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Luca Venturini, oltre a essere un imprenditore, è uno dei primi noti early-adopter della scena italiana. Vive esclusivamente in bitcoin, senza toccare euro o dollari, dal 2013 e uno dei fattori che lo ha più avvicinato alla tecnologia scoperta da Satoshi Nakamoto è la sua componente libertaria.
Ho voluto parlare con lui per affrontare l’aspetto politico implicato dai valori di Bitcoin. L’idea di un protocollo che funzioni senza chiedere permesso, senza l’approvazione dell’autorità, è ciò che sta alla base di uno dei detti più diffusi nel settore: rules without rulers, regole senza regolatori. Il poter proteggere i propri risparmi autonomamente, senza l’obbligo di correre rischi di controparte, è un aspetto intriso del concetto di libertà individuale (e dunque anche di responsabilità individuale).
Due temi, tra tanti, che hanno fatto avvicinare molto il mondo libertario a Bitcoin. Fino ad arrivare a quel pensiero anarco-capitalista - il cui principale esponente è Murray Rothbard - che vede la possibilità di una società florida senza l’autorità statale ma guidata unicamente dagli incentivi del libero mercato.
Dopo aver lavorato con dei venture capital in Silicon Valley, Luca Venturini si è trasferito alle Bahamas. Uno dei vari motivi che lo ha portato ad andarsene è legato a quella mentalità libertaria americana che Venturini definisce “un po’ a metà”.
"Una cosa che si ripete di continuo in California è: 'It’s the law'. Nessuno pensa che la legge vada interpretata, se sia giusto seguirla o non seguirla. Un italiano o un tedesco che ti dice 'It’s the law' è un pazzo. Probabilmente perché gli americani non hanno certi retroscena storici e quindi possono permettersi di sostenere che la legge vada sempre seguita".
Luca Venturini, oltre a essere un imprenditore, è uno dei primi noti early-adopter della scena italiana. Vive esclusivamente in bitcoin, senza toccare euro o dollari, dal 2013 e uno dei fattori che lo ha più avvicinato alla tecnologia scoperta da Satoshi Nakamoto è la sua componente libertaria.
Ho voluto parlare con lui per affrontare l’aspetto politico implicato dai valori di Bitcoin. L’idea di un protocollo che funzioni senza chiedere permesso, senza l’approvazione dell’autorità, è ciò che sta alla base di uno dei detti più diffusi nel settore: rules without rulers, regole senza regolatori. Il poter proteggere i propri risparmi autonomamente, senza l’obbligo di correre rischi di controparte, è un aspetto intriso del concetto di libertà individuale (e dunque anche di responsabilità individuale).
Due temi, tra tanti, che hanno fatto avvicinare molto il mondo libertario a Bitcoin. Fino ad arrivare a quel pensiero anarco-capitalista - il cui principale esponente è Murray Rothbard - che vede la possibilità di una società florida senza l’autorità statale ma guidata unicamente dagli incentivi del libero mercato.
Dopo aver lavorato con dei venture capital in Silicon Valley, Luca Venturini si è trasferito alle Bahamas. Uno dei vari motivi che lo ha portato ad andarsene è legato a quella mentalità libertaria americana che Venturini definisce “un po’ a metà”.
"Una cosa che si ripete di continuo in California è: 'It’s the law'. Nessuno pensa che la legge vada interpretata, se sia giusto seguirla o non seguirla. Un italiano o un tedesco che ti dice 'It’s the law' è un pazzo. Probabilmente perché gli americani non hanno certi retroscena storici e quindi possono permettersi di sostenere che la legge vada sempre seguita".