimasto senza un computer su cui far girare il suo videogioco di astronavi. In un angolo trova un minicomputer dismesso e, in tre settimane, ci scrive sopra un piccolo sistema operativo: Unix. Con Dennis Ritchie e il linguaggio C, per la prima volta il software si stacca dall'hardware. Una legge vieta ad AT&T di venderlo, così Unix arriva nelle università insieme al suo codice sorgente, e attorno a quel codice condiviso nasce l'antenato dell'open source. Poi, nel 1984, AT&T può finalmente venderlo: cominciano le guerre di Unix.
Secondo episodio di Ottant'anni di futuro, la storia dei computer da ENIAC all'intelligenza artificiale in otto puntate.
Notte delle elezioni americane, 1952. Un calcolatore di tredici tonnellate prevede la vittoria di Eisenhower con appena il sette per cento dei voti contati, e nessuno gli crede. Da lì parte la storia di IBM: un'azienda che non inventava quasi niente, ma che con il System/360 costruì il primo vero impero dell'informatica. Intanto, in California, un premio Nobel dal pessimo carattere fa nascere per sbaglio la Silicon Valley. E a Ivrea la Olivetti costruisce un personal computer dieci anni prima di tutti.
Primo episodio di Ottant'anni di futuro, la storia dei computer da ENIAC all'intelligenza artificiale in otto puntate.
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