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Da circa un mese l’argomento che tiene banco è il ritorno degli NFT su Bitcoin.
Attenzione però: non provate a chiamarli davvero NFT, ora il loro nome è artefatti digitali oppure, più brevemente, inscriptions.
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dall’esplosione degli NFT su altre blockchain, in particolare Ethereum. Una delle critiche principali rivolte verso tali sperimentazioni era di natura puramente logica: “Se salvi un dato su una blockchain centralizzata, che non sappiamo se esisterà ancora tra qualche anno, qual è davvero il valore di quel dato?”
Ora gli NFT sono su Bitcoin, il protocollo informatico più distribuito e antifragile che l’uomo abbia mai conosciuto. Problema risolto? Niente affatto, tra i bitcoiner sono iniziati a volare i coltelli.
Ma andiamo con ordine: come è nato il dibattito e che particolarità hanno questi artefatti digitali?
Da circa un mese l’argomento che tiene banco è il ritorno degli NFT su Bitcoin.
Attenzione però: non provate a chiamarli davvero NFT, ora il loro nome è artefatti digitali oppure, più brevemente, inscriptions.
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dall’esplosione degli NFT su altre blockchain, in particolare Ethereum. Una delle critiche principali rivolte verso tali sperimentazioni era di natura puramente logica: “Se salvi un dato su una blockchain centralizzata, che non sappiamo se esisterà ancora tra qualche anno, qual è davvero il valore di quel dato?”
Ora gli NFT sono su Bitcoin, il protocollo informatico più distribuito e antifragile che l’uomo abbia mai conosciuto. Problema risolto? Niente affatto, tra i bitcoiner sono iniziati a volare i coltelli.
Ma andiamo con ordine: come è nato il dibattito e che particolarità hanno questi artefatti digitali?