Μεγάληι τῆι φωνῆι - megalē tē phonē

Parole di pietra - episodio 5 - Il banchetto dei beati


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L’Aldilà dei Greci non era solo pianto e lamenti nell’Ade. Alcuni defunti (prima certi eroi, poi alcuni ‘uomini giusti’) avevano la fortuna di approdare alle ‘isole dei Beati’, sorta di paradiso terrestre senza affanni dove c’è una primavera eterna. L’iscrizione di oggi, un’iscrizione imperiale che viene da Smirne, esprime le speranze di un defunto che si immagina essere trasportato dopo la morte nelle dimore degli dei, dove funge da coppiere e banchetta assieme a loro.

Dettagli dell’iscrizione: GVI 1765 = SGO 05/01/64.

I testi citati sono Omero, “Odissea” 4.562 ss.(trad. R. Calzecchi Onesti), Esiodo, “Opere e giorni” vv. 170 ss. (trad. L. Magugliani); Pindaro, “Olimpiche” 2.62 ss. (trad. E. Mandruzzato); Aristofane, “Rane”, vv. 448 ss. (Trad. D. Del Corno). La traduzione dell’epigrafe è nostra.

Per chiunque voglia contattarci per consigli, richieste e osservazioni, scrivete con oggetto 'podcast' ad [email protected]
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Μεγάληι τῆι φωνῆι - megalē tē phonēBy Glaucopis