Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • NonSò. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    C'era una volta un Principe che ritornando dalla caccia vide nella polvere, sul margine della via, un bimbo di forse otto anni che dormiva tranquillo. Scese da cavallo, lo svegliò:
    — Che fai qui piccolino?
    — Non so — rispose quegli, fissandolo senza timidezza.
    — E tuo padre?
    — Non so.
    — E tua madre?
    — Non so.
    — Di dove sei?
    — Non so.
    Quel è il tuo nome?
    — Non so.
    Preso il bimbo in groppa, il Principe lo portò al suo castello e lo consegnò alla servitù, perché ne avesse cura.
    E gli fu dato il nome Nonsò. [...] Continue reading
    11 min
  • Piumadoro e Piombofino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
    Piumadoro era orfana e viveva col nonno nella capanna del bosco. Il nonno era carbonaio e Piumadoro lo aiutava nel raccattar fascine di legna per far carbone. La bimba cresceva buona, amata dalle amiche e dalle vecchiette degli altri casolari, e bella, bella come una regina.
    Un giorno di primavera vide sui garofani della sua finestra una farfalla candida e la chiuse tra le dita.
    — Lasciami andare, lasciami andare, per pietà!
    Piumadoro, aprì il palmo delle mani e la lasciò andare.
    — Grazie, bella bambina; come ti chiami?
    — Mi chiamo Piumadoro.
    — Io mi chiamo Pieride del Biancospino. Vado a disporre i miei bruchi in terra lontana. Un giorno forse ti ricompenserò.
    E la farfalla volò via. [...] Continue reading
    16 min
  • Case e palazzi. di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    Sono andato al ricovero dei vecchi a trovare un vecchio muratore. Erano tanti anni che non ci vedevamo. - Hai viaggiato? - mi domanda.

    - Eh, sono stato a Parigi.
    - Parigi, eh? Ci sono stato anch'io, tanti anni fa. Costruivamo un bel palazzo proprio in riva alla Senna. Chissà chi ci abita. E poi dove sei stato?
    - Sono stato in America.
    - L'America, eh? Ci sono stato anch'io, tanti anni fa, chissà quanti. Sono stato a Nuova York, a Buenos Aires, a San Paulo, a Montevideo. Sempre a fare case e palazzi e a piantare bandiere sui tetti. [...]

    5 min
  • Brif Bruf Braf. Di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    Due bambini, nella pace del cortile, giocavano a inventare una lingua speciale per poter parlare tra loro senza far capire nulla agli altri.

    Brif, braf, - disse il primo.
    Braf, brof, - rispose il secondo. E scoppiarono a ridere.
    Su un balcone del primo piano c'era un vecchio buon signore a leggere il giornale, e affacciata alla finestra dirimpetto c'era una vecchia signora né buona né cattiva.
    - Come sono sciocchi quei bambini, - disse la signora.
    Ma il buon signore non era d'accordo: - Io non trovo. [...]

    4 min
  • Ascensore per le stelle. Di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    A tredici anni Romoletto venne assunto come aiuto garzone al bar Italia. Gli affidarono i servizi a domicilio, e tutto il giorno egli correva su e giù per strade e per scale, reggendo in equilibrio vassoi pericolosamente carichi di chicchere, tazze e bicchieri. Più che altro gli davano fastidio le scale: a Roma, come del resto in altri posti del mondo, le portinaie sono gelose dei loro ascensori e ne vietano l'accesso, di persona o con cartelli, a baristi, lattai, fruttaroli e simili. [...]

    11 min
  • Abbasso il nove. Di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    Uno scolaro faceva le divisioni:

    • Il tre nel tredici sta quattro volte con l'avanzo di uno. Scrivo quattro al quoto. Tre per quattro dodici, al tredici uno. Abbasso il nove…
    • Ah no, - gridò a questo punto il nove.
    • Come? - domandò lo scolaro.
    • Tu ce l'hai con me: perché hai gridato «abbasso il nove»? Che cosa ti ho fatto di male? Sono forse un nemico pubblico?
    • Ma io… [...]
    4 min
  • A sbagliare le storie. Di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    C'era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Giallo. No, Rosso! Ah, Sì, Cappuccetto Rosso. La sua mamma la chiamò e le disse: Senti, Cappuccetto Verde… Ma no, Rosso! Ah, Sì, Rosso. Vai dalla zia Diomira a portarle questa buccia di patata. No: vai dalla nonna a portarle questa focaccia. Va bene. La bambina andò nel bosco e incontrò una giraffa. Che confusione! Incontrò un lupo, non una giraffa. E il lupo le domandò: «Quanto fa sei per otto?» - Niente affatto. Il lupo le chiese: «Dove vai?» [...]

    4 min
  • A dormire a svegliarsi. Di Gianni Rodari

    messa in voce di Gaetano Marino

    C'era una volta una bambina che ogni sera, al momento di andare a letto, diventava piccola piccola:

    Mamma, - diceva, - sono una formica.
    E la mamma capiva che era ora di metterla a dormire. Allo spuntare del sole la bambina si svegliava, ma era
    ancora piccolissima, ci stava tutta sul cuscino e ne avanzava un pezzo.
    Alzati, - diceva la mamma.
    Non posso, - rispondeva la bambina, - non posso, sono ancora troppo piccola. Adesso sono come una farfalla. Aspetta che ricresca.
    E dopo un po' esclamava: - Ecco, ora sono ricresciuta.
    Con uno strillo balzava dal letto e cominciava la nuova giornata.

    3 min
  • A comprare la città di Stoccolma. Di Gianni Rodari

    Messa in voce di Gaetano Marino

    Al mercato di Gavirate capitano certi ometti che vendono di tutto, e più bravi di loro a vendere non si sa dove andarli a trovare.

    Un venerdì capitò un ometto che vendeva strane cose: il Monte Bianco, l'Oceano Indiano, i mari della Luna, e aveva una magnifica parlantina, e dopo un'ora gli era rimasta solo la città di Stoccolma.
    La comprò un barbiere, in cambio di un taglio di capelli con frizione. Il barbiere inchiodò tra due specchi il certificato che diceva: Proprietario della città di Stoccolma, e lo mostrava orgoglioso ai clienti, rispondendo a tutte le loro domande.
    È una città della Svezia, anzi è la capitale.
    Ha quasi un milione di abitanti, e naturalmente sono tutti miei. [...]

    4 min
  • Enrichetto dal ciuffetto. Una fiaba di Charles Perrault
    C’era una volta una regina che desiderava tanto avere un figlio. Perciò quando si accorse di aspettare un bambino le sembrò di toccare il cielo con un dito.
    Quale non fu la sua delusione quando il principino nacque: era un bambino così brutto, ma così brutto, che la povera regina non riusciva a darsi pace! Il bimbo era nato con un ciuffettino di capelli che stava dritto in cima alla testa e per questo era chiamato Enrichetto dal ciuffo. [...] Continue reading
    14 min

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