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Il 29/3 Napoli ha augurato buon vento a “Bianca”, una delle barche della #GlobalSumudFlotilla che proverà a rompere l’assedio illegale a cui è sottoposta Gaza da decenni. Ma dovrà rompere anche “l’embargo mediatico” sul genocidio del popolo palestinese, che dopo la finta tregua e le nuove guerre di aggressione di USA e Israele è praticamente scomparso dai media che vanno per la maggiore.
Il genocidio non è stato fermato dalla "tregua armata", l'assedio illegale e decennale continua contestualmente alla brutale dittatura militare dell'etno-teocrazia israeliana, e continuano anche le mobilitazioni della società civile, non ancora sufficienti per esigere il rispetto del diritto internazionale e organizzare nuovi modi di farsi società.
I nostri governanti, burattini del complesso militare industriale, vorrebbero continuare a sterminare e ad espellere i palestinesi, a Gaza e in Cisgiordania. Annunciano piani edilizi mirabolanti per arricchirsi con la ricostruzione della Striscia mentre gli aiuti, gli operatori umanitari e i giornalisti non possono entrare, mentre lo sterminio continua, e mentre i carnefici continuano a sterminare e a muovere guerre d'aggressione... E ne paghiamo anche il prezzo economico, oltre a quello morale. Abbiamo dei debiti da pagare!
Per questo dobbiamo continuare a mobilitarci, a immaginare e sperimentare organizzazioni sociali diverse!
Nei video brevi che abbiamo pubblicato alcuni estratti dagli interventi fatti ieri al Molo Luise. Gli interventi completi si trovano nella registrazione della diretta pubblicata sul “sociale asociale” Instagram, e anche sul Fediverso, alternativa decentrata e autogestita ai social mainstream (nello specifico la trovate sul canale PeerTube di #Fanrivista).
#daiportiitaliani
Il 29/3 Napoli ha augurato buon vento a “Bianca”, una delle barche della #GlobalSumudFlotilla che proverà a rompere l’assedio illegale a cui è sottoposta Gaza da decenni. Ma dovrà rompere anche “l’embargo mediatico” sul genocidio del popolo palestinese, che dopo la finta tregua e le nuove guerre di aggressione di USA e Israele è praticamente scomparso dai media che vanno per la maggiore.
Il genocidio non è stato fermato dalla "tregua armata", l'assedio illegale e decennale continua contestualmente alla brutale dittatura militare dell'etno-teocrazia israeliana, e continuano anche le mobilitazioni della società civile, non ancora sufficienti per esigere il rispetto del diritto internazionale e organizzare nuovi modi di farsi società.
I nostri governanti, burattini del complesso militare industriale, vorrebbero continuare a sterminare e ad espellere i palestinesi, a Gaza e in Cisgiordania. Annunciano piani edilizi mirabolanti per arricchirsi con la ricostruzione della Striscia mentre gli aiuti, gli operatori umanitari e i giornalisti non possono entrare, mentre lo sterminio continua, e mentre i carnefici continuano a sterminare e a muovere guerre d'aggressione... E ne paghiamo anche il prezzo economico, oltre a quello morale. Abbiamo dei debiti da pagare!
Per questo dobbiamo continuare a mobilitarci, a immaginare e sperimentare organizzazioni sociali diverse!
Nei video brevi che abbiamo pubblicato alcuni estratti dagli interventi fatti ieri al Molo Luise. Gli interventi completi si trovano nella registrazione della diretta pubblicata sul “sociale asociale” Instagram, e anche sul Fediverso, alternativa decentrata e autogestita ai social mainstream (nello specifico la trovate sul canale PeerTube di #Fanrivista).
#daiportiitaliani
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