Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • Tonino l’invisibile. Di Gianni Rodari
    Una volta un ragazzo di nome Tonino andò a scuola che non sapeva la lezione ed era molto preoccupato al pensiero che il maestro lo interrogasse.
    «Ah, – diceva tra sé, – se potessi diventare invisibile…»
    Il maestro fece l’appello, e quando arrivò al nome di Tonino, il ragazzo rispose: – Presente! – ma nessuno lo sentì, e il maestro disse: – Peccato che Tonino non sia venuto, avevo giusto pensato di interrogarlo. Se è ammalato, speriamo che non sia niente di grave. [...] Continue reading
    10 min
  • 05-Crisponcello e Filippo nell’isola di mare Cala di Luna. Una fiaba di Gaetano Marino
    [...] Trascorse qualche ora, quando provenne da lontano un canto. Una soave melodia che s’avvicinava lentamente verso i due amici. Finché, dal buio di una roccia grotta, apparve una fanciulla pesce. Era straordinariamente piccola, e bella. Ma non era una sirena. Il suo viso era dolce e bianco come l’avorio. Le branchie, come una collana alta e flessibile, simile a quelle che indossavano le fanciulle d’africa, avvolgevano il suo collo, lungo e fine, come quello di un cigno di mare. I capelli erano leggeri e non finivano più. Parevano trasparenti, quasi d’argento luminoso. [...] Continue reading
    17 min
  • 05-Crisponcello e Filippo nell’isola di mare Cala di Luna. Una fiaba di Gaetano Marino
    [...] Trascorse qualche ora, quando provenne da lontano un canto. Una soave melodia che s’avvicinava lentamente verso i due amici. Finché, dal buio di una roccia grotta, apparve una fanciulla pesce. Era straordinariamente piccola, e bella. Ma non era una sirena. Il suo viso era dolce e bianco come l’avorio. Le branchie, come una collana alta e flessibile, simile a quelle che indossavano le fanciulle d’africa, avvolgevano il suo collo, lungo e fine, come quello di un cigno di mare. I capelli erano leggeri e non finivano più. Parevano trasparenti, quasi d’argento luminoso. [...] Continue reading
    17 min
  • Il fantoccio. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte
    Chelledda era una bambina che le piaceva giocare con la farina per fare la pasta. Quando la mamma cuoceva il pane lei aiutava e dopo con la pasta rimasta faceva tante cose: piccole anfore,casseruole ,pulcini e cose di ogni genere. Un giorno che era sola in casa,aveva preso un po di farina aveva versato acqua, un goccio d'olio e un po di sale. […] Continue reading
    7 min
  • Il fantoccio (Su fantuzzu). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua italiana
    Chelledda era una bambina che le piaceva giocare con la farina per fare la pasta. Quando la mamma cuoceva il pane lei aiutava e dopo con la pasta rimasta faceva tante cose: piccole anfore,casseruole ,pulcini e cose di ogni genere. Un giorno che era sola in casa,aveva preso un po di farina aveva versato acqua, un goccio d'olio e un po di sale. […] Continue reading
    7 min
  • Su fantuzzu (il fantoccio). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Nuoro)
    Chelledda fit una pizzinna chi li piachiat a jocare chin sa farina, pro fachere sa pasta. Cando sa mama cochiat su pane issa l’azudabat e appustis chin-d unu cantu ‘e pasta fachiat milli cosas: brocchittas e cassaroleddas, puddichineddos e cosas de cada zenia. Una die fit sola in domo. Aiat picau sa farina, laiat ghettau abba, una guttia ‘e ozu, un’azicu ‘e sale… aiat impastau tottu e cariau bene sa pasta. Custa borta cheriat fachere unu fantuzzu! “Mi diat piachere a lu biere bibu custu fantuzzu! - pessabat - Commo li ponzo unu semene ‘e sindria in sas pettorras… comente unt coro!” [...] Continue reading
    7 min
  • 04-Crisponcello e Filippo fuggono dallo stomaco del capodoglio. Una fiaba di Gaetano Marino
    [...] Nel frattempo che discendevano, appena furono quasi vici al grande stomaco, il buio cominciò a diradarsi. Una luce tenue proveniva proprio da lì, dal grande stomaco. Ma ad un tratto Crisponcello e Filippo si fermarono. C’era qualcosa, qualcosa di enorme, che stava di traverso sul sentiero. Qualcosa che teneva sulle spalle un guscio, almeno pareva un guscio. Sì, era un guscio arricciato, e quella era una lumaca, anzi, un lumacone, visto la mole. Aveva due corna lunghe con i cima gli occhi, che parevano perle bianche, un corpo lungo e mollaccioso, di color verde rame, la coda a tre punte che vibrava come quella di un serpente cobra, e e… sì… due zanne, eh sì, quelle erano due zanne grandi, che gli spuntavano fuori dalla bocca, come quelle di un Tricheco. [...] Continue reading
    16 min
  • 04-Crisponcello e Filippo fuggono dallo stomaco del capodoglio. Una fiaba di Gaetano Marino
    [...] Nel frattempo che discendevano, appena furono quasi vici al grande stomaco, il buio cominciò a diradarsi. Una luce tenue proveniva proprio da lì, dal grande stomaco. Ma ad un tratto Crisponcello e Filippo si fermarono. C’era qualcosa, qualcosa di enorme, che stava di traverso sul sentiero. Qualcosa che teneva sulle spalle un guscio, almeno pareva un guscio. Sì, era un guscio arricciato, e quella era una lumaca, anzi, un lumacone, visto la mole. Aveva due corna lunghe con i cima gli occhi, che parevano perle bianche, un corpo lungo e mollaccioso, di color verde rame, la coda a tre punte che vibrava come quella di un serpente cobra, e e… sì… due zanne, eh sì, quelle erano due zanne grandi, che gli spuntavano fuori dalla bocca, come quelle di un Tricheco. [...] Continue reading
    16 min
  • 03-Crisponcello e Filippo nel corpo del capodoglio. Una fiaba di Gaetano Marino
    E così, Crisponcello, piccolo pesce e Re Filippo il grande squalo feroce, proseguirono il loro cammino nel buio del ventre del capodoglio.
    Il loro cammino fu lento assai, perché non sapevano dove quel sentiero li avrebbe condotti. Ma bisognava comunque andare avanti, togliersi subito da lì, perché ad ogni emersione del capodoglio i due amici si beccavano una cascata d’acqua così imponente e così violenta, che anche se la loro natura non li avesse fatti affogare - erano pesci, appunto - potevano correre il rischio d’essere scaraventati da qualche parte e farsi tanto tanto male. Filippo e Crisponcello pian pianino continuarono a scendere, quando ad un certo punto.
    - Bleah…! - esclamò all’improvviso Filippo.
    - Che succede?
    - Per le pinne rinsecchite… Devo aver schiacciato qualcosa… qualcosa… di molliccio, ma che schifo! Continue reading
    12 min
  • 03-Crisponcello e Filippo nel corpo del capodoglio. Una fiaba di Gaetano Marino
    E così, Crisponcello, piccolo pesce e Re Filippo il grande squalo feroce, proseguirono il loro cammino nel buio del ventre del capodoglio.
    Il loro cammino fu lento assai, perché non sapevano dove quel sentiero li avrebbe condotti. Ma bisognava comunque andare avanti, togliersi subito da lì, perché ad ogni emersione del capodoglio i due amici si beccavano una cascata d’acqua così imponente e così violenta, che anche se la loro natura non li avesse fatti affogare - erano pesci, appunto - potevano correre il rischio d’essere scaraventati da qualche parte e farsi tanto tanto male. Filippo e Crisponcello pian pianino continuarono a scendere, quando ad un certo punto.
    - Bleah…! - esclamò all’improvviso Filippo.
    - Che succede?
    - Per le pinne rinsecchite… Devo aver schiacciato qualcosa… qualcosa… di molliccio, ma che schifo! Continue reading
    12 min

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