Oggi in Cristo

Posso parlare?


Listen Later


Quando i sette giorni stavano per compiersi, i Giudei dell'Asia, vedendolo nel tempio, aizzarono tutta la folla, e gli misero le mani addosso, gridando: «Israeliti, venite in aiuto: questo è l'uomo che va predicando a tutti e dappertutto contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; e oltre a ciò, ha condotto anche dei Greci nel tempio, e ha profanato questo santo luogo». Infatti, prima avevano veduto Trofimo di Efeso in città con Paolo, e pensavano che egli lo avesse condotto nel tempio.
Tutta la città fu in agitazione e si fece un assembramento di gente; afferrato Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio, e subito le porte furono chiuse. Mentre cercavano di ucciderlo, fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in subbuglio. Ed egli, presi immediatamente dei soldati e dei centurioni, si precipitò verso i Giudei, i quali, vedendo il tribuno e i soldati, cessarono di battere Paolo. Allora il tribuno si avvicinò, prese Paolo, e ordinò che fosse legato con due catene; poi domandò chi fosse e che cosa avesse fatto. E nella folla gli uni gridavano una cosa, e gli altri un'altra; per cui, non potendo sapere nulla di certo a causa della confusione, ordinò che fosse condotto nella fortezza. Quando Paolo arrivò alla gradinata dovette, per la violenza della folla, essere portato di peso dai soldati, perché una marea di gente incalzava, gridando: «A morte!»
Quando Paolo stava per essere introdotto nella fortezza, disse al tribuno: «Mi è permesso dirti qualcosa?» Quegli rispose: «Sai il greco? Non sei dunque quell'egiziano che tempo fa sobillò e condusse nel deserto quei quattromila briganti?» Ma Paolo disse: «Io sono un Giudeo di Tarso, cittadino di quella non oscura città di Cilicia; e ti prego che tu mi permetta di parlare al popolo». Il tribuno glielo permise e Paolo, stando in piedi sulla gradinata, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un gran silenzio, parlò loro in ebraico...
---
(Atti 21:27-40 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli

A volte, nonostante tutte le nostre buone intenzioni, non c'è alcun modo di evitare che altri ce l'abbiano con noi.

Come avevamo visto in precedenza Paolo si era recato nel tempio, su consiglio degli anziani di Gerusalemme, proprio con l'intento di dissipare le voci false che giravano a suo riguardo anche tra i Giudei che avevano creduto in Gesù circa la sua mancanza di rispetto nei confronti della legge di Mosè.

Ma alcuni Giudei dell'Asia, la provincia romana di cui Efeso era la capitale, si trovavano a Gerusalemme e aizzarono la folla contro Paolo come abbiamo letto. Essi ce l'avevano talmente tanto con lui che non badarono neanche al fatto che egli si trovava nel tempio con quattro uomini Giudei che stavano adempiendo il loro voto al Signore secondo la legge ebraica. Lo accusarono al contrario di aver portato dei Greci nel tempio solo perché lo avevano visto girare per la città insieme a Trofimo di Efeso...

Insomma tutti gli sforzi di Paolo e degli altri fratelli per mostrare ai Giudei, sia quelli che avevano creduto in Gesù come Messia sia quelli che ancora non lo avevano fatto, che egli non aveva nulla contro la legge e contro il tempio, non servirono a nulla.

Chissà cosa passò nella mente di Paolo mentre lo trascinavano fuori dal tempio e ne chiudevano le porte. Sarebbe finito così il suo servizio? Egli sapeva come andavano a finire queste cose, e quando cominciarono a picchiarlo tutto faceva presagire che non sarebbe uscito vivo da quel bagno di folla.

Ma il Signore aveva altri progetti per Paolo e lo dimostrò permettendo al tribuno di intervenire appena in tempo.

Il tribuno non fu in grado di capire esattamente perché stavano cercand...
...more
View all episodesView all episodes
Download on the App Store

Oggi in CristoBy Omar Stroppiana