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Il portafoglio di Davide
https://www.trading212.com/pies/l7ac0OIgXFdkV2kY57qOswNsGriv
In questo video spieghiamo che cos’è davvero il Nasdaq, come funziona il Nasdaq-100 e quando ha senso usarlo in portafoglio senza farsi illusioni di “diversificazione” finta rispetto a indici già pieni di big tech. Il Nasdaq è il primo mercato azionario completamente elettronico, nato nel 1971 senza un floor fisico di contrattazione come quello del NYSE, e nel tempo è diventato la casa naturale dei titoli tecnologici e ad alta crescita, con requisiti di quotazione che includono minimi su prezzo, capitalizzazione e rispetto di soglie come il famoso limite di 1 dollaro sotto cui, se ci si resta troppo a lungo, scattano le procedure di delisting.
All’interno del Nasdaq esistono due indici chiave: il Nasdaq Composite, che include migliaia di titoli con una forte prevalenza di società tech, e il Nasdaq-100, che prende le 100 maggiori non finanziarie listate sull’exchange e finisce per essere ultra concentrato sulle grandi aziende tecnologiche e di crescita, con una quota enorme del peso totale in mano ai primi 10 nomi e una duration molto alta degli utili attesi, quindi fortissima sensibilità ai tassi reali e alle decisioni di politica monetaria. A questo si aggiunge una quasi totale assenza di settori difensivi come utilities, consumer staples ed energia tradizionale, il che rende l’indice potentissimo nei cicli di espansione ma più esposto a drawdown violenti nelle fasi di crisi o rialzo tassi, oltre al fatto che molte aziende usano in modo intensivo il debito.
Guardando il Nasdaq-100 di fianco all’S&P 500 (e quindi, a cascata, a molti indici world), si nota che gran parte delle società è la stessa e che la vera differenza non è tanto “cosa” stai comprando, ma “quanto” ti stai sbilanciando sui soliti grandi nomi tech, cioè quanta concentrazione e quanto tilt growth/quality ti stai assumendo in più rispetto a un indice già molto tecnologico. Per questo il Nasdaq non è da demonizzare, ma va inserito con consapevolezza: se il portafoglio include già un world o un ampio indice USA, aggiungere un ETF Nasdaq significa aumentare ancora l’esposizione alle stesse mega cap, mentre se stai partendo da zero può essere usato come mattoncino aggiuntivo per accentuare il tilt tecnologico, sapendo però di salire su un treno più volatile e meno difensivo.
#Nasdaq #Nasdaq100 #ETF #tecnologia #investireinborsa #InvestiConZaBar
0:00 Cos’è il NASDAQ
3:20 Come si entra nel NASDAQ
5:00 Cosa c’è dentro?
7:00 A cosa fare attenzione
10:00 Nasdaq e SP500
By ZaBarLink per ottenere un piccolo bonus (sia per voi che per noi).Non è un contenuto sponsorizzato
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Il portafoglio di Davide
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In questo video spieghiamo che cos’è davvero il Nasdaq, come funziona il Nasdaq-100 e quando ha senso usarlo in portafoglio senza farsi illusioni di “diversificazione” finta rispetto a indici già pieni di big tech. Il Nasdaq è il primo mercato azionario completamente elettronico, nato nel 1971 senza un floor fisico di contrattazione come quello del NYSE, e nel tempo è diventato la casa naturale dei titoli tecnologici e ad alta crescita, con requisiti di quotazione che includono minimi su prezzo, capitalizzazione e rispetto di soglie come il famoso limite di 1 dollaro sotto cui, se ci si resta troppo a lungo, scattano le procedure di delisting.
All’interno del Nasdaq esistono due indici chiave: il Nasdaq Composite, che include migliaia di titoli con una forte prevalenza di società tech, e il Nasdaq-100, che prende le 100 maggiori non finanziarie listate sull’exchange e finisce per essere ultra concentrato sulle grandi aziende tecnologiche e di crescita, con una quota enorme del peso totale in mano ai primi 10 nomi e una duration molto alta degli utili attesi, quindi fortissima sensibilità ai tassi reali e alle decisioni di politica monetaria. A questo si aggiunge una quasi totale assenza di settori difensivi come utilities, consumer staples ed energia tradizionale, il che rende l’indice potentissimo nei cicli di espansione ma più esposto a drawdown violenti nelle fasi di crisi o rialzo tassi, oltre al fatto che molte aziende usano in modo intensivo il debito.
Guardando il Nasdaq-100 di fianco all’S&P 500 (e quindi, a cascata, a molti indici world), si nota che gran parte delle società è la stessa e che la vera differenza non è tanto “cosa” stai comprando, ma “quanto” ti stai sbilanciando sui soliti grandi nomi tech, cioè quanta concentrazione e quanto tilt growth/quality ti stai assumendo in più rispetto a un indice già molto tecnologico. Per questo il Nasdaq non è da demonizzare, ma va inserito con consapevolezza: se il portafoglio include già un world o un ampio indice USA, aggiungere un ETF Nasdaq significa aumentare ancora l’esposizione alle stesse mega cap, mentre se stai partendo da zero può essere usato come mattoncino aggiuntivo per accentuare il tilt tecnologico, sapendo però di salire su un treno più volatile e meno difensivo.
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0:00 Cos’è il NASDAQ
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