Tra i tanti tesori nascosti di Palermo uno dei più suggestivi è senz’altro il Carcere di Palazzo Steri (o Carcere dei Penitenziati), utilizzato dall’inizio del ‘600 alla fine del ‘700 dall’inquisizione spagnola per imprigionare, torturare ed uccidere tutti i cittadini scomodi per la vita sociale, politica e soprattutto religiosa dell’antica città di Palermo.
L’emozione di questo luogo è data soprattutto dalla forte testimonianza che, tramite le centinaia di graffiti e disegni ad opera degli stessi detenuti, arriva direttamente a noi.
I graffiti riscoperti di recente, in quanto espressione più sincera dell’arte, ci comunicano pensieri e stati d’animo struggenti, che arrivano a noi in modo diretto, senza artifizi, opere realizzate nel buio per rimanere nel buio e che ci raccontano il dramma della prigionia più infame, perché spesso ingiusta.