Il 30 marzo 2026 ho intervistato il Prof Luciano Osbat:
Intervista sul Ce.Di.Do. (Centro Diocesano di Documentazione) al direttore Luciano Osbat
Domanda: Grazie per avermi concesso questo spazio. Innanzitutto, come si pronuncia correttamente: "Cédido" o "Cedidò"?
Risposta: È indifferente. "Ce.Di.Do." sta per Centro Diocesano di Documentazione: le prime tre parole formano l'abbreviazione. È un centro di concentrazione dove sono stati unificati tutti gli archivi delle antiche diocesi a partire dal 2004.
Domanda: Perché si è sentita l'esigenza di riunire tutti questi archivi proprio dal 2004?
Risposta: Era accaduto che nel 1986 le diocesi indipendenti di Montefiascone, Bagnoregio, Acquapendente, Viterbo e Tuscania si erano riunite per una disposizione della Conferenza Episcopale. A quel punto funzionava un'unica curia diocesana, cioè un unico ufficio per tutte le cinque diocesi. Gli uffici delle antiche diocesi sono stati progressivamente chiusi e tutta la documentazione veniva gestita a Viterbo. Rimanendo chiusi gli uffici, restavano chiusi anche gli archivi e i seminari diocesani (con le relative biblioteche). Dal 2004, la Diocesi di Viterbo ha deciso di trasferire qui gli archivi perché altrimenti rischiavano di rimanere abbandonati.
Domanda: Al momento il Ce.Di.Do. è più un centro di conservazione o di ricerca?
Risposta: Entrambe le cose. Il primo obiettivo era salvare gli archivi e portarli qui, ma una volta trasferiti abbiamo proceduto a un nuovo ordinamento e a una nuova inventariazione. Questo ha permesso agli studiosi di avviare ricerche inedite; anche noi abbiamo iniziato a farne. È diventato contemporaneamente un centro di raccolta, conservazione e ricerca.
Domanda: A proposito di fondi, quali sono i nuclei documentari più importanti dal punto di vista storico?
Risposta: Occorre distinguere quelli più utilizzati dai ricercatori: sono soprattutto il fondo delle Visite Pastorali e quello dei Registri Sacramentali (battesimi, matrimoni, morti) provenienti dalle parrocchie.
Le Visite Pastorali sono fondamentali per la storia dell'arte, dell'architettura e religiosa, poiché descrivono la situazione di tutte le chiese, le opere d'arte e la vita parrocchiale. I Registri Sacramentali sono invece il fulcro delle ricerche sulla storia della famiglia e delle ricostruzioni genealogiche.
Domanda: Questi fondi sono stati digitalizzati?
Risposta: Non ancora tutti. Molti registri parrocchiali sono stati trasferiti qui per le ricerche genealogiche, ma la digitalizzazione integrale è un processo lungo.
Domanda: Quali metodi utilizzate per organizzare questi fondi?
Risposta: Seguiamo indicazioni molto precise della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Quando una diocesi organizza il suo archivio, deve applicare parametri di inventariazione e strumenti informatici indicati dall'Ufficio Beni Culturali della CEI. Applichiamo il programma proposto per tutte le diocesi italiane.
Domanda: Questi documenti si trovano in rete?
Risposta: Sì, gli archivi già inventariati risultano nel sito web nazionale che raggruppa libri catalogati, opere d'arte censite e documenti inventariati.
Domanda: Esistono fondi chiusi o in fase di riordinamento?
Risposta: Diversi. Privilegiamo l'ordinamento dei fondi più richiesti. Altri, consultati raramente, procedono più piano: ad esempio il fondo degli Instrumenta (contratti economici), gli Acta Ecclesiastica, o i registri delle messe. Abbiamo anche un fondo antico di pergamene che è stato catalogato solo in piccola parte.
Domanda: Quali mezzi di ricerca offrite agli studiosi?
Risposta: In rete si trovano gli inventari dei fondi già ordinati. Chi viene qui ha a disposizione inventari cartacei più dettagliati per orientarsi nella richiesta dei documenti.
Domanda: Utilizzate standard internazionali?
Risposta: In parte. Gli standard proposti dalla CEI per biblioteche e archivi sono condivisi a livello nazionale ma compatibili con i livelli internazionali. Siamo in collegamento con progetti di ricerca esteri, anche se non siamo ancora intervenuti direttamente su tutti.
Domanda: Essendo questa una sede storica (il Palazzo dei Papi), quali protocolli adottate per la conservazione fisica dei documenti fragili come le pergamene?
Risposta: Fin dai primi anni abbiamo fatto eseguire indagini da istituti specializzati per monitorare umidità e temperatura. Abbiamo riscontrato parametri adeguati: la temperatura è costante perché il riscaldamento è presente solo nelle aree di lavoro e studio. Nelle sale di conservazione non ci sono sbalzi termici significativi. Monitoriamo periodicamente, anche se in un palazzo di pietra così massiccio le condizioni cambiano difficilmente. Abbiamo ovviamente impianti antincendio a norma.
Domanda: Avete laboratori interni di restauro o collaborazioni esterne?
Risposta: I restauri vengono finanziati dall'Ufficio Beni Culturali della CEI. È necessaria l'autorizzazione della Soprintendenza Archivistica, che indica laboratori specifici a cui dobbiamo rivolgerci per preventivi e interventi.
Domanda: Quanto tempo impiega un processo di restauro?
Risposta: Normalmente attiviamo la procedura all'inizio dell'estate (quando arrivano i finanziamenti), i lavori iniziano in autunno e in primavera la campagna di restauro è conclusa. In media dai 6 agli 8 mesi.
Domanda: Quali sono le difficoltà maggiori per la digitalizzazione?
Risposta: Digitalizziamo in funzione della conservazione per evitare l'usura dei documenti più consultati (Visite Pastorali e Registri Sacramentali). Il problema, oltre al costo delle apparecchiature, è il personale. Abbiamo un volontario, un ex docente di informatica in pensione, che si dedica con passione a questo compito.
Domanda: Se volessi consultare un fondo poco noto, cosa mi consiglierebbe?
Risposta: In passato, studiosi come Giuseppe Signorelli hanno consultato molto materiale tra fine '800 e inizio '900 per scrivere la storia della Chiesa di Viterbo. Oltre a quello, bisogna rifarsi agli appunti manoscritti dei vecchi bibliotecari e archivisti che hanno lavorato qui: sono loro le vere guide dentro i fondi documentari.
Intervistatore: Bene, Professore, la ringrazio tantissimo perché mi ha dato tanti spunti di studio veramente interessanti. Grazie mille.