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Giovanni Falcone è stato un magistrato, un uomo dello Stato che ha dedicato la vita alla lotta alla mafia. Investigatore rigoroso e dall’intuito straordinario, in un’epoca in cui si negava l’esistenza di Cosa nostra ne comprese la pericolosità militare e la capacità di penetrazione in tutti i settori della società.
Pioniere di un metodo d’indagine che vedeva nel lavoro in pool, nell’ormai celebre “segui il denaro” e nella cooperazione giudiziaria internazionale i suoi cardini, ha istruito, insieme al collega Paolo Borsellino, il primo maxiprocesso alle cosche, scardinando il mito di una mafia invincibile.
Cosa nostra lo ha assassinato a Capaci, il 23 maggio del 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Resta viva la sua eredità morale e professionale.
In memoria e per non dimenticare le 108 vittime della strage di Punta Raisi del 23.12.1978
Il ricordo di Daniela Verduci, Amministratrice della pagina di Palermo Storica, del racconto dei suoi zii omonimi, Benedetto Verduci, che quella notte riuscirono a salvare 21 persone.
Documentario realizzato da Mattea Di Francesco
Tratto da un video pubblicato sul quotidiano "La Repubblica", Leo Gullotta racconta la storia di Arthur, il paracadutista che non vide più il figlio.
Anno 1955 La Pasqua celebrata a Piana degli Albanesi (Palermo)
Tra i tanti tesori nascosti di Palermo uno dei più suggestivi è senz’altro il Carcere di Palazzo Steri (o Carcere dei Penitenziati), utilizzato dall’inizio del ‘600 alla fine del ‘700 dall’inquisizione spagnola per imprigionare, torturare ed uccidere tutti i cittadini scomodi per la vita sociale, politica e soprattutto religiosa dell’antica città di Palermo.
Al-aziz - Video mapping al Castello della Zisa di Palermo
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