Subito dopo la gioiosa memoria della nascita di Gesù, la Chiesa colloca la memoria del primo martire cristiano. Per guastarci la festa? No. Per ricordarci che la fede non è una faccenda privata, che la venuta di Dio nel mondo è l'evento di salvezza che siamo inviati ad annunciare al mondo.
Il Vangelo della IV Domenica di Avvento ci parla della giustizia di Giuseppe. Che non è la giustizia secondo il mondo, ma secondo l'amore di Dio. E dove c'è amore, non c'è timore.
Davanti alla culla del presepe, che attende il Bambino, penso a un vecchio di Gerusalemme e al genio della lampada di Aladino. Accostamento bizzarro? Non troppo ...
E' ancora presto per parlare dei Magi? No. Anzi, la loro storia ci ispira nel tempo dell'Avvento. Che è il muoversi l'uno verso l'altro di due desideri ...
L'evento del Giubielo sta per andare in archivio. Ma ciò che ci ha ricordato, la necessità di coltivare sempre la Speranza, rimane vivo e vero. E la Speranza nell'eterno ci invita anche a lottare per le speranze di questo mondo.