Politica – Radio Onda d`Urto

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Politica – Radio Onda d`Urto episodes

  • MONIGA DEL GARDA (BS): “L’INDIFFERENZA È IL PESO MORTO DELLA STORIA”, INCONTRO SUL PERCHÉ DELLE GUERRE

    “Perché le guerre?” è il titolo dell’iniziativa organizzata da un gruppo di volontari e volontarie di Moniga del Garda, che si svolgerà giovedì 29 maggio alle ore 20.45 presso la Sala Consiliare Alberto Valerio del Municipio della cittadina gardesana, sito in piazza San Martino. Si parlerà dalle guerre di Gaza e Ucraina, senza dimenticare gli oltre 56 conflitti nel mondo, quali Sudan, Yemen, Etiopia, che mietono centinaia di migliaia di vittime ogni anno.

    Una serata di studio e approfondimento durante la quale si cercherà di capire, dal punto di vista scientifico, il perché la guerra continua ad essere il braccio della politica. Un’occasione per riflettere a partire da un famoso estratto di Antonio Gramsci: “l’indifferenza è il peso morto della storia”.

    Interverranno Antonio Barberini del Centro Filippo Buonarroti, Vito Mosca, vicepresidente dell’ANPI di Desenzano e rappresentante dell’ANPI Basso Garda e di Alessandro Scattolo del Laboratorio Politico Antonio Gramsci. Fra i reading dei poeti di Moniga si segnala l’intervento del poeta operaio Flavio Trevisani.

    Il moderatore dell’incontro sarà Alessandro Gatta, giornalista del BresciaOggi e di Brescia Today, nuovamente ai nostri microfoni per presentare l’iniziativa. Ascolta o scarica

    0 min
  • STATI UNITI: A 5 ANNI DALL’OMICIDIO FLOYD, “LA POLIZIA HA INTERIORIZZATO LO SPIRITO DEL SUPREMATISMO BIANCO”

    A Minneapolis, nel Minnesota, cinque anni fa si verificò l’omicidio razzista e di Stato di George Floyd, soffocato dal ginocchio di un poliziotto. Domenica 25 maggio la morte del 46enne afroamericano è stata commemorata in piazza George Floyd, tra opere d’arte di protesta, rose gialle e un murales con la scritta “Hai cambiato il mondo, George”.

    L’omicida, il poliziotto bianco Derek Chauvin, condannato nel 2022 a 21 anni di reclusione, potrebbe vedersi concedere la grazia se il Presidente Donald Trump cedesse alle pressioni degli alleati più razzisti.

    Inoltre i dati raccolti tra il 2017 e il 2024, mostrano un aumento degli omicidi razziali nei confronti delle minoranze statunitensi nere e ispaniche. In calo invece i numeri delle persone bianche uccise dalla polizia.

    Questo attesterebbe una perdita di slancio del movimento Black Lives Matter a favore del trumpismo e del suprematismo bianco, cui esponenti stanno facendo cancellare tutte le riforme fatte per cercare di arginare il razzismo. Il Presidente Trump sta anche demolendo le politiche in favore di diversità, equità ed inclusione.

    Nonostante la eco globale delle proteste del movimento Black Lives Matter, il suprematismo bianco è oggi in continua ascesa, facendo arretrare sulle recenti conquiste dei movimenti antirazzisti. Anche le donazioni verso Fondazione Black Lives Matter sono in continuo calo: dai 79,6 milioni di dollari raccolti nel 2021, si è passati l’anno seguente a soli 8,5 milioni.

    Nel frattempo negli Stati Uniti stanno arrivando i primi cosiddetti rifugiati dal Sudafrica che fuggirebbero dal “razzismo contro i bianchi”. I discendenti dei coloni europei, gli Afrikaner, che imposero la segregazione razziale fino al 1991, possono ottenere l’asilo negli Stati Uniti: lo stesso diritto viene però negato alle persone che scappano da povertà, guerre e persecuzioni, come ad esempio i rifugiati Sudanesi e Congolesi, a cui l’amministrazione Trump ha bloccato le procedure per richiedere l’asilo.

    Ai nostri microfoni l’analisi dello scrittore Salvatore Palidda, già docente in sociologia presso l’Università di Genova. Ascolta o scarica

    18 min
  • “POLIZIA E MIGRANTI IN CITTÀ. NEGOZIARE IL CONFINE NEI CONTESTI LOCALI”: INTERVISTA CON GIULIA FABINI, AUTRICE DEL LIBRO

     

    Domenica 25 maggio, alle 18.00, appuntamento con il Collettivo Rotte Balcaniche a Schio, provincia di Vicenza, nel nuovo spazio di via Manin 26 per un incontro con il Comitato “Verità e Giustizia per Moussa Diarra” e con Giulia Fabini, ricercatrice in sociologia del diritto e della devianza presso l’Università di Bologna ed autrice del libro “Polizia e migranti in città. Negoziare il confine nei contesti locali”.

    Il binomio immigrazione-sicurezza è la chiave di lettura attraverso cui viene raccontata e governata la migrazione in Italia. Il controllo dell’immigrazione è, infatti, sistematicamente demandato alla polizia: dalle frontiere esterne fino alle stazioni ferroviarie, la polizia sorveglia, filtra, punisce, deporta. Proprio in una stazione ferroviaria, a Verona, il 20 ottobre 2024 Moussa Diarra veniva ucciso dalla polfer con tre colpi di pistola. Ma questa vicenda non inizia né finisce con quei tre colpi: è la storia di un ragazzo che ha trascorso gli ultimi otto anni di vita tra burocrazie impietose, documenti che scadono prima ancora di essere rilasciati, precarietà abitativa, mancanza di accesso alle cure. È una storia che ora continua nella lotta per la verità e la giustizia, ma è anche una storia come tante, che ci parla di una società razzista e securitaria dove ormai manca l’aria.

    L’intervista a Giulia Fabini, ricercatrice in sociologia del diritto e della devianza presso l’Università di Bologna ed autrice del libro “Polizia e migranti in città. Negoziare il confine nei contesti locali”. Ascolta o scarica

    25 min
  • A VENEZIA ARRIVANO MELONI E PIANTEDOSI, LA RETE NO DL SICUREZZA DARÀ LORO IL “BENVENUTO” IN CITTÀ

    Nel quadro del festival delle Regioni e delle Province autonome in corso a Venezia, arriveranno domani in laguna la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per l’occasione il nodo veneziano della rete “A Pieno Regime No DL Sicurezza” ha lanciato una mobilitazione pubblica, “Meloni e Piantedosi: Welcome to Venice”.

    L’iniziativa si inserisce in un più ampio ciclo di proteste nazionali contro il Decreto Sicurezza, la cui approvazione finale è attesa in Parlamento nei prossimi giorni. La rete promotrice denuncia l’impianto autoritario e repressivo del provvedimento e contesta la legittimità della presenza a Venezia dei due esponenti del governo, accusati di rappresentare una politica fondata su controllo sociale, negazione dei diritti e militarizzazione dei territori.

    L’appuntamento per la contestazione veneziana è fissato per martedì 20 maggio, alle 10:30 in Campo Sant’Angelo, come tappa di avvicinamento alle giornate di mobilitazione nazionale del 26 e 31 maggio a Roma.

    Ai nostri microfoni Federica del Laboratorio occupato Morion, ci racconta i temi della mobilitazione, che vuole portare “le voci del territorio veneziano” all’interno del quale, come in tutto il resto del paese, il DL sicurezza “avrà delle conseguenze fortissime”. Venezia infatti “è una città in cui le battaglie per l’ambiente hanno fatto si che non ci fossero più le grandi navi in Laguna, una città in cui il tema della casa si fa sempre più forte e le occupazioni sono ormai l’unico modo per le persone per poter continuare a vivere qui”.

    A proposito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in corso nel capoluogo Veneto, Federica ha sottolineato come lo stesso governo che elogia “il Made in Italy, i territori, la sostenibilità, dall’altro lato sta tagliando sul welfare, sui fondi alle regioni, alle provincie, ai servizi, alle scuole, i finanziamenti per la salvaguardia dei territori dal cambiamento climatico, quando invece preferisce spostare tantissimi soldi sul riarmo e per la guerra”.

    L’intervista con Federica, del Laboratorio occupato Morion. Ascolta o scarica

    8 min
  • 17 MAGGIO GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOLESBOBITRANSFOBIA: INIZIATIVE ANCHE A BRESCIA

    Si celebra dal 2004 ogni 17 maggio, la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. In questa data, nel 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva derubricato definitivamente l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Inoltre da sette anni la disforia di genere, o incongruenza di genere legata all’identità transgender, non è più considerata anch’essa un disturbo mentale.

    “Dopo trentacinque anni restano tuttavia discriminazioni e violenze, anche istituzionali, che la comunità LGBTQIA+ continua a vivere ancora oggi” come ha ricordato ai nostri microfoni Greta Tosoni, presidente di Brescia Pride. Queste giornate internazionali, sottolinea Tosoni, “vanno utilizzate per fare ancora più rumore, per farci sentire: essere in piazza tutte e unite per promuovere una cultura che rispetti tutte le unicità, tutte le identità, che promuova l’autodeterminazione e la libertà, quindi la possibilità per ogni persona di poter scegliere per sé”.

    Numerosissime le iniziative in tutta Italia organizzate dalla comunità LGBTQIA+, anche a Brescia. Indetto da Brescia Pride un presidio dalle ore 15 alle ore 17 in piazza Vittoria. Segue una conferenza intitolata “Per una comunità che accoglie. Educazione, relazioni e responsabilità” presso il MO.CA di via Moretto 78 – ore 17. Sucessivamente partirà in largo Formentone il Rainbow Tour: il ritrovo è alle ore 19.30.

    Ci ricorda l’importanza della giornata, le rivendicazioni e gli appuntamenti a Brescia, Greta Tosoni presidente di Brescia Pride. Ascolta o scarica

     

    7 min
  • CHIARI (BS): NIENTE PATROCINIO (E SPAZIO) ALL’EVENTO DELLA RETE DI DAPHNE

    A Chiari, nell’Ovest Bresciano, è stata annullata la quarta edizione del Festival “Facciamo Rete… di Daphne”, organizzata dal centro antiviolenza Rete di Daphne e in programma l’8 giugno a Villa Mazzotti. Un evento di autofinanziamento che, attraverso talk, spettacoli, laboratori, banchetti ed enogastronomia, punta a sensibilizzare sulla violenza di genere e a sostenere l’omonima associazione che si occupa dei centri antiviolenza nei 44 comuni dell’ovest bresciano.

    Il Comune di Chiari, guidato dalla destra, aveva inizialmente concesso il patrocinio nel mese di gennaio. Tuttavia, come spiegano le stesse volontarie del centro antiviolenza clarense nel comunicato diramato per annunciare l’annullamento dell’iniziativa, “l’8 maggio, ad un mese dall’evento, ci viene comunicato dal Sindaco, tramite mail, la revoca del patrocinio e la negazione degli spazi previsti”. Le ragioni della revoca contenute nella mail si rifarebbero a “una presunta mancanza di rapporto fiduciario basato su ‘no politica e no vostre provocazioni'”.

    Nel mirino – secondo quanto viene riportato dai partiti di destra come Lega e FdI – soprattutto la scelta di invitare le Della Move Crew, un gruppo di ballerine antifasciste nate all’interno del Laboratorio Occupato Kasciavìt di via San Faustino a Milano. Secondo la Giunta clarense, quindi, invitare – si legge testualmente – “un gruppo, nato in un CENTRO SOCIALE DI MILANO, composto da BALLERINE ANTIFASCISTE che si impegnano socialmente per inclusione e resistenza” sarebbe…divisivo e slegato dal combattere la cultura patriarcale alla base della violenza di genere.

    La reazione e il commento a caldo di Giulia, del progetto Della Move Crew, al centro delle contestazioni della destra clarense Ascolta o scarica

    Immediata anche la reazione delle realtà femministe, transfemministe e solidali del territorio bresciano che, proprio in queste ore, stanno rispondendo all’appello e alla richiesta di sostegno pubblicata dalla Rete di Daphne sui propri profili social. Radio Onda d’Urto ha raccolto alcune delle loro voci.

    Il commento di Edo, attivista di Brescia Pride Ascolta o scarica

    La presa di parola di Paola Arcari, coordinatrice dell’Ufficio tutela dell’associazione ADL a Zavidovici e del Centro Aristofane di Brescia Ascolta o scarica

    L’intervento di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, della segreteria nazionale di Sinistra Italiana.  Ascolta o scarica

    Il commento di Greta Tosoni presidente di Brescia Pride. Ascolta o scarica

    Il commento di Ilaria del nodo gardesano di Non Una di Meno. Ascolta o scarica

    2 min
  • NEGRI OLTRE NEGRI: A PARIGI UN CONVEGNO INTERNAZIONALE CON INTERVENTI DA TUTTO IL MONDO

    Si svolge a Parigi da giovedì 15 a venerdì 16 maggio il convegno internazionale “Negri au-delà de Negri. Subjectivités, travail et critique du capital” (“Negri oltre Negri. Soggettività, lavoro e critica del capitale”) organizzato dal Séminaire Capitalisme Cognitif. Ricercatori, militanti e attivisti da tutto il mondo si ritrovano per ricordare Toni Negri e discutere tra teoria, storia e politica del suo pensiero e della sua eredità. Il convegno “non è un tributo statico”, hanno specificato gli organizzatori nella loro introduzione ai lavori, “ma un rilancio collettivo per continuare a pensare, e a lottare, con Toni Negri”. Il programma, molto ricco, prevede diversi interventi divisi in sessioni tematiche e quattro plenarie, le cui presentazioni sono affidate a Carlo Vercellone, Michael Hardt, Sandro Mezzadra, Veronica Gago, Étienne Balibar e Judith Revel. In totale sono oltre cinquanta gli interventi previsti.

    Da Parigi il collegamento con Elia della nostra redazione, che sta seguendo i lavori Ascolta o scarica

    Matteo Polleri, del Séminaire Capitalisme Cognitif, spiega la nascita e gli scopi del convegno e traccia una prima valutazione al termine della prima sessione di lavori Ascolta o scarica

    Clicca qui per leggere il programma completo del convegno. 

    4 min
  • CRESCONO I RAPPORTI MILITARI ITALIA-ISRAELE: APPROVATO L’ACQUISTO DI FORNITURE PER 1,6 MILIARDI

    Passato in sordina un nuovo accordo tra Italia e Israele in tema di cooperazione militare: lo scorso 6 maggio è stato approvato dalla maggioranza di governo, in Commissione Bilancio della Camera, lo schema di decreto ministeriale SMD 19/2024 dal valore di oltre 1,6 miliardi di euro per implementare una piattaforma aerea di ultima generazione: sarà utilizzata per condurre attività di diversa natura, in primo luogo di spionaggio.

    La tecnologia israeliana di questi sistemi è stata testata in decenni di occupazione ed ora potrà essere utilizzata dall’Italia. Gli aerei che saranno coinvolti, i Gulfstream G-550, sono aeromobili civili che verranno convertiti in aerei spia, dotandoli proprio dei sistemi tecnologici prodotti da Israele.

    L’Atto del Governo n. 264, sottoposto a parere parlamentare, cui esame è durato cinque minuti, rafforza di fatto i già strettissimi legami militari tra l’Italia e la macchina genocida sionista.

    Altra questione in tema di cooperazione militare tra Italia e Israele riguarda un Memorandum d’intesa tra i due governi. L’accordo è stato siglato a Parigi nel 2005 e si rinnova automaticamente ogni cinque anni. Il prossimo rinnovo è previsto per l’8 giugno. Il governo italiano sarebbe ancora in tempo per annullare il rinnovo.

    Ai nostri microfoni Domenico Gallo, già magistrato e già presidente di sezione di Cassazione. Ascolta o scarica

     

    13 min
  • BOLOGNA: DEVASTATA EX CENTRALE, “ADESSO LA BOLOGNINA DEVE CAMBIARE DAVVERO”

    Nella mattinata di mercoledì 14 maggio, attivisti e attiviste dell’Ex Centrale a Bologna hanno trovato lo spazio sociale devastato. Divelti gli ingressi, devastati i locali e rubate attrezzature, materiali e impianti elettrici.

    Alla Ex Centrale in Bolognina, quartiere a nord di Bologna, si registrano “danni per 5mila euro“, hanno fatto sapere in un comunicato volontari e volontarie dello spazio, sottolineando che il problema non sta nel gesto di una singola persona bensì nel fallimento del sistema nel quartiere, nella “risposta delle istituzioni che è fatta solo di polizia” senza investimenti in risorse e servizi.

    Rilanciata con forza un’assemblea di quartiere, programmata per domani, giovedì 15 maggio alle ore 18.30 al Fondo Comini.

    Il commento ai nostri microfoni di Giovanni, compagno della Ex Centrale. Ascolta o scarica

    4 min
  • ALBANIA: ‘INSIEME’ ENTRA IN PARLAMENTO PER “PORTARE LA VOCE DEI PIÙ DEBOLI E DELLA CLASSE LAVORATRICE”

    Ampia vittoria del Partito socialista del premier Edi Rama alle elezioni parlamentari che si sono svolte domenica 11 maggio in Albania. Secondo i risultati ufficiali diffusi, i socialisti hanno ottenuto il 52,1% contro il 34,2% della destra di Sali Berisha. Per Edi Rama, il cui partito ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, inizia quindi il quarto mandato alla guida del paese delle aquile. Restano ancora da conteggiare poche schede provenienti dai residenti all’estero, che non cambieranno in maniera sostanziale i risultati attuali.

    Entra in parlamento per la prima volta anche “Insieme” – Lëvizja Bashkë – giovanissimo partito politico nato come movimento dal basso e a sinistra. Alfred Bushi, esponente di “Insieme” nuovamente ai nostri microfoni, ha sottolineato come la campagna elettorale di Edi Rama sia stata vuota di contenuti. Il primo ministro “ha usato la sua influenza, il controllo sui media e il clientelismo” per consolidare il proprio potere.

    Lëvizja Bashkë ha svolto una campagna elettorale praticamente senza budget e mettendo l’accento sui problemi reali dell’Albania: “un paese in cui il salario minimo si aggira intorno ai 400 euro, la pensione minima intorno ai 100 euro, il costo della vita è largamente inadeguato agli stipendi, i servizi pubblici e la sanità non funzionano, un paese da dove centinaia di migliaia di persone sono emigrate”.

    Il seggio in parlamento ottenuto da Lëvizja Bashkë sarà occupato da Redi Muçi, che avrà il compito di proseguire le lotte del movimento “dando la priorità alle persone coraggiose, preparate e non corrotte”. Redi Muçi, già ospite ai nostri microfoni per commentare l’accordo Italia-Albania per la costruzione del lager per migranti, è un giovane professore alla facoltà di geologia ed è stato uno dei fondatori del partito. Avrà il non facile compito di “portare in parlamento le voci dei più deboli e della classe lavoratrice”.

    Il collegamento da Tirana con Alfred Bushi, esponente di Lëvizja Bashkë – Insieme. Ascolta o scarica

    8 min

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