Piazze di Bologna

Piazza Verdi-Ita


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PIAZZA VERDI Dedicata al celebre compositore Giuseppe Verdi, la piazza si trova nel cuore del centro storico di Bologna, all’interno della vivace zona universitaria. Per lungo tempo non fu ufficialmente riconosciuta dall’odonomastica cittadina, venendo considerata un’estensione di via Zamboni. Solo nel 1951 le fu conferito il nome attuale in onore del grande musicista. La piazza nacque nel XV secolo come spiazzo antistante il sontuoso Palazzo Bentivoglio e inizialmente prese il nome proprio da questa influente famiglia nobiliare. Tuttavia, nei primi anni del Cinquecento, la residenza fu rasa al suolo dalla popolazione inferocita: si racconta che vennero abbattuti persino i bagni per cancellare ogni traccia del loro potere. Si narra anche che preziosi oggetti nascosti tra le macerie non furono mai ritrovati. Sulle rovine dell’antico palazzo sorse, nel 1750, il Teatro Comunale, progettato dall’architetto Antonio Galli Bibiena. La facciata, però, fu completata soltanto nel 1937, con l’aggiunta di un grande terrazzo destinato agli affacci dei gerarchi fascisti durante gli eventi pubblici. Attorno al teatro aleggia una certa aura di mistero: una leggenda locale parla del fantasma di un tenore, morto tragicamente durante le prove, che ancora oggi vagherebbe tra palco e camerini, sussurrando frasi e suonando singole note nel silenzio della notte. Sul lato sud-est della piazza si conservano, in parte, le antiche scuderie dei signori di Bologna: ambienti vastissimi, sorretti da colonnati, dove si custodivano cavalli, carrozze e armi. Sul lato sud-ovest si sviluppa un tratto delle mura della seconda cerchia cittadina, riportato alla luce nel 1906. Da lì si può ammirare l’abside della Basilica di San Giacomo Maggiore e l’ultimo tratto dell’elegante portico rinascimentale che conduce alla chiesa di Santa Cecilia. Nel Settecento, la piazza era nota come “Piazza di Santa Cecilia”. Una leggenda bolognese racconta che, dietro la chiesa, si trovasse un giardino nascosto in cui venivano allevati cigni bianchi, simbolo di purezza. Uno di questi fu rubato da un nobile francese per regalarlo all’amata, ma fu fermato al confine e l’animale riportato in città con una sorta di processione popolare. Da allora si dice che gli amori “rubati” in Piazza Verdi siano destinati a non durare. All’angolo tra la piazza e via Zamboni, al civico 25, si trova Palazzo Paleotti. Si presenta come un solido edificio medievale, privo di portico, oggi sede della biblioteca e del centro multimediale dell’Università. Costruito dalla famiglia Salaroli verso la fine del Quattrocento, conserva ancora oggi un bellissimo cortile con affreschi cinquecenteschi. Tra gli studenti circola una superstizione: chi entra nel cortile prima della laurea rischia di non laurearsi mai. Per questo motivo, molti lo evitano accuratamente! Nel corso del Novecento, Piazza Verdi è stata protagonista della vita culturale e politica cittadina. Negli anni del Sessantotto e durante il periodo degli “anni di piombo”, fu teatro di manifestazioni, assemblee e scontri politici. Si dice che dai balconi vicini risuonassero le voci delle radio libere, mentre la piazza veniva sorvegliata costantemente dalla polizia. Negli anni Ottanta e Novanta divenne un punto di ritrovo per musicisti e artisti di strada, che improvvisavano concerti all’aperto, attirando grandi folle: tra loro, alcuni sarebbero poi diventati nomi noti della musica italiana. Ancora oggi, soprattutto d’estate, Piazza Verdi continua a ospitare eventi culturali all’aperto, mantenendo viva la sua vocazione di spazio dinamico, simbolico e condiviso della vita universitaria bolognese.
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Piazze di BolognaBy ASPPI