Un’analisi storica che svela le radici violente della cavalleria medievale: come il sistema feudale somigliava a un’organizzazione criminale, e perché la Chiesa trasformò quella brutalità in un “ideale”. Attraverso le figure di Carlo Magno, Lancillotto e i monaci guerrieri, si vuol riflettere su lacuni punti fondamentali:
- Il meccanismo di protezione estorsiva nei feudi
- La rivoluzione ideologica della Chiesa dopo l’anno Mille
- Il paradosso del cavaliere “senza macchia”
- Perché rileggere oggi quelle storie in un’epoca di crisi politica.
Un confronto tra codici di potere medievali e dinamiche contemporanee