PIAZZA MINGHETTI Piazza Minghetti è uno dei luoghi simbolo della trasformazione urbanistica di Bologna nel periodo postunitario. Situata nel cuore della città, adiacente a via Farini e a breve distanza da piazza Cavour e piazza Galvani, rappresenta un raffinato punto di connessione tra il centro storico medievale e l’architettura borghese dell’Ottocento e del primo Novecento. Dedicata a Marco Minghetti, esponente di spicco della Destra storica italiana, la piazza è circondata da eleganti edifici, tra cui il Palazzo della Cassa di Risparmio, il Palazzo delle Poste e l’imponente Palazzo delle Assicurazioni Generali, in stile neorinascimentale, che contribuisce a definire il tono sobrio e monumentale dell’ambiente. La piazza nacque nel contesto delle grandi ristrutturazioni urbane dell’Ottocento, quando Bologna, ormai parte del Regno d’Italia, avviò un processo di modernizzazione ispirato ai modelli europei: nuovi spazi pubblici, più ariosi e regolari, presero il posto di quartieri medievali fitti e degradati. In questo scenario, Piazza Minghetti rappresentò uno dei primi esempi di piazza moderna e borghese, emblema di una città che voleva affacciarsi con eleganza alla contemporaneità. Prima della sua creazione, l’area era occupata dalla Contrada delle Lame, un dedalo di vicoli umidi e malsani, considerato tra i più degradati della città. La demolizione dell’antico quartiere, sebbene simbolo di progresso, suscitò proteste da parte delle famiglie che vi abitavano da generazioni, preoccupate per la perdita dell’identità storica del centro. La nuova piazza fu costruita tra il 1893 e il 1896 su progetto di Ernesto Balbo Bertone di Sambuy, già autore dei Giardini Margherita. Il suo intervento si inserì nell’area oggi corrispondente a via de’ Toschi, dove sorgono le cosiddette Case Gotiche, prospicienti al voltone dei Caccianemici. Il progetto originale prevedeva uno spazio più ampio, ma la realizzazione fu ridotta rispetto alle intenzioni iniziali. Al centro della piazza si erge il monumento a Marco Minghetti, opera dello scultore Giulio Monteverde e inaugurata nel 1896. La statua in bronzo raffigura lo statista in un atteggiamento riflessivo e oratorio: con la mano sinistra tiene il cappello, mentre sembra rivolgersi a un pubblico immaginario, a sottolineare il suo carisma politico e le sue doti di oratore. Minghetti è ricordato soprattutto come Ministro delle Finanze, primo a realizzare il pareggio del bilancio dello Stato italiano. Non mancarono le ironie: i suoi detrattori affermarono che il gesto fosse simile a quello di un mendicante intento a raccogliere elemosine per sanare i conti pubblici. L’atmosfera della piazza è più intima e riservata rispetto ad altre zone del centro. Aiuole curate, alberi secolari e panchine offrono uno spazio di quiete, ideale per una pausa di lettura, un pranzo veloce o una semplice sosta all’ombra. Un grande platano, ancora oggi visibile in un angolo della piazza, è stato soprannominato dagli studenti “l’albero filosofo”: generazioni di universitari si sono fermati sotto la sua chioma a leggere, discutere e riflettere. Piazza Minghetti rappresenta una delle espressioni più eleganti e riuscite della Bologna ottocentesca, dove monumentalità e misura si incontrano in equilibrio. È un luogo in cui convivono memoria storica e vita quotidiana: studenti che leggono, impiegati in pausa pranzo, passanti che si godono la tranquillità e l’ombra. Negli anni ’50 e ’60, del secolo scorso, la piazza divenne punto di ritrovo dell’élite cittadina — avvocati, notai, professori e industriali si incontravano nei caffè vicini, sotto i portici. Per chi visita Bologna, una sosta in Piazza Minghetti è un’occasione da non perdere: un angolo di eleganza, storia e quotidianità, dove le vicende della politica, dell’arte e della vita civile si intrecciano in silenziosa armonia.