Parole di Storie

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Parole di Storie episodes

  • La fenice, una favola di Leonardo da Vinci.
    Volando e volando, fluttuando nell’aria calda tra il deserto ed il mare, la fenice, un’aquila possente e straordinariamente forte, vide in lontananza il fuoco di un grande accampamento, doveva essere una tribù sconosciuta. Fu Allora che la Fenice capì che il tempo della grande prova era finalmente giunto.
    Doveva aver fiducia, doveva abbandonarsi sicura e tranquilla al suo destino.
    Il destino del tempo senza tempo, dove il principio non aveva una fine. Dove ogni cosa accadeva senza uno scopo, accadeva e basta.
    La Fenice si librò solenne e decisa nell’aria, ad ali ferme, robuste e tese, e salì salì salì sin oltre le nuvole, poi chiuse gli occhi, e con larghe ruote, iniziò la sua poderosa discesa.
    Era la più grande di tutte le aquile conosciute al mondo, la più bella, per il ricco e vivido piumaggio di mille colori.
    Quando fu sopra al fuoco del bivacco sentì la fiamma sfiorarle le piume e, fedele a se stessa e al suo destino segnato, si lasciò cadere sulle fiamme.
    Ma quando il fuoco si spense, dal mucchio delle ceneri si sprigionò una fiamma piccola azzurra; fluttuò nell’aria, libera, e si levò in alto aprendosi come se avesse le ali.
    E le ali s’allargarono quasi all’infinito: Era la fenice che riprendeva vita, respiro, luce, e rinasceva dalle sue ceneri per vivere nel cielo altri cinquecento anni. Sempre così: era il suo compito: morire sul fuoco e rinascere. Continue reading
    5 min
  • La fenice, una favola di Leonardo da Vinci.
    Volando e volando, fluttuando nell’aria calda tra il deserto ed il mare, la fenice, un’aquila possente e straordinariamente forte, vide in lontananza il fuoco di un grande accampamento, doveva essere una tribù sconosciuta. Fu Allora che la Fenice capì che il tempo della grande prova era finalmente giunto.
    Doveva aver fiducia, doveva abbandonarsi sicura e tranquilla al suo destino.
    Il destino del tempo senza tempo, dove il principio non aveva una fine. Dove ogni cosa accadeva senza uno scopo, accadeva e basta.
    La Fenice si librò solenne e decisa nell’aria, ad ali ferme, robuste e tese, e salì salì salì sin oltre le nuvole, poi chiuse gli occhi, e con larghe ruote, iniziò la sua poderosa discesa.
    Era la più grande di tutte le aquile conosciute al mondo, la più bella, per il ricco e vivido piumaggio di mille colori.
    Quando fu sopra al fuoco del bivacco sentì la fiamma sfiorarle le piume e, fedele a se stessa e al suo destino segnato, si lasciò cadere sulle fiamme.
    Ma quando il fuoco si spense, dal mucchio delle ceneri si sprigionò una fiamma piccola azzurra; fluttuò nell’aria, libera, e si levò in alto aprendosi come se avesse le ali.
    E le ali s’allargarono quasi all’infinito: Era la fenice che riprendeva vita, respiro, luce, e rinasceva dalle sue ceneri per vivere nel cielo altri cinquecento anni. Sempre così: era il suo compito: morire sul fuoco e rinascere. Continue reading
    5 min
  • Eracle e le tre mele d’oro. Mitologia
    La storia delle tre mele d’oro è l’undicesima fatica di Eracle. All’eroe venne ordinato di prendere le tre mele d’oro che si trovavano nel giardino delle Esperidi. Nessuno però sapeva dove fosse questo giardino. L’eroe tuttavia non si perse d’animo e andò in giro per il mondo a cercarlo. Dopo tante avventura venne a sapere che l’unico che potesse aiutarlo era Atlante, il Titano che reggeva il cielo e le stelle sulle sue spalle. Eracle trovò Atlante, e gli domando del giardino delle Esperidi. L’eroe si offrì di reggere la volta celeste mentre Atlante sarebbe andato a prendere le famose mele d’oro. Quando il titano tornò, dopo aver assaporato la libertà dall’enorme peso che era costretto a reggere sulla sua schiena, decise di lasciare Eracle in quella posizione per sempre, ma la furbizia e la forza di Eracle… […] Continue reading
    16 min
  • Eracle e le tre mele d’oro. Mitologia
    La storia delle tre mele d’oro è l’undicesima fatica di Eracle. All’eroe venne ordinato di prendere le tre mele d’oro che si trovavano nel giardino delle Esperidi. Nessuno però sapeva dove fosse questo giardino. L’eroe tuttavia non si perse d’animo e andò in giro per il mondo a cercarlo. Dopo tante avventura venne a sapere che l’unico che potesse aiutarlo era Atlante, il Titano che reggeva il cielo e le stelle sulle sue spalle. Eracle trovò Atlante, e gli domando del giardino delle Esperidi. L’eroe si offrì di reggere la volta celeste mentre Atlante sarebbe andato a prendere le famose mele d’oro. Quando il titano tornò, dopo aver assaporato la libertà dall’enorme peso che era costretto a reggere sulla sua schiena, decise di lasciare Eracle in quella posizione per sempre, ma la furbizia e la forza di Eracle… […] Continue reading
    16 min
  • Il brutto anatroccolo, una fiaba di Christian Andersen
    - Ci siete tutti, vero? Disse mamma anatra, mentre si guardava intorno. Ma si accorse stupita che c’era un uovo che non s’era ancora aperto. Ma vide pure che l'uovo era più grande degli altri.
    - E quanto ci vorrà, per questo?
    E si rimise a covare l’uovo.
    - Allora, come va?
    Chiese una vecchia anatra giunta a farle visita.
    - Eh, ci vuole ancora un po’ di tempo per quest’uovo. Non s’è proprio aperto!
    - No? Ma davvero?
    - Eh sì, non vuole rompersi. Ma vedessi gli altri, eh! Sono così deliziosi. [...]
    Continue reading
    13 min
  • Il brutto anatroccolo, una fiaba di Christian Andersen
    - Ci siete tutti, vero? Disse mamma anatra, mentre si guardava intorno. Ma si accorse stupita che c’era un uovo che non s’era ancora aperto. Ma vide pure che l'uovo era più grande degli altri.
    - E quanto ci vorrà, per questo?
    E si rimise a covare l’uovo.
    - Allora, come va?
    Chiese una vecchia anatra giunta a farle visita.
    - Eh, ci vuole ancora un po’ di tempo per quest’uovo. Non s’è proprio aperto!
    - No? Ma davvero?
    - Eh sì, non vuole rompersi. Ma vedessi gli altri, eh! Sono così deliziosi. [...]
    Continue reading
    13 min
  • Storia di Bassoleddhu, il bambino piccolo come un cece. Una fiaba di Mariuccia Gattu Soddu
    Questo è un racconto per bambini di altri tempi , che, per ingannare la fame, nelle lunghe giornate di maggio, o per passare l’ora, nelle corte giornate d’inverno, avevano bisogno di due soldi di intrattenimento per rimanere tranquilli e incantati al punto di credere veramente che esistesse non solo un asino cacasoldi ma anche un bambino grande come un cece che, appunto per questo, si chiamava Bassoleddhu, piccolo cece.
    E’ inutile dire che chi raccontava una qualsiasi “contascia”, doveva imitare la voce di persone e di animali, doveva fare smorfie , contorcersi e gesticolare in strani modi, con movimenti, occhiate e occhiolini per rendere quanto più possibile il racconto verosimile.
    Chi non crede a questo fatto, non crede nemmeno alle bugie perché, forse, quando era piccolo come me, non l’hanno mai mandato a casa di vicini e parenti a chiedere due soldi di intrattenimento e dunque, non sa nemmeno cosa significhi, ci dice a conclusione Mariuccia Gattu Soddu.
    Pina Ghisu Continue reading
    18 min
  • Storia di Bassoleddhu (Sa contascia de Bassoleddhu). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua italiana.
    Questo è un racconto per bambini di altri tempi , che, per ingannare la fame, nelle lunghe giornate di maggio, o per passare l’ora, nelle corte giornate d’inverno, avevano bisogno di due soldi di intrattenimento per rimanere tranquilli e incantati al punto di credere veramente che esistesse non solo un asino cacasoldi ma anche un bambino grande come un cece che, appunto per questo, si chiamava Bassoleddhu, piccolo cece.
    E’ inutile dire che chi raccontava una qualsiasi “contascia”, doveva imitare la voce di persone e di animali, doveva fare smorfie , contorcersi e gesticolare in strani modi, con movimenti, occhiate e occhiolini per rendere quanto più possibile il racconto verosimile.
    Chi non crede a questo fatto, non crede nemmeno alle bugie perché, forse, quando era piccolo come me, non l’hanno mai mandato a casa di vicini e parenti a chiedere due soldi di intrattenimento e dunque, non sa nemmeno cosa significhi, ci dice a conclusione Mariuccia Gattu Soddu.
    Pina Ghisu Continue reading
    18 min
  • Sa contascia de Bassoleddhu. (Storia di Bassoleddhu). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda (Orune)
    Custu est unu contu po pizzinnor de atteros tempos, chi, po irvallagana, in dier longar de maju, o po collassora, in dies curzar de iberru, aian bissonzu de duos soddhor de istentu, po los acher istare chietos e incantados a su puntu de… credere abberu chi essistiat non solus unu poleddhu cacainare ma senna unu pizzinnu mannu cantu unu bassolu pithudu, chi, appuntu po cussu, si nariat Bassoleddhu!
    Inutile narrere chi, chie contabat cale si siat contascia, debiat istrocchere s’aeddhu de pessones e animaler de su contu e si debiat achere a drengheles, a ghenesces e a simìles, chin ghettos, amiadas e zinnos, a secunda de su bissonzu, po rennere, cantu prus possibile, tottu beritabile! [...] Continue reading
    27 min

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