Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • La leggenda delle Oche Guerriere di Roma. Leggenda

    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

    Una delle leggende più famose legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, svegliarono i soldati, che combatterono con grande energia respingendo i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dalle oche.

    20 min
  • La legenda di Maui e la nascita dell’arcobaleno. Dalla Polinesia

    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

    Sono passati ormai tanti secoli da quando il dio Ka-Le, adirato con gli uomini diventati malvagi e crudeli, sommerse le terre, innalzandosi sopra le montagne e devastando ogni cosa col suo furore. Solo a un uomo Ka-Le concesse la salvezza: si chiamava Maui ed era così buono e generoso che il dio gli concesse di fabbricare un grande vascello capace di navigare sulle acque infuriate, in attesa che l'oceano si placasse. [...]

    8 min
  • Le arance d’oro. Una fiaba di Luigi Capuana

    Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

    Si racconta che c'era una volta un Re, il quale aveva dietro il palazzo reale un magnifico giardino. Tanti erano gli alberi di questo giardino, ma il più raro e il più pregiato, era quello che faceva le arance d'oro. Quando arrivava la stagione delle arance, il Re vi metteva a guardia una sentinella, notte e giorno; e tutte le mattine scendeva lui stesso a osservare coi suoi occhi se mai ne mancasse qualcuna, persino le foglie contava. Una mattina il re va in giardino, e trova la sentinella addormentata. Guarda l'albero… Le arance d'oro non c'erano più! - Sentinella sciagurata, pagherai colla tua testa. […]

    17 min
  • La rosa solitaria. Una favola di Giovanni Farina

    Messa in voce di Gaetano Marino

    C'era una volta una rosa solitaria. Essa bramava giorno e notte che gli insetti andassero a visitare i suoi petali. Mentre nessuno la notava, ogni notte sognava che insetti numerosi come le stelle del cielo si piegavano sino a lei e la baciavano teneramente. Continuò a sognare per tante notti, e tutti i giorni schiudeva all'alba i suoi petali. La luna una notte le domandò “ non sei stanca di aspettare?” Lei rispose di si, ma doveva continuare a lottare, se si arrendeva e non apriva i suoi petali all'alba sarebbe appassita per sempre.

    Morale: quando ti attanaglia la solitudine che distrugge ogni bellezza, l'unica maniera per sopravvivere è lottare, prima o dopo qualcuno si accorgerà di te. Giovanni Farina

    3 min
  • Il Re Porcaro. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Un Re aveva tre figliuole belle come il sole, e le amava più degli occhi suoi.
    Avvenne poi che il Re, rimasto vedovo, riprese moglie, e come sempre accade, cominciò per le tre fanciulle una terribile esistenza. La matrigna era gelosa dell'affetto immenso che il Re portava alle figlie e per questo le odiava in segreto. In mille modi aveva cercato di farle cadere in disgrazia, ma, visto che le calunnie non servivano, anzi, servivano a farle amare di più, deliberò di consigliarsi con una fattucchiera, una maga strega insomma.
    — Si può farle morire — rispose costei.
    — Impossibile: il Re ammazzerebbe anche me.
    — Si può sfregiarle per sempre.
    — Impossibile: il Re m'ammazzerebbe comunque
    — Si può fargli una fatatura stregata in qualche modo, se lo desiderate.
    — Vorrei una fatatura che le facesse odiare il padre, e per sempre.
    La strega meditò a lungo, poi disse:
    — L'avrete, oh mia regina. Ma mi occorre che mi portiate un capello di ciascuna strappato con le vostre mani e tre setole di scrofa porcella, strappate con le vostre mani. [...] Continue reading
    18 min
  • La lepre d’argento. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Quando il filtro e la sortiera, preparavano gl'incanti, ascoltate tutti quanti! C'era, allora, c'era… c'era… Un principe chiamato Aquilino, che aveva vent'anni e voleva condurre in moglie la più bella principessa del mondo. Pubblicò un bando di nozze e giunsero centinaia di ritratti, ch'egli fece esporre nelle gallerie del castello; e là meditava sulle belle sorridenti dalle grandi cornici dorate. La scelta cadde su Nazzarena, principessa di Bikarìa, e per mezzo ad ambasciatori furono concertate le nozze. Nel castello di Aquilino si fecero grandi preparativi per la cerimonia e all'alba del giorno sospirato il principe era già sulla torre più alta, alle vedette. Il corteo doveva giungere tra poco; tra poco avrebbe visto per la prima volta quella bellezza famosa. Ma il corteo non giungeva. [...] Continue reading
    11 min

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