La rana osservava il bue vicino allo stagno. Era bello, imponente e forte.
Ah, se solo pure io fossi cosi.
Ma cosa sentono le mie orecchie, - disse un’ altra rana sporgendosi dalle canne dello stagno. - Non sai fare altro che sogni impossibili di grandezza, soprattutto per una rana.
La rana, infatti, era così piccina che il bue manco riusciva a vederla. Ma lei, piccola ranocchietta, vedeva il bue, eccome, e molto molto bene: perciò lo ammirava nella sua imponenza, tanto che quasi crepava dall’invidia.
Così, prese quanta più aria potesse e si gonfiò tanto, e chiese alle altre rane se adesso non era lei più grande del bue.
Ah ah ah, ma non ancora, ma quando mai! - risposero quelle.
La rana, prese ancora più fiato e si gonfiò.
E adesso, chi è il più grande fra noi?
Il bue, - risposero le rane.
Indignata, la rana si gonfiò ancora di più ancora di più ancora di più…
-E adesso? - Il bue!
E la rana gonfiò e gonfiò ancora! Finché: Buuuhhhhmmm. Scoppiò, in tanti pezzetti, che si sparsero dappertutto.
Avete visto, amiche mie, - disse indignata una delle altre rane, - non c'è modo di farsi più grandi di quel che già si è. Continue reading