Una dolcissima e tenerissima preghiera rivolta a Dio Padre scritta da madre Eugenia Elisabetta Ravasio, suora della Congregazione di Nostra Signora degli Apostoli (in fondo trovi una sua breve biografia). Questa preghiera ti avvolge come una soffice coperta, essa fa risuonare nel nostro cuore il profumo dell’amore che Dio ha per ciascuno di noi. Leggendola, il nostro desiderio di stare uniti a lui e di amarlo come un papà, come un babbo misericordioso cresce a tal punto che ci sentiremo protetti e avvolti dalle sue braccia, e non vorremmo separarcene.
Ho passato molte notti leggendo e meditando con gratitudine questa bellissima preghiera, la condivido con la speranza che anche altri possano essere toccati dalla sua dolcezza.
Se si recita questa preghiera come novena, aggiungere: "Ti prometto, di essere più generoso, specialmente in questi nove giorni in tale circostanza... con quella persona..."
È molto bello anche leggere quello che dice Gesù in varie rivelazioni private. Dai dialoghi fra Gesù e Josefa Menéndez (libro: Invito all’amore): “[Nel Getsemani] «... mi prostrai un'altra volta, adorai il mio Padre, implorando il suo aiuto. Non dissi: "Mio Dio", ma "Padre mio". Quando il vostro cuore soffre di più, allora dovete chiamare anche voi Dio con nome di Padre. Supplicatelo di aiutarvi, esponetegli le vostre sofferenze, i vostri timori, i vostri desideri e, con il grido della vostra angoscia, ricordategli che siete i suoi figli prediletti. Ditegli che il vostro corpo è sfinito, il vostro cuore oppresso fino alla morte, che l'anima sembra sperimentare il sudore di sangue. Pregatelo con fiducia filiale e aspettate tutto da colui che vi è Padre. Egli vi consolerà e vi darà la forza necessaria per affrontare la tribolazione e la sofferenza, sia la vostra che quella delle anime a voi affidate.»”
Dio a Vassula Rydén (Vera vita in Dio, 25 aprile 1988 ): “« Vieni a Me liberamente; apriMi il tuo cuore, trattaMi come un amico, come tuo Padre, ma non dimenticare mai che Io sono Santo e il tuo Dio»”
Negli stessi vangeli Gesù ci insegna a rivolgerci a Dio con il titolo di “abba” che significa: “babbo”, “papà”. Penso proprio che questa preghiera ci inviti a questa rispettosa intimità con Dio.
Breve biografia di madre Eugenia Elisabetta Ravasio:
Nacque a San Gervasio d’Adda (ora Capriate San Gervasio), piccolo centro in provincia di Bergamo, il 4 settembre 1907, da famiglia di origini contadine. Frequentò solo la scuola elementare e dopo alcuni anni di lavoro in fabbrica entrò a vent’anni nella Congregazione di Nostra Signora degli Apostoli, ove si sviluppò la sua grande personalità carismatica che la fece eleggere, a soli 25 anni, Madre Generale della Congregazione stessa. Durante la sua vita aprì oltre settanta centri per l’aiuto dei più poveri e scoprì la prima medicina per curare la lebbra. Madre Eugenia è tornata al Padre il 10 agosto 1990. La cosa più importante che ella ci ha lasciato è il messaggio: “Il Padre parla ai suoi figli”, l’unica rivelazione fatta personalmente da Dio Padre e riconosciuta autentica dalla Chiesa dopo dieci anni di rigorosissimi esami. È degno di nota il fatto che il Padre – nel 1932 – dettò a madre Eugenia il messaggio in latino, lingua a lei totalmente sconosciuta. (Per approfondire vistare il sito: Dio è Padre, https://www.dioepadre.org )
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Musica di apertura e chiusura: "Hope" di Tomomi Kato. Musica di sottofondo: "Prayer Worship Piano Grateful Merciful Music" di Denis Pavlov.