PIAZZA ALDROVANDI Piazza Aldrovandi si trova nel cuore del quartiere Santo Stefano e si distingue per la sua forma lunga e stretta, che si sviluppa da nord a sud. Come le vicine via Petroni e via Guerrazzi, di cui rappresenta una sorta di cerniera, la piazza nacque dal riempimento dell’antico fossato che costeggiava la seconda cerchia di mura di Bologna, risalenti all’XI secolo e parzialmente distrutte da Federico Barbarossa nel XII secolo. Una volta interrato il fossato, la zona fu una delle prime ad essere lastricata con pietre, un privilegio all’epoca raro, tanto che il luogo prese il nome di “Seliciata dei Servi”, poi “Seliciata di Strada Maggiore”. Solo nel 1874 fu ribattezzata in onore di Ulisse Aldrovandi, illustre medico, naturalista e vero pioniere della scienza moderna, che nel Cinquecento fondò il celebre Orto Botanico di Bologna, uno dei più antichi d’Europa. All’estremità sud della piazza, dove si incrociano Strada Maggiore e via Guerrazzi, si apre un angolo affascinante di storia e architettura. Sulla sinistra si erge Palazzo Bianchetti, costruito originariamente nel XV secolo e rinnovato nel 1790 dall’architetto Angelo Venturoli. La facciata rivolta verso la piazza è impreziosita da un affresco di fine Cinquecento, che raffigura una Crocifissione con la Vergine Maria e i santi Giovanni, Paolo e Pietro: un’opera poco nota ma di grande valore spirituale e artistico. Sul lato opposto, si affaccia uno dei gioielli del barocco bolognese: Palazzo Davia Bargellini, progettato nel XVII secolo da Bartolomeo Provaglia. Il suo ingresso monumentale è fiancheggiato da due giganteschi telamoni – sculture colossali che sembrano sorreggere il portale – diventati un’icona per i bolognesi. Oggi l’edificio ospita il Museo civico d’arte industriale, con collezioni che raccontano la storia del design, dell’artigianato e dell’eleganza bolognese nei secoli. All’estremità nord, la piazza si apre su via San Vitale e via Petroni, proprio di fronte al pittoresco Torresotto di San Vitale e al raffinato Palazzetto Scagliarini Rossi. Il torresotto, che faceva parte delle mura medievali, risale alla fine del XII secolo. La graziosa torretta superiore, con altana e dodici finestre, è un’aggiunta quattrocentesca, mentre il passaggio fu modificato nel 1603 dalla famiglia Borzani, che ne aveva acquistato la proprietà. Il vicino Palazzo Scagliarini Rossi ha origini quattrocentesche e nel secolo successivo divenne un monastero benedettino femminile. Ma fu nel periodo napoleonico che l’edificio cambiò volto: l’architetto Giovanni Battista Martinetti, che lo scelse come propria residenza, lo trasformò con gusto e originalità, inserendovi anche un giardino all’inglese, rarità a Bologna. La sua colta e affascinante moglie, Cornelia Rossi Martinetti, rese celebre il palazzo come uno dei salotti più brillanti dell’Ottocento: tra i frequentatori si annoverano nomi del calibro di Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Antonio Canova, Lord Byron, Vincenzo Monti e persino Stendhal, tutti affascinati dalla sua intelligenza e bellezza. Nel 1877, Piazza Aldrovandi – già nota come punto di sosta per le carrozze a cavalli (i fiacres) – venne scelta come nuova sede del mercato delle erbe, che fino ad allora si svolgeva in Piazza Maggiore. Dai primi anni ’90 del Novecento, vennero installati chioschi fissi per la vendita di frutta, verdura e altri prodotti, che pur offrendo un servizio utile, hanno alterato in parte la percezione visiva e lo spazio armonico della piazza, creando una sorta di barriera tra i portici storici e l’area aperta.