Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • Il Macli, una favola-leggenda di Leonardo da Vinci
    Nella lontana Scandinavia, su, al nord, tanto tempo fa, c’era una bestia piuttosto strana, chiamata Macli. Aveva la forma di un cavallo, ma era più grande. Ed era diverso dal cavallo, perché aveva il collo e gli orecchi straordinariamente lunghi.
    Il Macli si nutriva di erbe, ma pascolava andando all’indietro. Proprio così, all’indietro. Perché il suo labbro superiore era lunghissimo, talmente lungo che, se fosse andato in avanti, quel labbro gli avrebbe coperto l’erba e chiuso la bocca.
    Il Macli aveva le gambe tutte d’un pezzo, e perciò, quando voleva dormire, stava appoggiato ad un albero.
    Correva con una velocità incredibile, slanciando avanti le gambe possenti, lunghe e diritte.
    I cacciatori non riuscivano a catturarlo. Avevano provato a inseguirlo con i più determinati cani destrieri, avevano cercato di prenderlo al laccio, con imboscate, al varco, circondando i luoghi dove era solita pascolare, ma senza alcun risultato.
    Niente! Quella bestia strana e scontrosa era davvero irraggiungibile.
    Una notte di luna, alcuni cacciatori sorpresero il Macli nel sonno, e con grande stupore si accorsero che dormiva in piedi per via di quelle lunghe gambe che non poteva piegare.
    Allora, senza farsi udire, si allontanarono.
    La mattina seguente segarono quasi tutto il tronco di quella pianta e la sera si nascosero dietro ai cespugli vicini.
    Il povero Macli, dopo il tramonto, tornò al suo solito albero; si appoggiò per dormire; il tronco si spezzò, la bestia cadde e i cacciatori lo catturarono. Continue reading
    5 min
  • Il Macli, una favola-leggenda di Leonardo da Vinci
    Nella lontana Scandinavia, su, al nord, tanto tempo fa, c’era una bestia piuttosto strana, chiamata Macli. Aveva la forma di un cavallo, ma era più grande. Ed era diverso dal cavallo, perché aveva il collo e gli orecchi straordinariamente lunghi.
    Il Macli si nutriva di erbe, ma pascolava andando all’indietro. Proprio così, all’indietro. Perché il suo labbro superiore era lunghissimo, talmente lungo che, se fosse andato in avanti, quel labbro gli avrebbe coperto l’erba e chiuso la bocca.
    Il Macli aveva le gambe tutte d’un pezzo, e perciò, quando voleva dormire, stava appoggiato ad un albero.
    Correva con una velocità incredibile, slanciando avanti le gambe possenti, lunghe e diritte.
    I cacciatori non riuscivano a catturarlo. Avevano provato a inseguirlo con i più determinati cani destrieri, avevano cercato di prenderlo al laccio, con imboscate, al varco, circondando i luoghi dove era solita pascolare, ma senza alcun risultato.
    Niente! Quella bestia strana e scontrosa era davvero irraggiungibile.
    Una notte di luna, alcuni cacciatori sorpresero il Macli nel sonno, e con grande stupore si accorsero che dormiva in piedi per via di quelle lunghe gambe che non poteva piegare.
    Allora, senza farsi udire, si allontanarono.
    La mattina seguente segarono quasi tutto il tronco di quella pianta e la sera si nascosero dietro ai cespugli vicini.
    Il povero Macli, dopo il tramonto, tornò al suo solito albero; si appoggiò per dormire; il tronco si spezzò, la bestia cadde e i cacciatori lo catturarono. Continue reading
    5 min
  • Airela che aveva dato il nome al lago dove Jan viveva
    Si raccontava dal tempo senza inizio la leggenda della principessa Airela e del lago che aveva preso il suo nome; e poi in tempi più recenti si parlava di un medico di nome Jan che viveva in una capanna nei pressi del lago.
    Un giorno Jan si era specchiato nelle acque del lago e da allora le sue visite erano divenute frequenti, tanto frequenti da fargli dimenticare la sua casa in città e il lavoro che gli dava lustro e ricchezza.
    Si costruì una capanna e divenne il medico dei pescatori del lago. [...] Continue reading
    6 min
  • Airela che aveva dato il nome al lago dove Jan viveva
    Si raccontava dal tempo senza inizio la leggenda della principessa Airela e del lago che aveva preso il suo nome; e poi in tempi più recenti si parlava di un medico di nome Jan che viveva in una capanna nei pressi del lago.
    Un giorno Jan si era specchiato nelle acque del lago e da allora le sue visite erano divenute frequenti, tanto frequenti da fargli dimenticare la sua casa in città e il lavoro che gli dava lustro e ricchezza.
    Si costruì una capanna e divenne il medico dei pescatori del lago. [...] Continue reading
    6 min
  • Il pellicano e il serpente. Una favola di Leonardo da Vinci
    Quando il pellicano parti per andare in cerca di cibo, un serpente, ben nascosto fra i rami, cominciò a muoversi verso il nido.
    I piccoli dormivano, tranquilli.
    Il serpente si avvicinò, e con un lampo malvagio negli occhi iniziò la strage. Un morso velenoso a ciascuno, e i poveretti passarono immediatamente dal sonno alla morte. Soddisfatto il serpente ritornò nel suo nascondiglio, per godersi il ritorno del pellicano.
    Infatti, di lì a poco, l'uccello ritornò.
    Alla vista di quella strage incominciò a piangere, e il suo lamento era così disperato che tutti gli abitanti della foresta lo ascoltavano commossi. [...] Continue reading
    4 min
  • Il pellicano e il serpente. Una favola di Leonardo da Vinci
    Quando il pellicano parti per andare in cerca di cibo, un serpente, ben nascosto fra i rami, cominciò a muoversi verso il nido.
    I piccoli dormivano, tranquilli.
    Il serpente si avvicinò, e con un lampo malvagio negli occhi iniziò la strage. Un morso velenoso a ciascuno, e i poveretti passarono immediatamente dal sonno alla morte. Soddisfatto il serpente ritornò nel suo nascondiglio, per godersi il ritorno del pellicano.
    Infatti, di lì a poco, l'uccello ritornò.
    Alla vista di quella strage incominciò a piangere, e il suo lamento era così disperato che tutti gli abitanti della foresta lo ascoltavano commossi. [...] Continue reading
    4 min
  • Il ritorno di Odisseo a Itaca. La vendetta. Mitologia
    Venne il tramonto e Odisseo stava lì, sulla spiaggia dell’isola dei Feaci, a raccontare le sue avventure. Il fuoco illuminava su ogni cosa, mentre gli sguardi dei Feaci stavano silenziosi, basiti, e rapiti dall’emozione. Poi, quando la notte spinse il sole oltre l’orizzonte, e le ombre dominarono il buio danzando sui riflessi roventi del fuoco, Odisseo, il triste eroe e sfortunato re di Itaca, concluse il suo racconto con il desiderio di poter rivedere la sua patria. Fu allora che il re dei Feaci, Alcinoo, si alzò e parlò così:
    -Odisseo, amico straniero e nostro onorabile ospite, hai sofferto molto, ora però le tue pene sono finite. Noi ti accompagneremo a Itaca, come promesso. Riceverai da noi molti doni preziosi, più di quanto non avessi meritato dopo aver sconfitto la città di Troia. [...] Continue reading
    28 min
  • Il ritorno di Odisseo a Itaca. La vendetta. Mitologia
    Venne il tramonto e Odisseo stava lì, sulla spiaggia dell’isola dei Feaci, a raccontare le sue avventure. Il fuoco illuminava su ogni cosa, mentre gli sguardi dei Feaci stavano silenziosi, basiti, e rapiti dall’emozione. Poi, quando la notte spinse il sole oltre l’orizzonte, e le ombre dominarono il buio danzando sui riflessi roventi del fuoco, Odisseo, il triste eroe e sfortunato re di Itaca, concluse il suo racconto con il desiderio di poter rivedere la sua patria. Fu allora che il re dei Feaci, Alcinoo, si alzò e parlò così:
    -Odisseo, amico straniero e nostro onorabile ospite, hai sofferto molto, ora però le tue pene sono finite. Noi ti accompagneremo a Itaca, come promesso. Riceverai da noi molti doni preziosi, più di quanto non avessi meritato dopo aver sconfitto la città di Troia. [...] Continue reading
    28 min

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