Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • Il velo fatato, una fiaba giapponese

    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

    C’era una volta un pescatore che viveva da solo in una capanna, e stava vicino al mare. La sua vita scorreva lenta e monotona, ma egli non se ne lamentava e il suo animo era sereno e soddisfatto.

    Un giorno, come al solito, s’era recato con la sua barca in un bellissimo posto dove, oltre a una ricca pesca, poteva deliziare il suo sguardo ammirando le strane sculture delle rocce e i colori cangianti del cielo e del mare che si mescolavano formando un’unica tinta all’orizzonte.
    Ad un tratto un intenso e soave profumo colpì le sue narici. Cercò di capire quale potesse essere l’origine del misterioso aroma, ma non vi riuscì. Incuriosito, seguì la scia del profumo e si diresse remando con vigore verso la spiaggia. Giunse ai margini del bosco che costeggiava la riva, scese dalla barca e s’incamminò lungo un sentiero, sempre alla ricerca della fonte odorosa.

    9 min
  • Il Re Porcaro. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Un Re aveva tre figliuole belle come il sole, e le amava più degli occhi suoi.
    Avvenne poi che il Re, rimasto vedovo, riprese moglie, e come sempre accade, cominciò per le tre fanciulle una terribile esistenza. La matrigna era gelosa dell'affetto immenso che il Re portava alle figlie e per questo le odiava in segreto. In mille modi aveva cercato di farle cadere in disgrazia, ma, visto che le calunnie non servivano, anzi, servivano a farle amare di più, deliberò di consigliarsi con una fattucchiera, una maga strega insomma.
    — Si può farle morire — rispose costei.
    — Impossibile: il Re ammazzerebbe anche me.
    — Si può sfregiarle per sempre.
    — Impossibile: il Re m'ammazzerebbe comunque
    — Si può fargli una fatatura stregata in qualche modo, se lo desiderate.
    — Vorrei una fatatura che le facesse odiare il padre, e per sempre.
    La strega meditò a lungo, poi disse:
    — L'avrete, oh mia regina. Ma mi occorre che mi portiate un capello di ciascuna strappato con le vostre mani e tre setole di scrofa porcella, strappate con le vostre mani. [...] Continue reading
    18 min
  • La lepre d’argento. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Quando il filtro e la sortiera, preparavano gl'incanti, ascoltate tutti quanti! C'era, allora, c'era… c'era… Un principe chiamato Aquilino, che aveva vent'anni e voleva condurre in moglie la più bella principessa del mondo. Pubblicò un bando di nozze e giunsero centinaia di ritratti, ch'egli fece esporre nelle gallerie del castello; e là meditava sulle belle sorridenti dalle grandi cornici dorate. La scelta cadde su Nazzarena, principessa di Bikarìa, e per mezzo ad ambasciatori furono concertate le nozze. Nel castello di Aquilino si fecero grandi preparativi per la cerimonia e all'alba del giorno sospirato il principe era già sulla torre più alta, alle vedette. Il corteo doveva giungere tra poco; tra poco avrebbe visto per la prima volta quella bellezza famosa. Ma il corteo non giungeva. [...] Continue reading
    11 min
  • Cucina spaziale. Di Gianni Rodari
    Un mio amico cosmonauta è stato sul pianeta x213, e mi ha portato per ricordo il menù di un ristorante di lassù. Ve lo ricopio tale e quale:
    ANTIPASTI
    Ghiaia di fiume in salsa di tappi - Crostini di carta asciugante
    Affettato di carbone
    MINESTRE
    Rose in brodo [...] Continue reading
    4 min
  • NonSò. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    C'era una volta un Principe che ritornando dalla caccia vide nella polvere, sul margine della via, un bimbo di forse otto anni che dormiva tranquillo. Scese da cavallo, lo svegliò:
    — Che fai qui piccolino?
    — Non so — rispose quegli, fissandolo senza timidezza.
    — E tuo padre?
    — Non so.
    — E tua madre?
    — Non so.
    — Di dove sei?
    — Non so.
    Quel è il tuo nome?
    — Non so.
    Preso il bimbo in groppa, il Principe lo portò al suo castello e lo consegnò alla servitù, perché ne avesse cura.
    E gli fu dato il nome Nonsò. [...] Continue reading
    11 min
  • Piumadoro e Piombofino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Piumadoro era orfana e viveva col nonno nella capanna del bosco. Il nonno era carbonaio e Piumadoro lo aiutava nel raccattar fascine di legna per far carbone. La bimba cresceva buona, amata dalle amiche e dalle vecchiette degli altri casolari, e bella, bella come una regina.
    Un giorno di primavera vide sui garofani della sua finestra una farfalla candida e la chiuse tra le dita.
    — Lasciami andare, lasciami andare, per pietà!
    Piumadoro, aprì il palmo delle mani e la lasciò andare.
    — Grazie, bella bambina; come ti chiami?
    — Mi chiamo Piumadoro.
    — Io mi chiamo Pieride del Biancospino. Vado a disporre i miei bruchi in terra lontana. Un giorno forse ti ricompenserò.
    E la farfalla volò via. [...] Continue reading
    16 min
  • Case e palazzi. di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    Sono andato al ricovero dei vecchi a trovare un vecchio muratore. Erano tanti anni che non ci vedevamo. - Hai viaggiato? - mi domanda.

    - Eh, sono stato a Parigi.
    - Parigi, eh? Ci sono stato anch'io, tanti anni fa. Costruivamo un bel palazzo proprio in riva alla Senna. Chissà chi ci abita. E poi dove sei stato?
    - Sono stato in America.
    - L'America, eh? Ci sono stato anch'io, tanti anni fa, chissà quanti. Sono stato a Nuova York, a Buenos Aires, a San Paulo, a Montevideo. Sempre a fare case e palazzi e a piantare bandiere sui tetti. [...]

    5 min
  • Brif Bruf Braf. Di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    Due bambini, nella pace del cortile, giocavano a inventare una lingua speciale per poter parlare tra loro senza far capire nulla agli altri.

    Brif, braf, - disse il primo.
    Braf, brof, - rispose il secondo. E scoppiarono a ridere.
    Su un balcone del primo piano c'era un vecchio buon signore a leggere il giornale, e affacciata alla finestra dirimpetto c'era una vecchia signora né buona né cattiva.
    - Come sono sciocchi quei bambini, - disse la signora.
    Ma il buon signore non era d'accordo: - Io non trovo. [...]

    4 min
  • Ascensore per le stelle. Di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    A tredici anni Romoletto venne assunto come aiuto garzone al bar Italia. Gli affidarono i servizi a domicilio, e tutto il giorno egli correva su e giù per strade e per scale, reggendo in equilibrio vassoi pericolosamente carichi di chicchere, tazze e bicchieri. Più che altro gli davano fastidio le scale: a Roma, come del resto in altri posti del mondo, le portinaie sono gelose dei loro ascensori e ne vietano l'accesso, di persona o con cartelli, a baristi, lattai, fruttaroli e simili. [...]

    11 min

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