Palla Al Piede

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Palla Al Piede episodes

  • Ep. 6: Shout at the Devil
    Cosa hanno in comune uno Stato di Diritto e un'organizzazione mafiosa?

    Raffaele Cutolo muore il 17 febbraio 2021. A quasi ottant'anni era ancora soggetto al regime del carcere duro, da tempo la sua salute era notevolmente peggiorata ed era mentalmente non più lucido, al punto da non essere più in grado di riconoscere il volto della moglie e della figlia. E' questa la giustizia in cui crediamo, o è solo vendetta? E non è la vendetta ciò di cui la criminalità organizzata si nutre per sopravvivere?

    Di fronte alla notizia della morte del fondatore della NCO, la componente garantista del nostro Paese, come spesso capita quando si parla di mafia, è risultata spaccata. E' infatti difficile rimanere garantisti davanti a determinati crimini. E' difficile come tentate di imbiancare una parete completamente nera... Ma è proprio di fronte a questi casi che il vero garantismo serve. Perchè il confine fra "essere giusti" e "farsi giustizia" è fin troppo spesso sottilissimo.

    Dedicato a mio papà, che fin da piccola mi ha insegnato cosa voglia dire essere garantisti per davvero, e che ogni giorno me lo ricorda.

    A cura di Grazia Coppola
    Grafica: Luce J. Zheng
    Sigla: Cesare Dentella
    11 min
  • Ep. 5: Il Buono, il Brutto e il Cattivo
    "I detenuti vanno inseriti nelle categorie prioritarie per il vaccino. Lo Stato ha dei doveri nei confronti delle persone affidate alla sua custodia per tutta la durata della permanenza in carcere." Questo è l'estratto di un intervento di Liliana Segre, sopravvissuta all'Olocausto e tutt'oggi grande attivista politica. Se da un lato la dobbiamo ringraziare sinceramente per aver posto l'attenzione su detenuti e carceri, argomento da sempre ignorato dalla politica, dall'altro non possiamo che constatare quanto sia triste che a spendere parole del genere sia solo lei.

    I vaccini per il coronavirus stanno arrivando, ed è stato elaborato un piano di distribuzione che prevede delle priorità per la loro somministrazione; è stata avanzata l'idea di inserire anche i detenuti fra i primi ad essere vaccinati, e ovviamente l'opinione pubblica è insorta. Dimenticando che l'art. 32 della nostra Costituzione definisce la salute "diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività". Il vaccino non è un premio di buona condotta, non è la caramella data a un bambino che si è comportato bene, ma uno strumento per garantire la salute della collettività, di cui fanno parte anche i detenuti –e chi lavora nelle carceri a stretto contatto con loro.

    Vedere il diritto alla salute come un premio, qualcosa da meritarsi e di cui determinate categorie di persone non possono disporre per la propria situazione personale è un pensiero insensato ma soprattutto pericoloso, non degno di uno Stato di Diritto quale è il nostro.

    Dedicato a Liliana Segre, che nel suo discorso per il Giorno della Memoria si è ricordata che chi è privato della libertà, indipendentemente dai motivi, merita umanità e tutela.

    A cura di Grazia Coppola
    Grafica: Luce J. Zheng
    Sigla: Cesare Dentella
    11 min
  • Ep. 4: Hurt
    [TRIGGER WARNING: CONTENUTI ESPLICITI DISTURBANTI]

    "Cara Sig.ra Montgomery , l'intento di questa lettera è informarla che è stata fissata la data per l'esecuzione della sua condanna a morte". Così viene comunicato a un condannato che sarà giustiziato a breve.

    Così si è chiusa la vicenda di Lisa Montgomery, che nel dicembre 2004 ha strangolato e sventrato una giovane donna incinta, Bobbi Jo Stinett, e ha cercato di portare via con sè la sua bambina. L'atrocità del delitto ha reso la vicenda famosa in tutti gli Stati Uniti e non solo, ma la sua esecuzione -rimandata fino all'ultimo- non ha trovato tutti concordi. questo perchè Lisa soffriva di un grave ritardo mentale, risultato di anni di abusi, violenze, stupri, traumi.

    Questo, il mondo si è chiesto: quanto è giusto, pensando per un secondo che la pena di morte, il modo più barbaro di disinteressarsi di uno dei doveri di uno Stato, ossia della rieducazione di un individuo, sia accettabile, punire una persona chiaramente malata mentalmente come si punirebbe una persona sana? Quanta responsabilità ha lo Stato stesso nei confronti di una persona distrutta da una vita fatta di torture, umiliazioni e violenze, che a causa di un vissuto terrificante delinque? Una esecuzione con iniezione letale può lavare via le mancanze di uno Stato, di una comunità?


    Dedicata al 57% degli italiani, quelli a cui il pensiero del ripristino della pena di morte fa orrore.


    A cura di Grazia Coppola
    Grafica: Luce J. Zheng
    Sigla: Cesare Dentella


    Fonti:
    https://www.bbc.com/news/world-us-canada-55587260
    https://www.elle.com/culture/career-politics/a34716810/lisa-montgomery-death-row-execution-trump/
    https://www.youtube.com/watch?v=gFR-UJhjb70&t=317s (audio introduttivo)

    Nota dell'autrice: la traduzione in apertura da me proposta cerca di rendere il messaggio di Diane il più fedele possibile, nel tentativo di avere una buona resa anche in italiano. Pertanto, il suo intervento non è stato tradotto in maniera 100% letterale.
    13 min
  • Ep. 3: Culodritto
    "I bambini che crescono in carcere hanno problemi di vista. I loro occhi non sanno abituarsi a un orizzonte, perché in carcere un orizzonte non c’è. Ci sono porte di ferro, c’è il cortile con il muro alto, e oltre le sbarre delle finestre c’è un pezzo di cielo a volte, ma c’è sempre anche un altro muro grigio e livido contro cui sbattere anche lo sguardo. I bambini che crescono in carcere giocano senza orizzonte" (Annalena Benini, Fuori dal carcere i bambini, Il Foglio, 16 novembre 2020)

    Cosa può significare per un bambino crescere (o addirittura, nascere) in carcere? Cosa può significare per una madre essere punita due volte: con la privazione della libertà e con il costante pensiero che l'essere umano che dipende da lei sconta la sua stessa pena pur non avendo colpa? Oggi, le detenute madri con figli al seguito sono 31 (aggiornamento al 31 ottobre 2020). Quanto può essere accettabile permettere che un bambino che necessita di stare con sua madre viva rinchiuso negli anni cruciali per la sua crescita? Risulta davvero così impensabile trovare un posto alternativo? Oggi, esistono gli ICAM, ma non sono presenti ovunque, e in ogni caso nessun posto chiuso, per quanto meno chiuso possibile, potrà mai essere anche solo lontanamente paragonabile al "fuori".

    Eppure, per le strade, nelle piazze, i difensori dell'infanzia, dei diritti dei bambini contro mostri invisibili, non hanno mai detto una parola su questi bambini. Quasi come se essere figli di donne cattive li rendesse a loro volta cattivi, immeritevoli di considerazione, di pietà. Per queste mamme e questi bambini bisognerebbe andare oltre la vendetta, oltre l'accanimento contro le bestie che vanno tenute in gabbia. Perchè l'amore non basta: servono dignità e libertà. Ma come sappiamo bene, davanti alla perversa voglia di vedere i polsi ammanettati, non c'è diritto all'infanzia che tenga.

    Dedicato a chi si sforza di rendere istituti chiusi quanto più aperti possibili per i bambini e le loro mamme, in attesa che si trovi un posto diverso.

    A cura di Grazia Coppola
    Grafica: Luce J. Zheng
    Sigla: Cesare Dentella

    Con la straordinaria partecipazione del mio consueto raffreddamento di stagione
    9 min
  • Ep. 2: Ciao amore, ciao
    La prima cosa che mi viene in mente quando penso a Giulio Regeni e alle torture che ha subito, alla sua morte, ai depistaggi continui dell'Egitto, penso al silenzio. Un silenzio assordante. Il silenzio del nostro governo quando il caso è scoppiato e ci è piovuto addosso in tutta la sua drammaticità. Il silenzio, che è il modo più comodo per scrollarsi di dosso le responsabilità di una vicenda torbida e disumana.

    Il nostro Paese il silenzio lo conosce bene, lo ha usato spesso la politica quando non ha saputo cosa fare, quando si sono presentate situazioni difficili da affrontare. Lo ha usato con Giulio Regeni e la sua famiglia, parlando di verità e sforzi per trovarla, ma continuando a trattare l'Egitto come un vecchio amico. E la domanda sorge spontanea: quanto vale la vita di un ragazzo tradito, torturato, ucciso, riconsegnato alla propria famiglia col corpo talmente tumefatto da essere riconoscibile solo dalla punta del naso, di fronte ai grandi interessi commerciali? Quanto sono allarmanti i diritti umani calpestati, l'assenza di Stato di Diritto, l'operato di un paranoico regime liberticida, quando il paranoico regime liberticida ci è amico? La risposta la conosciamo bene, ma il pensiero di dirlo ad alta voce ci annichilisce.

    Dedicata a Patrick Zaki, che da dieci mesi si trova in carcere in Egitto: non ci siamo scordati di te, ti aspettiamo a casa.


    A cura di Grazia Coppola
    Grafica: Luce J. Zheng
    Sigla: Cesare Dentella

    Tengo a citare Nova Lectio per il suo gran lavoro di divulgazione geopolitica, e nello specifico per il suo video sulla vicenda Regeni che è stato illuminante e mi ha permesso di unire i punti di una vicenda complessa: https://www.youtube.com/watch?v=j_Gd68RJjG8.
    11 min
  • Ep. 1: Una storia sbagliata
    Quando una storia è "sbagliata"?

    La storia di ognuno di noi è costellata di sbagli, ma fin dall'infanzia ci viene ricordato che se ne può fare buon uso. Ma ci sono errori irrisolvibili, capaci di gettare delle persone in un profondissimo baratro da cui è difficile anche solo vedere la luce, e che talvolta è impossibile da risalire: oggi vi parlo degli errori giudiziari. E di quanto la nostra storia ci ricordi che il passo fra giustizia e caccia all'uomo può essere davvero molto breve. Perché un errore giudiziario purtroppo non non è più soltanto l'insieme di sbagli di uomini fallaci, ma diventa sempre più spesso un perverso spettacolo di pubblico dominio, che divide la collettività in tifoserie e annulla le garanzie di uno Stato di Diritto. Troppe volte il giornalismo e la giustizia hanno mostrato il loro lato più feroce e spaventoso attuando una vera e propria persecuzione nei confronti di chi poi sarebbe risultato innocente.
    Una storia è sbagliata quando non si parla più solamente di errore, ma di un diabolico perseverare.

    Dedicata a Calogero Mannino: grazie per la dignità dimostrata in questi 30 anni, con la speranza che riceva le scuse che merita, prima o poi.

    A cura di Grazia Coppola
    Grafica: Luce J. Zheng
    Sigla: Cesare Dentella
    10 min
  • Ep. 0: Ilaria
    Cos'è "Palla Al Piede"?
    Perché parlare di carcere e giustizia?
    Quanto è netta la linea che divide bene e male?

    Io sono Grazia, e in questa puntata introduttiva vi porto a dieci anni fa, quando una certa Ilaria fece crollare ogni mia certezza riguardante giusto, sbagliato, buono e cattivo. Vi parlerò di cosa hanno in comune un assioma e la dignità umana, e di quanto sia liberatorio quando i muri che abbiamo eretto negli anni iniziano a sgretolarsi.

    A cura di Grazia Coppola
    Grafica: Luce J. Zheng
    Sigla: Cesare Dentella
    11 min

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"Tutti possiamo essere spregevoli. Ognuno di noi porta con sé un crimine commesso o un crimine che l’anima gli chiede di commettere." – F. Pessoa

Palla Al Piede è il podcast garantista a cura…