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Il Cagliari 2026-27 riparte anche da Giacomo Murelli. L’esperto tecnico emiliano è stato confermato come allenatore in seconda di Fabio Pisacane, dando continuità a un rapporto professionale che nella scorsa stagione ha avuto un peso significativo nella costruzione dell’identità rossoblù e nel raggiungimento della salvezza.
La scelta non sorprende. Murelli è stato uno dei punti di equilibrio dello staff in un’annata complessa, attraversata da momenti di pressione, scelte coraggiose e una gestione non banale di giovani, senatori e risorse interne. Per Pisacane, alla prima vera esperienza sulla panchina di una prima squadra in Serie A, avere accanto un collaboratore con il bagaglio di Murelli ha rappresentato una protezione tecnica e umana.
Il nuovo staff rossoblù si sviluppa nel segno dell’evoluzione, con nuovi innesti e competenze aggiornate, ma la permanenza di Murelli è il segnale più chiaro: il Cagliari cambia alcune parti della macchina, senza rimuovere uno dei pezzi che ha tenuto stabile il motore.
Pisacane ha raccontato di aver cercato un secondo di esperienza e di essere arrivato a Murelli anche grazie al suggerimento di Cesare Natali. Il tecnico del Cagliari ha poi spiegato di aver giocato d’anticipo, consapevole che il profilo dell’ex vice di Pioli fosse molto ambito. Una scelta rapida, quasi da difensore che legge prima la traiettoria: anticipo, posizione, tempismo.
Non è un dettaglio secondario. Pisacane, nelle sue dichiarazioni, ha insistito più volte sul valore delle persone prima ancora dei ruoli. Per lui lo staff non è un semplice elenco di incarichi, ma una rete di fiducia. In questa rete, Murelli ha occupato da subito un nodo centrale.
Dopo la vittoria contro il Torino, che ha certificato la salvezza del Cagliari con una giornata d’anticipo, Pisacane ha voluto togliere il proprio nome dal centro del racconto. Ha parlato di un risultato condiviso tra squadra, staff, direttore sportivo e società, sottolineando il contributo di tutti.
In quel passaggio, il riferimento a Murelli è stato particolarmente significativo. Pisacane ha ricordato la responsabilità enorme ricevuta dal club e la necessità di circondarsi di figure capaci di aiutarlo nei momenti più delicati. Murelli è stato indicato come una delle scelte decisive, insieme a Luca Bucci, suggerito proprio dallo stesso vice allenatore.
La salvezza rossoblù, dunque, non è stata soltanto il frutto delle idee del primo allenatore. È maturata dentro un lavoro di gruppo, con Murelli chiamato a portare esperienza, lucidità e mestiere. Una bussola silenziosa, di quelle che non cercano la copertina ma aiutano a non perdere il nord quando il campionato diventa nebbia.
Il curriculum di Giacomo Murelli parla da solo. Nato a San Secondo Parmense, classe 1964, ha vissuto una lunga carriera da collaboratore tecnico, soprattutto al fianco di Stefano Pioli, attraversando piazze come Bologna, Lazio, Inter, Fiorentina e Milan. Con i rossoneri ha fatto parte dello staff campione d’Italia nella stagione 2021-22.
Questo percorso ha portato a Cagliari un patrimonio di metodo, abitudine alla pressione e gestione dello spogliatoio. Pisacane, invece, ha portato energia, appartenenza, conoscenza dell’ambiente rossoblù e coraggio nelle scelte. L’incastro tra i due ha funzionato proprio perché non fondato sull’imitazione, ma sull’essere complementari.
Murelli non ha dovuto oscurare Pisacane, né Pisacane ha avuto bisogno di fingere un’esperienza che stava ancora costruendo. Il primo ha messo sul tavolo anni di panchine pesanti; il secondo ha guidato il gruppo con intensità, identità e una connessione forte con la squadra.
La conferma di Murelli come secondo di Pisacane è quindi una scelta tecnica, ma anche politica nel senso più nobile del termine: indica una direzione. Il Cagliari vuole consolidare quanto costruito, proseguendo il lavoro sulla crescita quotidiana, sui giovani e sulla struttura dello staff.
La stagione 2026-27 porterà nuove difficoltà, nuovi avversari e nuove tensioni. Ma il club rossoblù riparte da una coppia che ha già attraversato il fuoco della prima stagione insieme. Pisacane continuerà a essere il volto della panchina; Murelli resterà la voce esperta, il consigliere che conosce il peso dei momenti e la grammatica delle partite sporche, da chiamare in causa a gara in corso con i celebri conciliaboli a bordo campo, diventati un classico della scorsa stagione.
The post Pisacane-Murelli, il sodalizio rossoblù continua appeared first on Calcio Casteddu.
By Il Cagliari 2026-27 riparte anche da Giacomo Murelli. L’esperto tecnico emiliano è stato confermato come allenatore in seconda di Fabio Pisacane, dando continuità a un rapporto professionale che nella scorsa stagione ha avuto un peso significativo nella costruzione dell’identità rossoblù e nel raggiungimento della salvezza.
La scelta non sorprende. Murelli è stato uno dei punti di equilibrio dello staff in un’annata complessa, attraversata da momenti di pressione, scelte coraggiose e una gestione non banale di giovani, senatori e risorse interne. Per Pisacane, alla prima vera esperienza sulla panchina di una prima squadra in Serie A, avere accanto un collaboratore con il bagaglio di Murelli ha rappresentato una protezione tecnica e umana.
Il nuovo staff rossoblù si sviluppa nel segno dell’evoluzione, con nuovi innesti e competenze aggiornate, ma la permanenza di Murelli è il segnale più chiaro: il Cagliari cambia alcune parti della macchina, senza rimuovere uno dei pezzi che ha tenuto stabile il motore.
Pisacane ha raccontato di aver cercato un secondo di esperienza e di essere arrivato a Murelli anche grazie al suggerimento di Cesare Natali. Il tecnico del Cagliari ha poi spiegato di aver giocato d’anticipo, consapevole che il profilo dell’ex vice di Pioli fosse molto ambito. Una scelta rapida, quasi da difensore che legge prima la traiettoria: anticipo, posizione, tempismo.
Non è un dettaglio secondario. Pisacane, nelle sue dichiarazioni, ha insistito più volte sul valore delle persone prima ancora dei ruoli. Per lui lo staff non è un semplice elenco di incarichi, ma una rete di fiducia. In questa rete, Murelli ha occupato da subito un nodo centrale.
Dopo la vittoria contro il Torino, che ha certificato la salvezza del Cagliari con una giornata d’anticipo, Pisacane ha voluto togliere il proprio nome dal centro del racconto. Ha parlato di un risultato condiviso tra squadra, staff, direttore sportivo e società, sottolineando il contributo di tutti.
In quel passaggio, il riferimento a Murelli è stato particolarmente significativo. Pisacane ha ricordato la responsabilità enorme ricevuta dal club e la necessità di circondarsi di figure capaci di aiutarlo nei momenti più delicati. Murelli è stato indicato come una delle scelte decisive, insieme a Luca Bucci, suggerito proprio dallo stesso vice allenatore.
La salvezza rossoblù, dunque, non è stata soltanto il frutto delle idee del primo allenatore. È maturata dentro un lavoro di gruppo, con Murelli chiamato a portare esperienza, lucidità e mestiere. Una bussola silenziosa, di quelle che non cercano la copertina ma aiutano a non perdere il nord quando il campionato diventa nebbia.
Il curriculum di Giacomo Murelli parla da solo. Nato a San Secondo Parmense, classe 1964, ha vissuto una lunga carriera da collaboratore tecnico, soprattutto al fianco di Stefano Pioli, attraversando piazze come Bologna, Lazio, Inter, Fiorentina e Milan. Con i rossoneri ha fatto parte dello staff campione d’Italia nella stagione 2021-22.
Questo percorso ha portato a Cagliari un patrimonio di metodo, abitudine alla pressione e gestione dello spogliatoio. Pisacane, invece, ha portato energia, appartenenza, conoscenza dell’ambiente rossoblù e coraggio nelle scelte. L’incastro tra i due ha funzionato proprio perché non fondato sull’imitazione, ma sull’essere complementari.
Murelli non ha dovuto oscurare Pisacane, né Pisacane ha avuto bisogno di fingere un’esperienza che stava ancora costruendo. Il primo ha messo sul tavolo anni di panchine pesanti; il secondo ha guidato il gruppo con intensità, identità e una connessione forte con la squadra.
La conferma di Murelli come secondo di Pisacane è quindi una scelta tecnica, ma anche politica nel senso più nobile del termine: indica una direzione. Il Cagliari vuole consolidare quanto costruito, proseguendo il lavoro sulla crescita quotidiana, sui giovani e sulla struttura dello staff.
La stagione 2026-27 porterà nuove difficoltà, nuovi avversari e nuove tensioni. Ma il club rossoblù riparte da una coppia che ha già attraversato il fuoco della prima stagione insieme. Pisacane continuerà a essere il volto della panchina; Murelli resterà la voce esperta, il consigliere che conosce il peso dei momenti e la grammatica delle partite sporche, da chiamare in causa a gara in corso con i celebri conciliaboli a bordo campo, diventati un classico della scorsa stagione.
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