Piazze di Bologna

Piazza Malpighi-Ita


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PIAZZA MALPIGHI Situata nel quartiere Porto-Saragozza, piazza Malpighi è intitolata al medico e anatomista seicentesco Marcello Malpighi. Rilevante snodo del traffico cittadino, vi convergono numerose vie centrali: Ugo Bassi, Marconi, San Felice, Pratello, Sant’Isaia, Nosadella, Barberia, Porta Nova e piazza San Francesco. La piazza si sviluppa lungo quello che un tempo costituiva il limite occidentale della città romana e, in seguito, della cerchia muraria dei torresotti del XII secolo, della quale è ancora visibile l’elegante Porta Nova. Prima del 1874 era conosciuta come Seliciata di San Francesco, denominazione che derivava sia dal riempimento del fossato delle mura nel 1290, sia dalla vicinanza con la Basilica di San Francesco. Il torresotto ospitò la dimora della celebre “strega enormissima” Gentile Budrioli: astrologa, curatrice ed erborista, divenne famosa per le sue capacità terapeutiche. Donna colta, affascinante e benestante, fu oggetto di invidia e sospetti, tanto da essere accusata di stregoneria e processata dal Tribunale dell’Inquisizione. Dopo atroci torture, confessò crimini mai commessi e fu condannata al rogo. Venne giustiziata nel 1498 in Piazza San Domenico, il suo corpo cosparso di pece e polvere da sparo per amplificare l’effetto spettacolare dell’esecuzione. All’estremità settentrionale della piazza si erge la colonna dell’Immacolata, progettata da Francesco Dotti. In cima si trova una statua in rame della Madonna, realizzata nel 1638 dal pittore Giovanni Tedeschi, forse su disegno di Guido Reni. Sulla piazza si affaccia anche l’ex convento di San Francesco, restaurato nel 1926, di cui si conservano diverse parti, e un chiostro del 1460. Il portico esterno, risalente al 1646, custodisce lunette seicentesche con episodi della vita di Sant’Antonio da Padova. Sul lato opposto si ammira l’abside della Basilica di San Francesco, accanto alla quale si trovano tre delle cinque arche dei glossatori, giuristi e professori dell’Università di Bologna del XIII secolo. Questi studiosi, tra i primi commentatori del diritto romano, usavano aggiunte marginali dette “glosse” per chiarire i testi giuridici. In virtù del loro prestigio, scelsero di essere sepolti in luoghi di grande visibilità urbana. Anche se il contesto originario è stato alterato da successive modifiche urbanistiche, le loro sepolture restano monumenti unici nel panorama italiano. Dopo il portico dell’ex convento, si incontra la tomba degli Accursii, seguita da quella di Odofredo Denari e, infine, da quella di Rolandino dei Passaggeri. Nel 1883, nei pressi dell’attuale fermata degli autobus, fu inaugurata la stazione di partenza della tramvia a vapore Bologna–Casalecchio–Vignola, popolarmente conosciuta come “vaporino”. Sullo stesso lato della piazza si trova un piccolo spazio verde con un maestoso platano, parte di un elegante palazzo senatorio che si affaccia su via Barberia. Questo edificio, probabilmente progettato da Alfonso Torreggiani, fu costruito a metà del Settecento dalla famiglia Dondini-Ghiselli sopra una struttura preesistente. Nel secolo successivo passò ai Rusconi, che nel 1825, con l’intervento dell’architetto Antonio Serra, trasformarono una seicentesca “cavallerizza” (maneggio pubblico per spettacoli ed esposizioni di animali esotici) in un raffinato giardino sopraelevato. Durante l’estate del 1943, la piazza fu gravemente colpita dai bombardamenti e subì consistenti restauri nel secondo dopoguerra.
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Piazze di BolognaBy ASPPI