Panormus

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Panormus episodes

  • Giovanni Falcone

    Giovanni Falcone è stato un magistrato, un uomo dello Stato che ha dedicato la vita alla lotta alla mafia. Investigatore rigoroso e dall’intuito straordinario, in un’epoca in cui si negava l’esistenza di Cosa nostra ne comprese la pericolosità militare e la capacità di penetrazione in tutti i settori della società.

    Pioniere di un metodo d’indagine che vedeva nel lavoro in pool, nell’ormai celebre “segui il denaro” e nella cooperazione giudiziaria internazionale i suoi cardini, ha istruito, insieme al collega Paolo Borsellino, il primo maxiprocesso alle cosche, scardinando il mito di una mafia invincibile.

    Cosa nostra lo ha assassinato a Capaci, il 23 maggio del 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

    Resta viva la sua eredità morale e professionale.

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  • Palermo, Punta Raisi 23/12/1978

    In memoria e per non dimenticare le 108 vittime della strage di Punta Raisi del 23.12.1978

    Il ricordo di Daniela Verduci, Amministratrice della pagina di Palermo Storica, del racconto dei suoi zii omonimi, Benedetto Verduci, che quella notte riuscirono a salvare 21 persone.

    Documentario realizzato da Mattea Di Francesco

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  • Sicilia, la storia di Arthur, il paracadutista che non vide più il figlio

    Tratto da un video pubblicato sul quotidiano "La Repubblica", Leo Gullotta racconta la storia di Arthur, il paracadutista che non vide più il figlio.

    Durante gli albori dell'Operation Husky morirono in totale 964 soldati dell'82a divisione aviotrasportata, 812 erano paracadutisti. Tra questi ci fu Arthur Fulbrook Gorham, comandante del primo battaglione del 505° reggimento di fanteria paracadutisti della 82a Airborne Division, la prima forza area alleata che volò nei cieli sopra Gela la notte tra il 9 e il 10 luglio del 1943.

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  • PALAZZO STERI CHIARAMONTE FU IL TRIBUNALE DELL'INQUISIZIONE DI PALERMO

    Tra i tanti tesori nascosti di Palermo uno dei più suggestivi è senz’altro il Carcere di Palazzo Steri (o Carcere dei Penitenziati), utilizzato dall’inizio del ‘600 alla fine del ‘700 dall’inquisizione spagnola per imprigionare, torturare ed uccidere tutti i cittadini scomodi per la vita sociale, politica e soprattutto religiosa dell’antica città di Palermo.

    L’emozione di questo luogo è data soprattutto dalla forte testimonianza che, tramite le centinaia di graffiti e disegni ad opera degli stessi detenuti, arriva direttamente a noi.
    I graffiti riscoperti di recente, in quanto espressione più sincera dell’arte, ci comunicano pensieri e stati d’animo struggenti, che arrivano a noi in modo diretto, senza artifizi, opere realizzate nel buio per rimanere nel buio e che ci raccontano il dramma della prigionia più infame, perché spesso ingiusta.

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