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Ernesto Marciante ha imparato il valore del solfeggio nel modo più duro. Alla prima prova con l'orchestra di un'opera contemporanea, Superflumina di Salvatore Sciarrino, sbaglia quattro attacchi di fila e il direttore lo guarda: «Marciante, vada a casa a studiare». Quella notte non chiude occhio. Oggi insegna canto jazz al Conservatorio Toscanini di Ribera e sui social spiega a oltre mezzo milione di persone perché una canzone funziona.
Nella dodicesima puntata di Pizza e Dischi siamo partiti dalla critica che gli scrivono più spesso nei commenti: analizzare una canzone le toglie la magia? Per lui no. L'istinto va nutrito, e capire perché un brano funziona è un altro modo di goderselo. Da lì abbiamo parlato di Lucio Dalla e del mare che si sentiva nella sua musica, di autotune e voci imperfette, del solfeggio come una lingua da imparare e delle colonne sonore di Final Fantasy, Crash Bandicoot e Clair Obscur: Expedition 33.
C'è anche il lato meno raccontato della divulgazione: i video accelerati a 1.1x per stare nei tre minuti, la discussione nei commenti su Black Hole Sun dei Soundgarden diventata quasi un'amicizia, e il paragone con Jacob Collier, che lo onora e lo mette a disagio, raccontato dopo quattro giorni al suo campus in Toscana.
A chiudere, il gioco «una canzone per», con Almeno pensami e Anema e core nella versione di Lucio Dalla, e il rito della pizza e del disco preferito: marinara e Grace di Jeff Buckley. In regalo, grazie a Discoteca Laziale, riceve un disco di Hayley Williams dei Paramore, il disco preferito di uno degli ospiti precedenti.
🎙 PIZZA E DISCHI · Tutti i gusti della musica 🍕💿
Podcast editoriale indipendente italiano sull'industria musicale contemporanea. Conversazioni approfondite con professionisti, artisti e figure del settore con il nostro speaker Colewsky.
🎙 OSPITE
Ernesto Marciante
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#podcast #podcastitaliano #industriamusicale #musicaitaliana
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00:00 Intro
00:40 La famiglia e la musica tradizionale siciliana
02:22 Dal pianoforte al jazz: il percorso
04:32 Analizzare una canzone le toglie la magia?
07:29 Armonia negativa e scale giapponesi
10:28 Stonare, autotune e oggettività
12:38 Il problema della nomenclatura
14:11 Rispondere ai commenti: Black Hole Sun
16:39 I social e il limite dei tre minuti
19:34 Il gancio prima del contenuto
22:17 Si può spegnere l'analisi?
23:41 Le colonne sonore dei videogiochi
26:25 Lucio Dalla e il legame tra testo e musica
29:31 Da dove nasce la musica
32:18 La responsabilità del divulgatore (e il santino)
34:46 «Marciante, vada a casa a studiare»
39:31 Solfeggio: perché annoia e perché serve
41:12 Leggere la musica come una lingua
43:05 Come convincere gli studenti
46:24 Il Jacob Collier italiano
49:49 Una canzone per...
54:30 Pizza e disco preferiti
57:17 Il disco in regalo
La radio è stata data per spacciata mille volte, dalla TV a colori fino allo streaming. Eppure è ancora qui. Al podcast di Pizza e Dischi, Renzo Di Falco, conduttore radiofonico di RDS, racconta a Lorenzo Caratelli come funziona davvero la radio oggi e come è cambiato il mestiere dello speaker.
Renzo ripercorre la radio "liquida" di adesso, entrata in smartphone, app, assistenti vocali e sistemi in auto, e com'era prima: le dediche su cassetta, diventate oggi audio di WhatsApp mandati in onda. Ci racconta il suo primo annuncio in diretta, quello degli Aerosmith, nato per gioco grazie a Tiziano Ferro.
Si parla di come è cambiato il ruolo del conduttore, da annunciatore ad autore e content creator, della radio come azienda a tutti gli effetti (direzione editoriale e artistica, station manager, redazione, regia), della curiosità come motore del mestiere e del brivido della diretta, dove il silenzio non è ammesso e "the show must go on".
E ancora: la "lista nera" dei brani in onda, il passato da corista dei Sottotono, la direzione di Maurizio Costanzo, la radio all'alba alle 5 del mattino e le differenze tra radio, podcast e TV. In chiusura, il momento Pizza e Dischi e il regalo del disco con Discoteca Laziale.
Tutti i gusti della musica. 🍕💿
Capitoli
00:00 Intro
01:00 La radio data per spacciata
06:00 Il primo annuncio: Aerosmith e Tiziano Ferro
08:00 Il ruolo del conduttore
10:00 La base di tutto è la curiosità
13:20 La radio è un'azienda
14:50 Uscivano i singoli: cosa non è cambiato
19:00 L'attualità della radio
20:20 La radio di flusso e il silenzio
23:48 Il brivido della diretta
24:30 Michele Caruso e la "lista nera"
28:52 Il lancio: corista dei Sottotono
31:25 La direzione di Maurizio Costanzo
32:30 La skill: saper ascoltare
36:30 Orari radio vs TV e la radio all'alba
40:05 Podcast, radio e TV a confronto
46:23 Il tempo del podcast e Tiziano Ferro
49:00 Il momento Pizza e Dischi
51:40 Il regalo del disco con Discoteca Laziale
Federica Carta è una cantautrice romana. È entrata ad Amici a 17 anni, ha fatto disco di platino con il primo album ed è stata a Sanremo 2019 con Shade.
Al podcast di Pizza e Dischi racconta cosa succede davvero dopo un talent: quando finisce "la scuola" e ti ritrovi nel mondo reale.
Con Colewsky ripercorre un percorso di alti e bassi raccontati con onestà. L'inizio: cantava al karaoke di una pizzeria per farsi ascoltare mentre la gente mangiava. Poi Amici, dove non voleva andare perché non si sentiva pronta. Il disco di platino, ma anche la sensazione di passare da 0 a 100 in due giorni, a un'età in cui non sei pronto.
Da lì i momenti che l'hanno segnata: il primo inedito in cui ha dimenticato le parole, i provini a X-Factor mentre lavorava in un ristorante aspettando una risposta, e la svolta del 2020, con il video a New York per il singolo Bullshit e il rientro il giorno prima del lockdown. Il rapporto con Elisa come coach, il problema alla voce al serale e un consiglio che si porta dietro: prenderso cura della propria voce.
E ancora Sanremo con Shade, la sera dell'annuncio, le feste che non sono feste ma lavoro. Il ritorno a Roma, un periodo difficile, e la frase che tiene insieme tutta la puntata: vivere un successo e poi perderlo ti riporta coi piedi per terra. Infine la rinascita con le persone giuste, Fasma e il produttore Gigi.
Tutti i gusti della musica. 🍕💿
Capitoli
00:00 - Intro
02:30 - Cantavo al karaoke in pizzeria per farmi ascoltare
05:35 - Come è nata l'idea di andare ad Amici a 17 anni
09:20 - Prima di Amici nessun piano: le cover erano uno sfogo
11:15 - Entri nel programma e cambi mentalità: da 0 a 100 in due giorni
13:30 - Il disco di platino e il ritorno al mondo reale
15:00 - Il (non) rimpianto: ero troppo piccola, ma è questione di tempismo
17:30 - Non ero fan di Amici: 'non pensi che chi è in TV sia reale'
18:50 - Il primo inedito: ho dimenticato le parole
20:50 - X-Factor, il ristorante e l'attesa della risposta
23:10 - La svolta è il 2020: Universal, New York e il lockdown
28:00 - Non delegare: prendere in mano il proprio progetto
29:40 - Il manager 'paterno' e la verità che avrei voluto prima
32:00 - Elisa come coach e il problema alla voce al serale
35:20 - Il primo album e l'influenza di Elisa
40:00 - Il consiglio di Elisa: prenditi cura della tua voce
43:00 - Sanremo 2019 con Shade e la sera dell'annuncio
46:00 - L'emozione a Sanremo e lo sbaglio davanti ai giornalisti
47:30 - Le feste di Sanremo non sono feste, sono lavoro
48:45 - Ultimo, Mahmood e la periferia romana
50:00 - Perdere il successo e ritrovare la strada
53:00 - Top Music e l'importanza di fare tutte le esperienze
57:30 - I nuovi singoli: Fasma, Gigi e la comunità foggiana
61:50 - 'Mi sento centrata': lavorare con le persone giuste
64:00 - Pizza preferita e disco preferito
66:00 - Il regalo di Discoteca Laziale (Justin Timberlake)
Gabriele Rosciglione è un direttore della fotografia, videomaker e regista. Ha lavorato con Renato Zero, Arisa, ha firmato campagne per Swarovski e Golden Goose, ha girato con Lorenzo Coltella per Icy Subzero. Al podcast di Pizza e Dischi entra per raccontare cosa vuol dire fare il videomaker nel 2026, dentro un mestiere che sta cambiando velocemente.
Lorenzo Caratelli lo porta a mettere ordine sui ruoli che vengono spesso confusi (videomaker, operatore, regista, DOP) e a raccontare il percorso autodidatta partito a 15 anni con una Nikon D3100 regalata dalla madre, poi cresciuto tra i gruppi Facebook di videomaker e i primi lavori come assistente. Il primo maestro è Matteo Montagna, regista di videoclip musicali. Con lui la prima grande esperienza a 19 anni: un set Golden Goose a Massa Carrara.
Da lì la conversazione entra dentro i temi grossi del mestiere. Perché l'idea forte batte il budget (con l'esempio del video di Ghali a Sanremo, costruito su un trucco prostetico). Perché i video musicali hanno perso centralità: tre modi per ascoltare musica prima dello streaming, poi arriva Spotify e inizia la decadenza del videoclip. Come è entrata l'AI nel flusso di lavoro: un'esplosione con Higgsfield in cinque minuti e cinque crediti, invece di giornate di compositing.
La puntata attraversa gli aneddoti che segnano la carriera di Gabriele. Il video con Renato Zero e la controfigura di trent'anni più giovane. Il videoclip con Arisa a Craco, paese abbandonato della Basilicata, girato in un giorno dall'alba al tramonto. La roulette russa in mezzo al mare con Lorenzo Coltella per Icy Subzero. E il salto nel mondo pubblicitario, dove i budget crescono e le figure moltiplicano, con la campagna Swarovski girata in una villa di Los Angeles del regista di 007, affittata a 80.000 dollari al giorno.
🎙 OSPITE
Gabriele Rosciglione, direttore della fotografia e videomaker
💿 VINILE COLLAB
Cortesia di Discoteca Laziale. Catalogo: https://www.discotecalaziale.com/
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CAPITOLI
00:00 - Intro
03:00 - Il ruolo e la competenza base del videomaker
03:26 - Videomaker, operatore, regista, DOP: le differenze
05:35 - A 15 anni la prima Nikon D3100 regalata da mia madre
07:10 - I gruppi Facebook e Matteo Montagna come primo maestro
07:56 - Golden Goose a Massa Carrara: la prima grande esperienza a 19 anni
09:42 - Se l'idea è forte puoi farla anche senza budget (il video di Ghali)
11:22 - I video musicali li ho sempre girati senza permessi
13:57 - Icy Subzero: aneddoto gommoncino in mezzo al mare con Lorenzo Coltella
15:01 - Con Spotify è iniziata la decadenza del videoclip
16:48 - Prima in America si spendevano 500 mila dollari per un video
17:56 - Come è entrata l'AI: Higgsfield, VFX, e cosa resta al lato umano
21:59 - Il tempo per costruire un'idea (non viene mai considerato dal budget)
22:47 - Regista, DOP, montatore: le tre figure chiave (spesso in una persona)
23:58 - Renato Zero, la controfigura di 30 anni più giovane e le location cambiate in corsa
26:09 - Con Arisa a Craco, paese abbandonato in Basilicata, in un giorno
29:59 - Pubblicitario: budget più alti, ARRI da 100 mila euro, tante figure in più
31:15 - La scala decisionale di una campagna pubblicitaria
32:20 - Swarovski a Los Angeles: la villa del regista di 007 a 80 mila al giorno
35:22 - Pizza margherita con salsiccia
36:23 - Mac Miller e il rimpianto del concerto perso a Cannes nel 2017
37:03 - Il regalo di Discoteca Laziale (Thriller di Michael Jackson)
Matteo Alieno è un cantautore e autore romano e 'stare al mondo' è il titolo del suo nuovo album.
Al podcast di Pizza e Dischi entra per raccontare cosa vuol dire fare il cantautore oggi, dentro un'epoca in cui la parola stessa si è dilatata fino a comprendere quasi tutti. Per Matteo Alieno chiunque usa la creatività può definirsi artista. Il cantautore per eccellenza resta De Gregori, ma con lui De André, Guccini, Dalla, Battiato, Rino Gaetano: sono le fondamenta di una scuola che oggi è profondamente cambiata. Prima ogni scena aveva la sua identità sonora. Adesso il computer ha tutti i suoni al mondo dentro e proprio per questo diventa impossibile creare un'identità di scena.
Da lì entriamo in quello che secondo Matteo Alieno è il senso vero dell'arte: incastonare un sentimento nel tempo, chiuderlo in una bolla perché chi lo ascolta cinquant'anni dopo lo senta ancora. È il motivo per cui l'AI non ha senso nell'equazione della creatività: può replicare l'estetica, non la verità.Il fulcro della puntata è però il legame tra questo pensiero e il nuovo album stare al mondo. In apertura del disco c'è il brano 'il protagonista', che contiene la frase 'non sono il protagonista, voglio vivere un po' da turista, non pensare mai a me, cambiare punto di vista, accettare che le cose esistono senza di me'.
Matteo ci ha raccontato che quel pezzo nasce da un modo di guardare la realtà che è tutto suo: la voglia di stare seduto dal lato del pubblico invece che sul palco, di godersi la vita da fuori. Un sentimento che poi si estende a tutto il disco stare al mondo, che parla proprio di come ci si può stare al mondo quando non vuoi essere il protagonista di niente.
Attraversiamo anche l'esperienza X-Factor, non come biografia ma come pezzo del suo percorso. Matteo la racconta con onestà: non è stata un'esperienza bellissima, non si trova bene nel gareggiare, è un contesto in cui devi essere perfetto e lui non lo è. Poi bilancia: in quel contesto lavorano professionisti fortissimi, la sua chitarra è tornata un'altra chitarra, il palco lo ha imparato a vivere in modo diverso. Verso la fine c'è anche un aneddoto pazzesco su come Matteo Alieno ha aperto Gazzelle al Circo Massimo.
Ma quello vi lasciamo scoprirlo dall'episodio.
🎙 OSPITE
Matteo Alieno, cantautore
💿 VINILE COLLAB
Cortesia di Discoteca Laziale. Catalogo: [https://www.discotecalaziale.com]
CHAPTERS:
00:00 - Intro
03:05 - Se qualcuno usa la creatività è un artista
03:50 - Il primo cantautore che mi viene in mente è De Gregori
06:00 - L'indie in realtà non è mai esistito
06:36 - Il pubblico oggi è più attento ai numeri dei discografici
08:16 - Prima il pedale grunge, ora il computer ha tutti i suoni
10:40 - L'ultimo genere vero uscito è la trap
12:46 - Tutti sanno tutto ma abbiamo paura di esprimerci
13:50 - Il senso vero dell'arte è incastonare un sentimento
16:38 - L'AI non ha senso in questa equazione
19:16 - I migliori anni della nostra vita di Renato Zero era stata rifiutata da tutti
21:42 - A Battisti dicevano che era stonato, ma nel suo tono c'era verità
24:50 - Una canzone deve essere 100% testo e 100% musica (Gino Paoli)
25:22 - Il rap ha dato molta luce ai testi
29:06 - Non consiglierei mai al me adolescente di fare musica per i numeri
34:23 - C'è sempre qualcosa di nuovo da dire
37:28 - Non ho la pretesa di essere portavoce di una generazione
39:38 - Quando scrivo da solo, tengo per me. Con altri, entro nella loro testa
42:40 - Non sono il protagonista, voglio vivere un po' da turista
47:20 - X-Factor per me non è stata un'esperienza bellissima
49:58 - Ero stonato ed è giusto essere eliminato in quel contesto
52:23 - La chitarra portata a X-Factor è tornata diversa
55:04 - Ho aperto Gazzelle al Circo Massimo con due giorni di preavviso
58:15 - L'impianto spento sul palco e la simpatia di 50.000 persone
1:01:04 - Pizza e disco preferito
1:03:43 - Il regalo di Discoteca Laziale (Amy Winehouse Back to Black)
Falso Nueve è un A&R, e nella sua carriera ha firmato Madame quando aveva 16 anni e Sangiovanni prima che diventasse Sangiovanni.
Ha lavorato per molti anni in Sugar (dove era in trattativa per firmare Shiva nel 2018, prima che firmasse Sony), e tutt'ora lavora come A&R consultant nell'industria musicale italiana.Per la prima volta a Pizza e Dischi entra dentro lo studio chi i talenti li firma. Falso Nueve racconta cosa significa davvero fare l'A&R nel 2026: intercettare il potenziale di un artista prima che lo identifichino tutti gli altri, e spesso prima che ne sia cosciente l'artista stesso.
Con lui abbiamo attraversato vent'anni di scena: il momento in cui ha firmato Madame, la prima volta che ha visto Sangiovanni a un compleanno di Madame senza averlo mai sentito cantare, perché Amici era il contenitore perfetto per il suo personal branding, come ha preparato il provino con Gucci Bag, la regola di Rick Rubin per riconoscere una grande canzone, perché lo scouting oggi sta tornando dal vivo e in studio e perché la musica fast è una questione sociologica, non solo dell'industria.
Una puntata densa di intuizioni, aneddoti e nomi propri, raccontata da chi le scelte le ha fatte davvero. Per chi sta provando a entrare nell'industria, per chi ne fa già parte, e per chi vuole capire come funziona la macchina che porta un artista dal nulla al palco.
🎙 OSPITE
Falso Nueve, A&R
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Cortesia di Discoteca Laziale. Catalogo:[https://www.discotecalaziale.com]
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Daniele Giordano lavora in Discoteca Laziale da 20 anni. È entrato nel 2006, a 22 anni, e l'hanno messo al reparto jazz. Oggi è Head of e-commerce e digital operations di uno dei principali punti di riferimento italiani per la musica in fisico, e per i firmacopie degli artisti più importanti del Paese.
Per la prima volta nella storia di Pizza e Dischi, il partner brand diventa l'ospite. Con Daniele abbiamo attraversato vent'anni di mestiere: la storia romantica della famiglia che dal dopoguerra fonda l'attività partendo da un banchetto a Roma, il paradosso dello streaming che ha rilanciato il vinile invece di ucciderlo, il cambiamento antropologico dell'acquirente musicale (oggi compri per status, non solo per gusto), il ritorno del CD nel 2025 grazie al K-POP, i firmacopie da Lucio Dalla a Tha Supreme delle 3 di notte, le pizzette famose che richiedono tutti gli artisti e come è cambiato il rapporto del negozio con le case discografiche.Una puntata densa di storie vere dal dietro le quinte dell'industria musicale italiana, raccontate da chi quel dietro le quinte lo presidia da quando il rap italiano era ancora di nicchia.
🎙 OSPITE
Daniele Giordano, Head of e-commerce e digital operations di Discoteca Laziale
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Talento o ossessione: cosa serve davvero per fare il musicista nel 2026? In questa puntata di Pizza e Dischi ne parliamo con il Maestro Giovanni Sciabbarrasi, in arte Sciabba: pianista, coach vocale, compositore e direttore d'orchestra al Festival di Sanremo 2020.Il primo ospite del podcast con una formazione accademica completa: conservatorio, composizione, jazz, prassi esecutive. Sciabba racconta cosa significa costruire una vera carriera musicale in un'industria che spesso premia i fenomeni di passaggio: dal lavoro con oltre 150 cantanti tra Amici e progetti privati, arrangiamenti per lo Zecchino d'Oro, alla direzione dell'orchestra di Sanremo per Giordana Angi a 26 anni, alle dieci anni di storia d'amore con la musica brasiliana e l'incontro con Carlinhos Brown a Salvador.Una conversazione onesta e a tratti spiazzante in cui Sciabba ammette di non considerarsi 'un grande talento' e spiega perché ammira più l'ossessione e la costanza della pura natura, perché la formazione resta la differenza tra un fenomeno e una carriera, e cosa significa essere un musicista poliedrico in un'industria che vuole prodotti facili da inquadrare.
Durante la puntata parliamo di:
— Lo studio come metodo da applicare a tutto, non come accumulo di nozioni
— Cosa significa lavorare con oltre 150 cantanti come coach
— La differenza tra coaching e teaching musicale
— Talento o ossessione: la verità di chi è dentro il mestiere
— I suoi maestri eterni: Franco Battiato e Lucio Dalla
— Il Brasile, Carlinhos Brown e la ricchezza ritmica del Sud America
— Bad Bunny, C Tangana e Rosalía: pescare nelle proprie origini funziona
— La direzione dell'orchestra di Sanremo 2020 con Giordana Angi a 26 anni
— Suonare in diretta mondiale e la baldoria notturna del Festival— Il momento musicale più felice: ad Amici con Stash e Arisa su Lucio DallaUna puntata per chi lavora nel settore
— produttori, vocal coach, autori, manager
— e per chi vuole capire la differenza tra fare il musicista da professionista e farlo da fenomeno.
🎙 OSPITE Giovanni Sciabbarrasi (Sciabba) — Pianista, vocal coach, compositore, direttore d'orchestraInstagram: @giovanni.sciabbarrasi
🍕 PIZZA E DISCHI - Tutti i gusti della musica
Speaker: Lorenzo 'Colewsky' Caratelli
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Esiste ancora l'indie nel 2026? E se sì, cos'è diventato? In questa puntata di Pizza e Dischi ne parliamo con Scarda, cantautore romano e una delle voci più rappresentative della scena indie italiana degli ultimi dieci anni.Con lui abbiamo ripercorso un'epoca intera: dalla Roma del 2016 e dalle serate al Solito Dandy e a Spaghetti, dove tutti i nomi che oggi riempiono i palazzetti suonavano insieme a venti euro a serata, fino al momento in cui Calcutta sfondò il muro che separava l'underground dalle radio nazionali, aprendo la strada a una generazione intera.Una conversazione onesta e a tratti scomoda, in cui Scarda ammette apertamente di essersi 'snaturato' nel tentativo di fare il salto al mainstream, e racconta cosa sta tornando oggi: una nuova ondata di libertà artistica, un ritorno al sound rozzo e sporco, una scena che si sta rimettendo in moto dopo dieci anni di omologazione.
Buona visione!
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00:38 Esiste ancora l'indie nel 2026?
02:17 Si può smettere di essere indie (Calcutta vs Pinguini Tattici Nucleari)
03:57 Quali artisti definiscono l’indie nel 2026
04:33 Libertà artistica e ritorno underground (line up MI AMI)
07:12 L'effetto nostalgia accelerato e il Covid come spartiacque
09:21 Roma 2016, Solito Dandy, Spaghetti e le domeniche sera
12:22 La community prima di Spaghetti Unplugged
14:55 Indie e live: la partita si gioca online
17:18 Le etichette indie storiche: Bomba, 42 Records, Maciste, Picicca
19:39 Calcutta sfonda il muro tra underground e mainstream / Radio Deejay
22:51 Dalla coerenza intellettuale al supporto incondizionato
24:23 Chi si snatura e chi no quando passa al mainstream (Pinguini Tattici Nucleari)
26:37 “Io mi sono snaturato” — la confessione personale
35:22 Mobrici, numeri Spotify e vivere di musica
39:37 Smetto Quando Voglio: come è nata la canzone e il David di Donatello
41:35 Aneddoto al Quirinale (Sophia Loren, Franco Ricciardi)
47:29 Game indie
49:34 Pizza e disco preferito (De André)
51:50 Regalo del disco (Imagine Dragons — Discoteca Laziale)
L'RnB in Italia esiste davvero? E se sì, chi lo fa veramente? In questa puntata di Pizza e Dischi ne parliamo con Martina May, cantautrice e autrice romana, una delle voci più riconosciute del genere in Italia.
Cresciuta ascoltando James Brown, Aretha Franklin, Otis Redding e tutta la grande musica afroamericana, Martina ha attraversato vent'anni di scena urban, dalle jam di Roma con la generazione del Danno fino alla scrittura per artisti come Anna Tatangelo e Geolier, di cui ha co-scritto 'Guapo'.
Con lei abbiamo ripercorso la storia dell'RnB italiano e americano, dalla generazione MTV/BET/Match Music di Beyoncé, TLC e Usher, fino alla scena di oggi e al modo (spesso superficiale) in cui il termine 'RnB' viene usato dalle testate musicali per artisti che con il genere hanno poco a che fare.
Durante la puntata parliamo di:
- Cos'è davvero l'RnB e cosa lo distingue dal pop e dalla trap
- Perché in Italia il genere fatica a trovare spazio nelle radio mainstream
- Giorgia e la nostra ricerca di una 'Whitney Houston italiana'
- I rapper napoletani e perché il napoletano funziona meglio dell'italiano sulle ritmiche
- L'aneddoto su Anna Tatangelo e come è nata la collaborazione tramite Mixer T
- Il dietro le quinte di 'Guapo' di Geolier
- La decisione di dire no ai talent show
Una conversazione che parte dalle radici afroamericane del genere e arriva dentro la scena urban italiana di oggi.
Pizza e Dischi - Tutti i gusti della musica 🍕💿
Conduce: Lorenzo 'Colewsky' Caratelli
Ospite: Martina May
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