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Marco Palestra non è più soltanto una sorpresa: è diventato un caso statistico. I numeri raccolti da Kickest lo hanno proiettato al centro di un’analisi che riguarda quinti, terzini e difensori centrali della Serie A, valutati attraverso tre parametri chiave: almeno cinque big chance create, quindici dribbling riusciti e una percentuale minima del 60% di duelli vinti su un campione significativo. Una soglia selettiva, che per molti giocatori basta superare anche solo in parte per essere presi in considerazione. Per il classe 2005 del Cagliari, invece, non c’è stato bisogno di sconti: Palestra non solo rientra nei criteri, ma li supera con continuità.
Il risultato è emblematico. Nel diagramma elaborato da Kickest, l’esterno rossoblù finisce al centro del grafico perché riesce a combinare tre aspetti che raramente convivono con questa frequenza: spinta offensiva, capacità di saltare l’uomo e solidità nei contrasti. In altre parole, non è soltanto un terzino che attacca, ma un giocatore che incide nelle due fasi con equilibrio e personalità.
Nel Cagliari di Pisacane, Palestra ha trovato spazio e fiducia, trasformandosi in una risorsa tattica stabile. La sua attitudine offensiva non è fine a sé stessa: i dati sulle big chance create raccontano di un esterno che parte largo ma sa anche rifinire, accompagnando l’azione e arrivando sul fondo con tempi giusti. I dribbling riusciti certificano invece la sua capacità di rompere le linee difensive, qualità preziosa per una squadra che spesso deve costruire superiorità sugli esterni.
Sul piano difensivo, la percentuale di duelli vinti sopra la soglia del 60% è un segnale altrettanto significativo. Non si tratta solo di un giocatore offensivo adattato dietro, ma di un profilo completo, che regge l’uno contro uno e non soffre il contatto fisico. Una combinazione rara, soprattutto considerando l’età.
Da qui il passaggio naturale alla Nazionale. In vista di uno spareggio che vale un Mondiale, l’idea di affidarsi a un giovane può sembrare rischiosa. Le partite senza appello non sono il terreno ideale per scelte romantiche. Tuttavia, non sempre l’esperienza coincide con la forma migliore. In certi momenti, la qualità reale delle prestazioni pesa più del curriculum.
Non è un caso che Gasperini, che lo ha allenato all’Atalanta, dopo la sfida contro il Cagliari lo abbia definito “un top”. Una valutazione che trova riscontro nei numeri: pur basati su soglie costruite a tavolino, i dati di Kickest fotografano un rendimento costante, non episodico.
A Cagliari la prospettiva è chiara: che questo mix di prestazioni e statistiche arrivi fino al tavolo del commissario tecnico. Se alla Nazionale serve qualcosa di diverso sulla corsia destra — più spinta, più imprevedibilità, più coraggio — allora il nome di Palestra non può restare confinato alle tabelle.
The post Palestra, numeri da élite sulla fascia destra appeared first on Calcio Casteddu.
By Marco Palestra non è più soltanto una sorpresa: è diventato un caso statistico. I numeri raccolti da Kickest lo hanno proiettato al centro di un’analisi che riguarda quinti, terzini e difensori centrali della Serie A, valutati attraverso tre parametri chiave: almeno cinque big chance create, quindici dribbling riusciti e una percentuale minima del 60% di duelli vinti su un campione significativo. Una soglia selettiva, che per molti giocatori basta superare anche solo in parte per essere presi in considerazione. Per il classe 2005 del Cagliari, invece, non c’è stato bisogno di sconti: Palestra non solo rientra nei criteri, ma li supera con continuità.
Il risultato è emblematico. Nel diagramma elaborato da Kickest, l’esterno rossoblù finisce al centro del grafico perché riesce a combinare tre aspetti che raramente convivono con questa frequenza: spinta offensiva, capacità di saltare l’uomo e solidità nei contrasti. In altre parole, non è soltanto un terzino che attacca, ma un giocatore che incide nelle due fasi con equilibrio e personalità.
Nel Cagliari di Pisacane, Palestra ha trovato spazio e fiducia, trasformandosi in una risorsa tattica stabile. La sua attitudine offensiva non è fine a sé stessa: i dati sulle big chance create raccontano di un esterno che parte largo ma sa anche rifinire, accompagnando l’azione e arrivando sul fondo con tempi giusti. I dribbling riusciti certificano invece la sua capacità di rompere le linee difensive, qualità preziosa per una squadra che spesso deve costruire superiorità sugli esterni.
Sul piano difensivo, la percentuale di duelli vinti sopra la soglia del 60% è un segnale altrettanto significativo. Non si tratta solo di un giocatore offensivo adattato dietro, ma di un profilo completo, che regge l’uno contro uno e non soffre il contatto fisico. Una combinazione rara, soprattutto considerando l’età.
Da qui il passaggio naturale alla Nazionale. In vista di uno spareggio che vale un Mondiale, l’idea di affidarsi a un giovane può sembrare rischiosa. Le partite senza appello non sono il terreno ideale per scelte romantiche. Tuttavia, non sempre l’esperienza coincide con la forma migliore. In certi momenti, la qualità reale delle prestazioni pesa più del curriculum.
Non è un caso che Gasperini, che lo ha allenato all’Atalanta, dopo la sfida contro il Cagliari lo abbia definito “un top”. Una valutazione che trova riscontro nei numeri: pur basati su soglie costruite a tavolino, i dati di Kickest fotografano un rendimento costante, non episodico.
A Cagliari la prospettiva è chiara: che questo mix di prestazioni e statistiche arrivi fino al tavolo del commissario tecnico. Se alla Nazionale serve qualcosa di diverso sulla corsia destra — più spinta, più imprevedibilità, più coraggio — allora il nome di Palestra non può restare confinato alle tabelle.
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