L'altro giorno ChatGPT mi ha dato una risposta perfetta. Solo che era vera ma non era vera. E da lì è partito tutto.
In questa puntata provo a capire cosa succede quando le macchine producono verità più velocemente di quanto noi riusciamo a verificarle e cosa significa per noi, che la verità pensavamo di averla quasi trovata.
Con l'aiuto di un filosofo inglese di cui non parla quasi nessuno, Hilary Lawson, torno indietro a raccontare i due grandi sfratti della storia occidentale: prima Dio, poi la Realtà Oggettiva. E dove siamo rimasti dopo.
Si parla di chiusure e aperture, di intelligenza artificiale come specchio scomodo, di perché l'arte è un dispositivo epistemologico (e lo so che è una frase da stronzi), di Max Richter che risuona Vivaldi finché non sai più dove sei.
Nessuna soluzione. Come sempre.Solo un'idea: a volte la cosa più intelligente che puoi fare è stare nel disorientamento. E scegliere, sapendo che stai scegliendo.